Fuorigrotta ci ha creduto fino all’ultimo. Cinquantacinquemila voci, un Maradona che ha provato a spingere un Napoli ridotto all’osso verso un’impresa che avrebbe avuto del clamoroso. Ma contro questo Chelsea, più profondo, più completo e più cinico, non è bastato. Finisce 3-2 per i Blues, che sfruttano un rigore di Enzo Fernández e una doppietta nella ripresa di Joao Pedro per ribaltare una partita che gli azzurri avevano avuto in mano per lunghi tratti. In mezzo, le fiammate di Vergara e Højlund, insufficienti però a evitare l’eliminazione.
Antonio Conte si presenta alla sfida con 11 indisponibili e una panchina che definire corta è un eufemismo: tre soli giocatori di movimento, due Primavera e due portieri. Rosenior, dall’altra parte, ha l’imbarazzo della scelta, anche se Palmer parte inizialmente fuori per non rischiare.
Nonostante l’emergenza, il Napoli parte con personalità. Pressione alta, ritmo, coraggio. Il Chelsea, però, dà subito la sensazione di poter far male negli spazi. E infatti colpisce al 18’: punizione dal limite, tocco di mano di Juan Jesus, rigore. Enzo Fernández è glaciale: Meret intuisce ma non basta. È 0-1.
Il Maradona non si spegne, anzi. E la squadra risponde.
La reazione è immediata. Olivera sfiora il pari, Di Lorenzo impegna Sanchez. Poi, al 33’, arriva la magia: Antonio Vergara, talento del vivaio, inventa una ruleta per saltare l’uomo e scarica un sinistro all’angolino. È il suo primo gol in Champions, il suo primo con la maglia del Napoli. È 1-1, ed è un boato.
Il Chelsea barcolla. E al 43’ arriva il sorpasso: Elmas apre per Olivera, cross basso, taglio perfetto di Højlund, sinistro palo-gol. Napoli avanti 2-1, stadio in estasi.
Il Napoli prova a gestire, rallenta il ritmo, addormenta la partita. Per un quarto d’ora ci riesce. Poi entra Palmer e cambia l’inerzia. Al 61’ serve al limite Joao Pedro, che esplode un destro all’incrocio: 2-2, un gol che da solo vale il prezzo del biglietto.
Gli azzurri non mollano. Vergara illumina ancora, Spinazzola sfiora l’assist per Højlund. Ma all’83’ arriva la coltellata definitiva: lancio in profondità, Joao Pedro scappa, incrocia col destro e firma il 3-2 che chiude i giochi.
Il finale è un lento spegnersi delle speranze. Il Maradona si gela, il triplice fischio sancisce l’eliminazione.
Il Napoli esce dalla Champions, ma lo fa a testa alta, dopo una partita giocata con coraggio, qualità e orgoglio nonostante un’emergenza senza precedenti. Il Chelsea avanza grazie alla sua profondità e alle giocate dei singoli.
La nota più luminosa? Senza dubbio Antonio Vergara, che in una notte amara ha acceso una luce sul futuro.
Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato a Sky Sport dopo la sconfitta per 2-3 contro il Chelsea che è costata l’eliminazione dalla Champions League per gli azzurri: “La differenza l’hanno fatta anche le conclusioni, loro sono stati molto più cinici e precisi. Joao Pedro ha fatto la differenza, è un calciatore veramente importante per il Chelsea. C’è comunque grande orgoglio e soddisfazione, nonostante più di mezza squadra fuori abbiamo giocato anche meglio del Chelsea e meritavamo molto di più. Mi spiace, ai ragazzi ho detto che il rammarico è Copenaghen, quello ci ha praticamente condannati. E oggi eravamo costretti a giocarci la partita con un top club, che non dimentichiamo ha vinto il Mondiale e che ha giocatori straordinari fuori e in tribuna. Sono orgoglioso, ripeto, li abbiamo pressati e abbiamo creato situazioni da gol. Peccato, meritavamo di andare ai playoff”.
La differenza l’ha fatta Joao Pedro?
“A livello qualitativo, nell’ultimo terzo, sono stati più bravi. Non hanno avuto chissà quante occasioni, ma quando tirano, fanno male. Noi abbiamo messo tanti cross, qualcuno poteva essere anche decisivo: dobbiamo migliorare da questo punto di vista, ma i ragazzi hanno fatto una partita importante, senza paura, sempre con 50 metri di campo alle spalle e cercando duelli. Proponendo anche un buon calcio. La strada è questa, il calcio è in evoluzione e cambia, ti devi adeguare e preparare. Mi dispiace perché mi sarebbe piaciuto continuare a misurarci in questa competizione, contro le squadre migliori. Oggi lo abbiamo fatto molto bene con il Chelsea, ma la loro grande qualità ha pagato”.
Come reagire di fronte a una serata così?
“Mettiamo nel conteggio che si possano commettere degli errori. Solo che contro alcuni giocatori, vieni punito. E Joao Pedro così ha fatto. Abbiamo onorato la partita, facendo una prestazione da Champions. La vittoria del Chelsea è bugiarda come risultato finale ma dobbiamo accettarla ed essere molto più bravi nella parte finale. Cosa che loro hanno fatto con grandissima qualità”.
Che cambia tra giocare in Europa e in Serie A?
“Spesso e volentieri in Champions trovi squadre che giocano a viso aperto, c’è intensità e sono richieste gamba e duelli. Non è che la Champions sia meno tattica, è che si accettano di più i duelli e quindi servono più corse per difendere il campo. In Italia spesso trovi chi si arrocca in difesa e devi essere bravo a trovare la soluzione per fare gol. L’obiettivo mio e della squadra è di giocare su questi ritmi alti. Non esiste oggi di mettersi vicino alla porta ad aspettare, di piazzare il pullman per ripartire. Se sono bravi gli altri a fartelo fare, ok, però… Avevamo 13 assenti, ricordiamo, io cerco di inculcare una certa mentalità ai ragazzi, quella che ci ha fatto vincere lo Scudetto e la Supercoppa. Dobbiamo crescere, e con più giocatori a disposizione, il futuro può essere migliorare”.



















































