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Napoli, prove di fuga, 3-1 al Torino.

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Il Napoli batte il Torino per 3-1 nell’anticipo dell’ottava giornata della Serie A e sale a 20 punti, consolidando il primo posto in classifica. I granata rimangono a quota 10.

La formazione di Spalletti ipoteca il successo nella prima frazione grazie ad un avvio eccellente.

Anguissa sblocca il risultato al 6′ e concede il bis al 12′.

Kvaratskhelia chiude virtualmente i conti al 37′ con il tris. Il Torino accorcia le distanze al 44′ con Sanabria: troppo poco per riaprire il match.

Il Napoli batte per 3-1 il Torino e mantiene la vetta della classifica. Una vittoria preziosa per la squadra di Luciano Spalletti con il tecnico toscano che analizza il match ai microfoni di DAZN: “Siamo stati superlativi nella prima mezz’ora, poi non ce l’abbiamo fatta a mantenere quello standard perché loro sono riusciti a direzionare la partita dove volevano loro facendo uomo contro uomo a tutto campo in maniera incredibile. Per liberare il calciatore dietro la linea però è stato difficilissimo perché esercitavano una pressione incredibile. Se non hai calciatori con determinate caratteristiche è quasi impossibile. Se hai un giocatore come Anguissa ti alleni in modo differente, non puoi riprodurre certe cose in allenamento se hai solo giocatori tecnici. Oggi c’era bisogno di uno scambio dentro il campo mettendo i giocatori di andare in campo aperto. Noi abbiamo portato palla sul portiere troppe volte, le due punte esterne non possono rimanere aperte. Giocando dentro il campo è più facile”.

Kvaratskhelia? “L’ho richiamato perché c’era la possibilità di giocare in avanti. Il Torino teneva i suoi quinti altissimi e lui continuava a rimanere aperto, lo volevo più in mezzo al campo. Nel secondo tempo l’ha fatto bene, ma lui ha una qualità assoluta; va sul destro, sul sinistro, conclude con entrambi i piedi, ha una variabilità che lo rende stratosferico”.

Il mio gesto per l’Iran? “Nessuno è indifferente. Il mio è stato un piccolo gesto che sentivo e mi fa piacere che è stato molto apprezzato. Spero non siano le uniche rose perché potrebbe essere un modo per dare un segnale forte”.

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