Lutto nel calcio, morto a 82 anni Tarcisio Burgnich, terzino destro della grande Inter e della nazionale, chiuse la carriera nel Napoli di Vinicio.

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Italian footballer and defender with Inter Milan, Tarcisio Burgnich lines up prior to playing for the Italy national football team in an international match at the San Siro stadium in Milan, Italy in 1972. (Photo by Rolls Press/Popperfoto via Getty Images/Getty Images)
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È morto a 82 anni Tarcisio Burgnich. L’ex difensore della grande Inter, poi del Napoli.

E’ scomparso nella notte dopo una lunga malattia. Burgnich è morto nella casa di cura S.Camillo a Forte dei Marmi (Lucca), dove era stato trasferito dopo una degenza all’ospedale Versilia. La salma sarà esposta nella casa funeraria Ferrante a Viareggio, cittadina dove l’ex calciatore e allenatore viveva. Era stato campione d’Europa con l’Italia nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970, competizione in cui segnò anche una rete nella leggendaria semifinale disputata a Città del Messico contro la Germania Ovest e conclusa con il risultato di 4-3. Burgnich, in una delle sue rarissime proiezioni offensive, mise a segno la rete del momentaneo 2-2 dopo che i tedeschi erano passati in vantaggio con Gerd Muller e lascianddo di stucco tutti i presenti, a cominciare dal telecronista Nando Martellini.

“Ciao Tarcisio, sarai sempre la nostra ‘Roccia’”.. Così lo ricorda l’Inter, sul proprio sito. “Ci sono degli uomini che vorresti sempre avere al tuo fianco, dei calciatori che vorresti sempre nella tua squadra, delle leggende che vorresti facciano sempre parte della tua storia. Tarcisio Burgnich ha incarnato la forza e i valori del nostro Club e l’Inter ha avuto il privilegio di vederlo lottare per i propri colori: statuario, implacabile, umile e sempre leale”, prosegue l’Inter.

“12 stagioni all’Inter, 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 6 gol e 467 partite a difendere i nostri colori, gara dopo gara, allenamento dopo allenamento, forgiandosi ogni giorno di più per diventare la “Roccia” che tutti abbiamo conosciuto, proprio come l’aveva ribattezzato Armando Picchi”, prosegue il club nerazzurro. Umile e determinato, insuperabile per gli avversari e prezioso alleato per i suoi compagni: oggi il suo sguardo fiero e la sua forza sono ricordi preziosi, un’immagine che rimarrà sempre impressa nella nostra storia”, conclude il club nerazzurro. (ANSA).

Dopo i mondiali del 1974 (ormai giocava come libero sia nell’Inter sia in nazionale, anche per la contemporanea ascesa di Mauro Bellugi, anche lui scomparso recentemente) Burgnich lasciò i nerazzurri ed approdò al Napoli dove giocò non più da libero, ma da difensore centrale allineato al resto della difesa, secondo i dettami della difesa a zona voluta dall’allora allenatore del Napoli Vinicio.

Burgnich non ha mai fatto a meno di ricordare che i 3 anni a Napoli sono stati quelli in cui si è divertito di più, togliendosi anche qualche soddisfazione, come il secondo posto nella stagione 1974-75, a soli due punti della Juventus del “core ingrato” Altafini, la vittoria della Coppa Italia nella stagione seguente (con tanto di rete segnata nella finale contro il Verona allo stadio Olimpico di Roma) ed il raggiungimento della semifinale di Coppa delle Coppe in quella successiva.

Dopo aver chiuso la carriera di calciatore Burgnich intraprese quella di allenatore, nella stagione 1981-82, alla guida del Bologna, fece esordire un ragazzo di neanche 18 anni, di cui si diceva un gran bene, era l’attuale ct della nazionale, Roberto Mancini.

La SSC Napoli esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Tarcisio Burgnich. ‘La Roccia’ fu indimenticato protagonista con la maglia azzurra negli anni ‘70. Questo il messaggio di cordoglio sull’account ufficiale twitter del Napoli.

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