Sono Solo Suono, Ciccio Merolla al teatro Sannazaro da venerdì 20 a domenica 22.

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SONO SOLO SUONO è un progetto musicale/teatrale con il percussionista e cantante partenopeo Ciccio Merolla, prodotto dalla Jesce Sole, la cui prima assoluta sarà a Napoli il 20 gennaio al Teatro Sannazaro.

Nato da un’idea dello stesso Merolla, coadiuvato dalla regia di Raffaele Di Florio, SONO SOLO SUONO potrebbe definirsi una sintesi “teatrale” di quella che è un’intera esperienza di vita del percussionista Ciccio Merolla, da sempre impegnato nella sua attività di ricerca e sperimentazione di nuove sonorità.

Un anomalo One man show, in cui il percussionista partenopeo si racconta attraverso un gioco di creazione sonora, di performance e virtuosismi che condurranno lo spettatore in un viaggio in cui il surreale si fonde e si confonde con quello che invece è tangibile e reale.

Uno spettacolo di suoni, virtuosismi, assoli, canzoni (testi dello stesso Merolla, ma anche omaggi a Carosone, Daniele e Gragnaniello) in cui Merolla, in una scenografia costituita da “potenziali” strumenti musicali, diventa mattatore capace di meravigliare il pubblico in uno spettacolo unico nel suo genere.

Da una stanza/cella, in cui si racconta la giornata tipo di un “prigioniero”, lo spettatore sarà condotto dal protagonista nei suoi sogni che si materializzano attraverso il “suono”.

“Non esistono costrizioni, barriere, ostacoli capaci di imprigionare l’animo umano – afferma Ciccio Merolla – da ricercatore di suoni ed atmosfere, Io viaggio grazie al ritmo; ma tutti noi siamo capaci di esprimere il meglio che c’è dentro ognuno di noi, grazie alle infinite possibilità che la vita ci offre”.

 

 

Note di regia

Il progetto musicale, elaborato insieme a Ciccio Merolla, si è sviluppato seguendo l’intento di proporre, attraverso “i suoni”, uno sguardo sul contemporaneo. Il mondo musicale proposto da Merolla prende spunto dalle vicende di Darrell Standing (personaggio di Jack London de “il Vagabondo delle Stelle”) e da cronache quotidiane e autobiografiche.

SONO SOLO SUONO è il racconto in musica di una giornata “tipo” in un penitenziario: sveglia, toilette, colazione, ora d’aria, laboratorio, isolamento, aspettativa, sogno… un domicilio coatto che pone il nostro protagonista in uno stadio di alienazione, ma anche di “disperata vitalità”.                                                                     Questa si sostanzia in una partitura di gesti e suoni, che animano uno spazio scenico costituito su due livelli: il primo livello, il “basso”, rappresenta la quotidiana concretezza della cella; il secondo livello, “l’alto” è il luogo dell’onirico, delle apparizioni, dei sogni, del possibile… della libertà.

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