Il Napoli lotta al Maradona ma deve capitolare nel finale con l’Arsenal che, pur soffrendo, trova il successo per 1-0 al Maradona contro la squadra di Allegri e conquista il quinto successo in cinque partite tra campionato e Champions.
Tre punti all’esordio per la squadra di Arteta, finalista di Champions lo scorso anno e campione della Premier. che arrivano grazie al gol di Odegaard con un sinistro preciso che bacia il palo e si infila alle spalle di Milinkovic-Savic che aveva sostituito Meret, infortunato, all’intervallo.
Per il Napoli qualche fischio nel finale di gara per la terza sconfitta consecutiva.
Le scelte di formazione
Il Napoli arriva a Londra con le scorie della rimonta subita dall’Inter e con una rosa ridotta all’osso. Allegri è costretto a gestire gli uomini contati e opta per un assetto che somiglia più a un 4‑2‑3‑1, con De Bruyne subito titolare. Arteta, al contrario, può permettersi rotazioni di lusso: fuori inizialmente Havertz e Calafiori, dentro una formazione che sfrutta la profondità della rosa dei Gunners.
Primo tempo: equilibrio e poche emozioni
L’avvio è prudente da parte del Napoli, più frenato dai propri timori che dalla pressione inglese. Dopo una fase di studio, una ripartenza avviata da Hojlund e mal gestita da Alisson Santos scuote gli azzurri, che provano a rendersi pericolosi con De Bruyne e Politano, senza però impensierire davvero Raya.
A metà frazione è Meret a salire in cattedra, opponendosi a Merino con un intervento decisivo. Subito dopo il portiere lamenta un fastidio fisico, ma resta in campo fino all’intervallo. Nel finale, l’occasione più nitida è dell’Arsenal: Saka spreca da posizione favorevole. Si va al riposo sullo 0‑0.
Ripresa: l’Arsenal cresce e colpisce
Al rientro in campo Allegri deve rinunciare a Meret: dentro Milinkovic‑Savic. Il nuovo entrato viene subito graziato da Hincapié, che da due passi non trova la zampata vincente.
Il ritmo resta basso, le squadre si affidano alle panchine (da segnalare l’esordio assoluto di Favasuli con il Napoli), ma lo stallo regge fino al 75’. È allora che l’Arsenal trova il varco giusto: azione nello stretto, Odegaard riceve sul sinistro e piazza un tiro che bacia il palo e vale l’1‑0.
Finale: Napoli generoso ma confuso
Allegri prova a cambiare l’inerzia con tutti i cambi a disposizione, ma è l’Arsenal a sfiorare più volte il raddoppio: Milinkovic‑Savic ferma Madueke, e Rafa Marin salva sulla linea il tentativo a porta vuota di Rice.
Il Napoli ci prova più con nervi e orgoglio che con lucidità, senza però creare vere occasioni. Nel recupero arriva anche lo 0‑2 di Havertz, poi annullato per fuorigioco.
Gli azzurri devono arrendersi: anche in Champions il cammino parte in salita, e per di più la lista dell’infermeria si allunga in maniera preoccupante proprio come la scorsa stagione.
Curve protestano contro De Laurentiis
La sfida di Champions League contro l’Arsenal non è stata segnata soltanto dal risultato in campo. Al Maradona, infatti, la tifoseria organizzata del Napoli ha messo in scena una contestazione dura e continuativa nei confronti del presidente Aurelio De Laurentiis, proseguendo una frattura ormai evidente da settimane.
Striscioni e cori per tutta la gara
Durante il match, gli ultras hanno esposto diversi striscioni rivolti alla società e al patron azzurro. Messaggi diretti, senza giri di parole, che hanno accompagnato l’intera partita e che hanno ribadito il malcontento per la gestione del club, il mercato estivo e il rapporto sempre più teso tra proprietà e tifo organizzato.
I cori contro De Laurentiis sono partiti già nei minuti iniziali e si sono ripetuti a più riprese, creando un clima di contestazione costante che ha fatto da sfondo alla prestazione della squadra.
Allegri: niente da rimproverare ai ragazzi
Massimiliano Allegri, allenatore del Napoli, ha analizzato ai microfoni di Prime Video la sconfitta contro l’Arsenal nella prima giornata di Champions League.
Si è preso tempo per parlare alla squadra nello spogliatoio? Per questo il ritardo? “No, ho fatto la doccia perchè faceva caldo. Abbiamo fatto una buona partita contro una delle squadre più forti d’Europa, il primo tempo è stato molto equilibrato poi nel secondo loro hanno alzato i ritmi. Noi abbiamo difeso bene, se avessimo difeso così contro Como e Inter probabilmente non avremmo perso. Bisogna vedere gli aspetti positivi. Poi se sbagli l’ultimo passaggio rischi di prendere gol com’è successo”.
Era la partita che vi aspettavate?
“Sapevamo che era una partita complicata, veniamo da tre sconfitte ma non bisogna demoralizzarci perché ai ragazzi oggi non posso rimproverare niente. Quando difendiamo così è difficile farci gol. Nel primo tempo abbiamo avuto una buona qualità di uscita e situazioni favorevoli, nel secondo siamo andati un po’ più in difficoltà. Sono partite importanti, a volte la frenesia ti porta a sbagliare”.
C’è qualcosa che si poteva fare meglio?
“No, stasera no. Purtroppo siamo cascati su uno due che non abbiamo seguito. Loro sono molto bravi in questo”.
Come stanno Alisson Santos e Meret?
“Alisson credo che lo abbiamo perso per un po’ di tempo. Meret non lo so, vediamo domani”.
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