La nuova App Immuni, scopriamo cosa fa e come funziona

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La nuova App Immuni, scopriamo come funziona

A partire dal 1 giugno scorso è possibile scaricare la nuova App Immuni che permetterà ai cittadini di monitorare i contatti avvenuti con persone potenzialmente contagiose o risultate positive al test sul coronavirus. L’App è scaricabile dagli store virtuali Apple e Google dal 1 del mese, giorno in cui il Garante della Privacy ha dato il proprio benestare sulle controversie relative la privacy degli utenti, ma è entrata effettivamente in funzione del giorno 8 di questo mese. L’App risulta essere stata scaricata da circa 2 milioni di utenti su tutto il territorio nazionale, ma al momento è in fase di test esclusivamente in quattro regioni della nostra penisola (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia). Allo stato attuale sappiamo che l’App Immuni non è compatibile con tutti gli smartphone in circolazione. Per poter scaricare questa nuova App infatti, bisogna avere un cellullare abbastanza nuovo e aggiornato: il nostro fidato telefono, con cui effettuiamo acquisti veloci sul web, con cui paghiamo bollette, con cui vediamo film in streaming o con cui giochiamo sul sito ufficiale di Roulette77, se non supporta una delle più recenti versione del sistema operativo non darà la possibilità di installare la tanto attesa App Immuni. Per quello che riguarda i Sistemi Andorid (quindi il Google Play Store), bisogna essere in possesso di almeno la versione chiamata Marshmallow 6 (o superiore) del sistema operativo, oltre ad aver installato il Google Play Service nella versione 20.18.13. Mentre, per il sistema operativo di casa Apple, bisogna disporre di un iPhone con la versione iOS 13.5 in poi. Devono invece attendere ancora del tempo tutti i possessori di smartphone fabbricati dal brand Cinese Huawei o Honor, a prescindere dalla versione del sistema operativo Android presente sul device. I difetti riscontrati dagli utenti Huawei e Honor infatti, non riguardano un malfunzionamento dettato dall’App, ma sono dovuti all’interazione tra il sistema di notifiche di esposizione messo a disposizione da Google e il dispositivo stesso. Gli sviluppatori devono quindi aspettare che sia Google a rilasciare un aggiornamento idoneo che conceda piena compatibile tra la loro App e il Google Play e, di conseguenza, con gli smartphone targati Huawei e Honor che al momento risultano tagliati fuori dal download dell’App Immuni.

 

Il funzionamento dell’App

L’App Immuni, come detto, ci darà modo di scoprire se siamo stati a contatto con persone risultate positive al test da coronavirus. Nelle quattro regioni chiamate a far da banco di prova, chi avrà effettuato il download dell’App permetterà al proprio smartphone di tracciare in maniera anonima i propri spostamenti sul territorio. Tutti gli utenti che avranno l’App Immuni attiva sul telefonino, verranno collegati ad un server in comune il quale, qual ora venga riscontrato un caso positivo al contagio, invierà un messaggio sul cellulare degli utenti che si sono trovati negli ultimi 14 giorni a meno di due metri e per più di 15 minuti con la persona in questione. Quindi, nel moneto in cui gli operatori sanitari si accerteranno di un caso positivo al virus, immetteranno nel server un codice univoco che fa riferimento in maniera anonima al soggetto positivo. A questo punto, attraverso i codici di riferimento, il server recapiterà un messaggio alle persone interessate con delle istruzioni da seguire come, ad esempio, di consultare il medico personale. Oltre ad essere compatibile con gli smartphone più recenti, per far funzionare l’App gli utenti devono tenere il Bluetooth del proprio cellulare sempre attivo; è infatti proprio attraverso questo tipo di tecnologia wireless che avviene lo scambio di informazioni (posizione, distanza e durata) tra le persone tracciate sul territorio. La casa di sviluppo ci assicura la completa riservatezza e anonimità dei dati personali: tutti i dati sono controllati esclusivamente dal Ministero della Salute, non vengono venduti a terzi e non vengono assolutamente utilizzati per scopi commerciali. Il motivo che ha portato alla nascita di questa App è la necessità di facilitare il contenimento del contagio dal coronavirus e non quello dettato da scopi pubblicitari o di lucro.

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