Sport e bambini, diamoci una mossa, i più penalizzati ripartono per ultimi.

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dal Presidente del Centro Studi Il Mondo Unito Guglielmo Capranelli riceviamo e pubblichiamo

Il sottoscritto Guglielmo Capranelli Presidente del il mondo unito Centro Studi e ricerca di diritto fiscale dell’economia del non profit per lo sviluppo del territorio, vi invia l’allegato del suo centro studi e ricerca area Sport, pregandovi si inserirlo nella vostra pagina web per darne maggiore visibilità

Sport e bambini, diamoci una mossa, i più penalizzati ripartono per ultimi

Il movimento non è solo pratica sportiva. È gioco, attività all’aria aperta, corsa, ad ostacoli
Del nuovo Dcpm ha parlato anche il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, in varie tv,
in Camera e Senato della Repubblica, intervenuto sul tema della ripresa degli allenamenti per lo sport di gruppo di serie A, B, E LEGA Pro. Dimenticando i minori, le vere vittime del covid Pubblicando le linee guida sulle modalità di svolgimento degli allenamenti per gli sport di squadra e quelle relative all’attività sportiva di base e all’attività motoria in genere il cui inizio è previsto a breve. Ma non ancora chiaramente deciso la ripresa. Vogliamo ripartire in sicurezza, puntiamo a una ripresa graduale e con tutti i protocolli rispettati. Garantit dal Comune come proprietario delle Palestre, dei Campi di Gioc. Per questo aspettiamo che il Ministero dello Sport comunichi alle Federazioni sportive nazionali dilettantistiche, le concrete modalità di esecuzione di quanto previsto dal DPCM del 26 aprile, per lo sport giovanile scolastico
Lo scopo di tali interventi, quindi, sarà quello di porre l’attenzione,su progetti di educazione al gioco e al movimento, anche oltre il tempo scuola obbligatorio, quest’anno precocemente interrotto per il corona virus in cui tali attività siano utilizzate soprattutto come strumenti educativi finalizzati al coinvolgimento di bambini, ragazzi, giovani e meno giovani ad alto rischio sociale e non. Lo sport, infatti, permette ai giovani di sviluppare sia le competenze fisiche sia di promuovere attitudini socialmente vantaggiose in un contesto divertente e stimolante. L’accoppiata Educazione-Sport risulta vincente e permette una sinergia tra istituzioni scolastiche organizzazioni sportive e associative del territorio. In realtà l’attività fisica e sportiva ha per i giovani un effetto coadiuvante nel processo di socializzazione, fra cui l’apprendimento della divisione dei compiti in ruoli; questo lo si può notare soprattutto negli sport di squadra, dove la conduzione del ruolo deve essere gestita a partire dal tentativo di far combaciare le inclinazioni individuali con le esigenze del gruppo. Con l’attività fisica si migliora anche la conoscenza del proprio corpo e la consapevolezza dello spazio, della velocità, della distanza; in poche parole si “impara a muoversi e ci si muove per imparare. L’Educazione e lo Sport rappresentano due settori chiave per promuovere uno sviluppo armonioso della personalità dei giovani, per costruire dei modelli di aggregazione e identificazione, per fornire spunti emotivi ed affettivi uniti a simboli di appartenenza; per cui si auspica una collaborazione sempre più stretta tra i due settori in modo che entrambi possano trarre benefici dalle migliori azioni messe in campo.
La prospettiva che ci si propone è rafforzare questa cooperazione come pure aumentandone la consapevolezza e la partecipazione a tutti i livelli, facendo in modo che possa arrivare ai giovani un messaggio forte e propositivo sullo sport percepito come una “competenza aggiunta e trasversale” in quanto esso esalta e armonizza quei valori connaturati come il fair-play, il superamento di se stessi, lo spirito di squadra, la tolleranza, la solidarietà ed è espressione di dialogo culturale per vivere meglio la vita di tutti i giorni. Il movimento finalizzato, che sia poi sportivo con valenza più o meno agonistica, crea quindi occasioni per raggiungere, almeno parzialmente, alcuni obiettivi che genericamente si possono elencare come segue:
􀁸 Prevenzione delle sindromi legate alla “sedentarietà” con conseguente potenziamento della salute psico-fisica;
􀁸 Stimolazione degli aspetti relazionali con i coetanei e gli adulti;
􀁸 Apprendimento di gesti e movimenti utili a modalità di traslocazione non ordinarie che contribuiscono all’aumento del bagaglio motorio e di abilità che si potranno sfruttare anche successivamente;
􀁸 Incremento o consolidamento dell’autonomia personale.
Quindi la seguente programmazione si propone di:
1. promuovere il diritto dei cittadini (giovani e meno giovani) alla pratica sportiva;
2. favorire il collegamento tra lo sport, la famiglia, la scuola e la società;
3. valorizzare la collaborazione tra le organizzazioni sportive e tra queste e le scuole interessate;
4. creare manifestazioni ed eventi sportivi, che tra l’altro, trovano larga partecipazione da parte dei cittadini perché coinvolgono non solo gli sportivi “attivi”, quelli cioè che lo sport lo praticano, ma anche coloro che lo sport lo vivono da appassionati e ne diventano spettatori;
5. sostenere iniziative di pratiche sportive per bambini, ragazzi e giovani, al fine di garantire la continuità delle attività al di fuori dei tempi e del sistema scolastico e formativo;
6. incoraggiare un’azione educativa e culturale della pratica motoria perché diventi abitudine di vita;
7. far riscoprire il valore educativo dello sport nei suoi aspetti motorio, socializzante, comportamentale;
8. favorire momenti di confronto per lo sviluppo di un corretto concetto di competizione;
9. coinvolgere la cittadinanza;
10. avere carattere di innovatività.
Per questi motivi, e perché lo sport nelle sue diverse forme fa parte della vita di ciascuno di noi e ne migliora la qualità, è opportuno fare da megafono a tutto quello che ruota intorno all’attività sportiva, così da perfezionare e integrare il servizio offerto ai cittadini “In attesa di un riscontro col Sindaco , per risol v ere le questioni aperte è non risolte fonte Guglielmo Capranelli

 

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