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Il Napoli si complica la vita a Copenaghen, adesso è dura

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Copenhagen-Napoli finisce 1-1 in Champions League.

Martedì 20 gennaio, la squadra di Antonio Conte non va oltre il pari nella delicatissima sfida europea in Danimarca, nella settima giornata della fase campionato. Succede tutto nella ripresa: al vantaggio di McTominay risponde Larsson, che beffa Milinkovic-Savic dopo essersi fatto parare un rigore, infilando la ribattuta.

Un’occasione sprecata per i campioni d’Italia in carica, in 11 contro 10 per oltre un’ora dopo l’espulsione di Delaney al 35′.

Per gli azzurri, ora a quota 8 e 23esimi in classifica, si complica la strada verso i playoff a una giornata dal termine.

Nell’ultima partita al Maradona contro il Chelsea, servirà una vittoria e potrebbe non bastare.

Conte già in emergenza sabato con il Sassuolo deve rinunciare anche a Rrahmani e Politano, in difesa al posto del kosovaro c’è Buongiorno, confermato Vergara a destra del tridente offensivo, Gutierrez fa il quinto a destra, in panchina si rivede Lukaku ma solo per onore di firma.

Elyonoussi dopo 8 minuti prova a crossare in mezzo per Dadason, palla lunga

Angolo di Elmas, sulla respinta della difesa danese non trova la coordinazione giusta Lobotka

Napoli a un passo dal vantaggio al 20′: gran giocata di Vergara in area, dribbling e destro incrociato. Palla vicina al palo

Ancora Napoli all’attacco. Stavolta è Di Lorenzo a chiamare Kotarski alla respinta impegnativa

Al 35′ l’episodio che fa girare il vento dalla parte del Napoli. Espulso Delaney per un brutto intervento a gamba tesa su Lobotka. All’arbitro serve l’intervento del Var per modificare la decisione iniziale e cambiare il cartellino giallo in rosso.

Dopo soli 4 minuti il Napoli concretizza il vantaggio numerico Angolo di Elmas e colpo di testa di McTominay che sorprende l’ex Atalanta e Parma Cornelius in elevazione. Il Napoli approfitta subito della superiorità numerica

Finisce così il primo tempo con il Napoli che può gestire il vantaggio di una rete e di un uomo.

Ci prova Vergara ad inizio ripresa con l’interno sinistro, il tiro è però troppo debole e Kotarski para

Hojlund lavora un bel pallone in area, si gira e calcia. Il pallone finisce fuori dopo una deviazione

Cambia gli esterni Conte. Fuori Vergara e Spinazzola, dentro Olivera e Lang

Al 70′ l’episodio che condanna il Napoli, fallo di Buongiorno su Elyounoussi e rigore per i danesi. Il Napoli protesta, ma è stato molto ingenuo il difensore azzurro in questo contatto

Milinkovic-Savic para il rigore di Larsson, ma poi non può nulla sulla ribattuta

Forcing finale del Napoli, ma gli azzurri fin qui non riescono a incidere
Kotarski super sul colpo di testa di Olivera
Forcing finale nei 6 minuti di recupero, Conte butta dentro Ambrosino e Lucca (segno evidente che Lukaku non è ancora in grado di scendere in campo) ed è proprio all’ex Udinese che capita l’ultima occasione ma senza fortuna
Nell’ultima giornata della fase campionato, il Napoli ospiterà il Chelsea mercoledì 28 gennaio alle 21.

Al termine del match pareggiato 1-1 col Copenhagen, il tecnico del Napoli Antonio Conte è intervenuto ai microfoni di Sky Sport.

Di Lorenzo ha parlato di atteggiamento sbagliato nel secondo tempo, qual è la sua lettura? La mia lettura? Io penso che comunque ci debba essere delusione, perché è una partita che si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e comunque fare un importante step in avanti per giocarci il play-off. Potremmo avere mille attenuanti, ma oggi non vanno bene, perché la partita si era messa talmente in una situazione che questo è un partitore che deve vincere e noi abbiamo dimostrato oggi, per la quarta volta consecutiva, di fare fatica, soprattutto fuori casa in Champions. Nonostante, ripeto, una partita che era in totale controllo da parte nostra, in totale controllo 11 contro 11, 11 contro 10. Queste partite, ripeto, al netto che tu le possa giocare senza 10 giocatori, al netto del fatto della stanchezza e tutto, queste sono partite che stai vincendo, la devi vincere. Invece c’è delusione, c’è delusione perché non siamo riusciti a fare questo, ma significa che il livello in questo momento forse non è così per questa competizione. Visto che, ripeto, abbiamo fatto solo otto punti. E oggi c’è da fare un grandissimo mea culpa a tutti quanti. Atteggiamento è atteggiamento, queste sono partite che devi portare a casa, punto e basta, quindi c’è poco da parlare. C’è solo da essere arrabbiati, molto con noi stessi, perché avevamo veramente un’occasione importante, forse non abbiamo percepito l’importanza della posta in palio e soprattutto il fatto che si era messa praticamente in discesa, invece poi ci siamo messi in salita da soli”.

Come si preparano due partite contro Juve e Chelsea che possono orientare la vostra stagione?Orientare? Stiamo a fine gennaio, quindi noi cerchiamo come sempre di fare del nostro meglio con i giocatori che abbiamo a disposizione. Quello che dobbiamo fare è cercare sempre di lavorare e di cercare di offrire la migliore versione di noi. Oggi secondo me potevamo fare molto meglio, oggi ci deve essere per me e per i miei giocatori grande delusione, perché avevamo veramente una grande occasione, c’era tutto e siamo riusciti invece a rovinarcela. Questo ci deve far riflettere. Dopodomani inizieremo a pensare alla Juve e conteremo quanti siamo, 10, 11, 12, non prepareremo la partita. Sappiamo che ci sono queste difficoltà e le affrontiamo, però al di là delle difficoltà oggettive che c’erano anche oggi e tutte le attenuanti del caso, oggi la partita la devi portare a casa”.

Non si è fatto il secondo gol per chiuderla, c’è un perché? Come mai il calo nel 2T? L’input era di entrare sapendo di avere in mano la partita e l’importanza della gara. Cercando di fare il secondo e il terzo gol, perché queste sono partite che poi capita un episodio. Io ne ho avute tante in passato e poi sei lì a leccarti le ferite. Purtroppo è accaduto, adesso ci stiamo leccando le ferite e dispiace perché con mille attenuanti che abbiamo e che potremmo avere, questa partita oggi comunque la devi vincere. L’ultimo punto è basta per come si era messo, undici contro undici, eri in vantaggio, la stavi dominando sotto tutti i punti di vista e invece poi alla fine si è riusciti a complicarci la vita, a complicarci tutto. Questo dispiace, perché comunque lavoriamo tanto e queste cose devono darci fastidio, perché se non ci danno fastidio significa che non vogliamo crescere. Invece ci devono dar fastidio queste cose, perché non stanno in cielo né in terra di far entrare il Copenaghen in partita e pareggiare soprattutto capendo l’importanza che aveva per noi vincere questa partita e in più anche con un uomo in più. Il calcio deve entrare dal primo fino all’ultimo secondo della partita incazzato, determinato e voglioso di ottenere una cosa, altrimenti rischi sempre la beffa e oggi noi ci stiamo leccando le ferite. E questo pareggio a me fa molto male e deve far male molto anche ai miei calciatori”.

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