Napoli fermato dal Verona, non basta la maglia celebrativa di Maradona.

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Napoli's head coach Luciano Spalletti during italian Serie A soccer match SSC Napoli vs Hellas Verona FC at the Diego Armando Maradona stadium in Naples, Italy, 7 November 2021. ANSA / CESARE ABBATE

Esattamente come lo scorso anno. L’incubo Verona si ripropone al Maradona e determina il primo stop in casa della capolista.

Finisce 1-1, lo stesso punteggio che nella passata stagione era costato al Napoli la qualificazione alla Champions League. Il Napoli appare un po’ stanco, provato dagli sforzi di Europa League. Il Verona fa la sua parte, difendendosi con ordine e non privandosi della possibilità di incidere in attacco. Il merito della squadra di Tudor sta soprattutto nella capacità dimostrata, per tutta la durata della gara, di difendere anche con tutti gli uomini dietro la linea della palla quando è il Napoli ad attaccare e di proporsi nei tempi e nei modi giusti quando si aprono gli spazi.

Nel Napoli rientrano Osimhen, Insigne e Ruiz rispetto alla formazione scesa in campo a Varsavia, ma le condizioni di tutti e tre non sembrano essere particolarmente brillanti. Il Verona riesce ad avere il controllo del centrocampo in virtù di una superiorità numerica che si manifesta grazie anche al fatto che Zielinski e Insigne, diversamente dal solito, non danno il consueto sostegno ad Anguissa e Ruiz i quali spesso si trovano presi in mezzo agli avversari e non riescono a bloccare sul nascere l’azione avversaria. (ANSA).

Non cerca alibi Luciano Spalletti: “Nel secondo tempo ci siamo un po’ disuniti, potevamo fare di più. Queste difficoltà delle distanze ci sono state e poi loro sono bravi perché ti vengono addosso uomo contro uomo, sono abituati a giocare con spazi larghi. Stanchezza per gli impegni europei? Non dobbiamo cercare alibi”.  “Dovevamo avere più qualità senza farsi portare via palla. Noi siamo meno abituati a partita del genere. Mi dispiace per i tifosi perché erano tornati i ragazzi della curva. Questo risultato va accettato”. Nessuna polemica arbitrale: “Tutto abbastanza normale, niente nervosismo”. Anche se Spalletti un sassolino dalla scarpa se lo leva: “È un pochino una tecnica nuova quello di far fallo sulla trequarti avversaria, loro per non farti far strada fanno fallo. Di questi atteggiamenti qui ormai ce ne sono tanti e bisogna mettersi al passo con i tempi, è una tecnica nuova che dobbiamo imparare quella dell’uomo contro uomo negli spazi larghi”.

A fine del primo tempo Spalletti e Tudor si son ritrovati faccia a faccia, con l’allenatore dei veronesi che avrebbe risposto a tono alle proteste del tecnico dei partenopei. La discussione è proseguita negli spogliatoi, dove Spalletti ha inseguito Tudor nel tunnel riservato alla squadre gialloblù.

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