Ospedale San Giovanni Bosco centro di specializzazione per infarto di pazienti ammalati di coronavirus.

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Un gruppo di cittadini ha protestato all’esterno dell’ospedale San Giovanni Bosco, diventato Covid Hospital, per la chiusura del pronto soccorso, Napoli, 13 novembre 2020. ANSA/CESARE ABBATE
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“Oggi facciamo le ultime verifiche e domani apriamo i reparti di specializzazione del nuovo Covid hospital San Giovanni Bosco. Sarà un’apertura di grande importanza un presidio dedicato ai pazienti covid che hanno anche altre patologie, in particolare diventa il punto della rete Ima (infarto del miocardio acuto, ndr) dedicato esclusivamente al covid”.

Lo afferma all’ANSA Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1 che ha eseguito la conversione dell’ospedale napoletano in covid hospital con le specializzazioni. I reparti dovevano aprire oggi ma nel pomeriggio l’Asl prevede invece un rodaggio e l’apertura slitta a domani per gli 8 posti di ortopedia, i 15 di chirurgia generale, vascolare e neurochirurgica), i 12 di cardiologia, di cui 4 di terapia intensiva coronarica, e i 4 di terapia intensiva. “Vogliamo essere sicuri – spiega Verdoliva -. che tutto sia organizzato al meglio. L’apertura di questi posti comporta certamente un alleggerimento degli altri ospedali e anche un abbattimento maggiore del rischio di contagio per i pazienti, che diversamente sarebbero stati trattati, anche se con i percorsi dedicati, in ambiente promiscuo”. Il San Giovanni Bosco ha già atitvi 40 letti di degenza ordinaria covid ed è attualmente diretto ad interim da Walter Longanella, direttore dll’Ospedale San Paolo, in attesa del concorso per la direzione in programma l11 dicembre per la sostituzione di Marilena Avanzato, andata in pensione.

 L’Asl ha anche avuto un incontro con il presidente della Municipalità Ivo Poggiani per rassicurare la popolazione del territorio dopo le proteste dei giorni scorsi: “I cittadini – spiega Verdoliva – erano certamente preoccupati della riconversione del San Giovanni Bosco in covid hospital, ma abbiamo avuto modo di chiarire anche nel corso di un incontro con il presidente della III Municipalità che il presidio ospedaliero alla fine dell’emergenza pandemica ritornare a svolgere il ruolo di dea di I livello, come previsto dal piano regionale della rete ospedaliera”. (ANSA).

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