La Campania si conferma, anche nel 2026, regina incontrastata dell’ecomafia. Secondo il nuovo rapporto di Legambiente “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”, la regione guida la classifica nazionale con 5.636 reati penali, pari al 15,8% del totale italiano, una media di oltre 15 illeciti al giorno.
Un primato negativo che si riflette su tutti gli indicatori: denunce (5.033), sequestri (1.445) e arresti (40), seppur in lieve calo rispetto al 2024. Gli illeciti amministrativi sono 7.206, con 5.899 sanzioni.
Napoli e Salerno ai vertici: aumentano i reati in entrambe le province
La provincia di Napoli resta al primo posto in Italia per illegalità ambientale: 2.512 reati penali, +8,9% sul 2024, 4.109 illeciti amministrativi
Segue Salerno, che sale al secondo posto regionale con: 1.472 reati penali, +11,4% e 1.814 illeciti amministrativi
Dal 1995 a oggi, Legambiente ha censito 235 clan attivi nelle filiere del cemento, dei rifiuti, del traffico di animali, delle energie rinnovabili e dell’economia circolare distorta.
Corruzione ambientale: Campania prima anche nelle inchieste giudiziarie
Tra maggio 2025 e aprile 2026 Legambiente ha registrato 75 inchieste sulla cosiddetta green corruption. La Campania è prima in Italia con: 15 inchieste (20% del totale nazionale), 85 arresti, 189 denunce, 44 sequestri
La corruzione negli appalti pubblici connessi all’ambiente viene definita una minaccia “per l’economia, la democrazia e la fiducia dei cittadini”.
Rifiuti, il settore più infiltrato: 2.034 reati, +35% a Napoli e +57% a Caserta
Il ciclo dei rifiuti resta il comparto più redditizio per le ecomafie. In Campania sono stati accertati 2.034 reati, pari al 18,6% del totale nazionale, con: 1.803 persone denunciate, 33 arresti ,1.003 sequestri, 482 illeciti amministrativi
A livello provinciale: Napoli: 818 reati, +35%, Caserta: 381 reati, +57%, Salerno: 310 reati, +22,5%
Incendi negli impianti: 192 episodi, terza regione in Italia
Tornano a crescere i roghi negli impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti, spesso dolosi e finalizzati a eliminare prove o materiali non più collocabili sul mercato. Dal 2013 a oggi la Campania ha registrato 192 incendi, pari all’11,5% del totale nazionale, terza dopo Sicilia e Lombardia.
Il commento di Legambiente: “Dall’ecomafia dei trasporti all’ecomafia degli impianti”
La presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, parla di un salto di qualità:
«Assistiamo a un’evoluzione dell’ecomafia: non solo trasporti e sversamenti, ma gestione degli impianti, riciclaggio di capitali sporchi, falsificazione dei registri e infiltrazioni nell’economia circolare».
Secondo Imparato, il traffico illecito dei rifiuti è ormai un sistema criminale ibrido, dove imprese, illegalità diffusa e mafie si intrecciano fino a confondersi.
Cemento illegale: Campania prima per reati, denunce e sequestri
Nel ciclo del cemento — abusivismo edilizio, cave illegali, appalti infiltrati, lavoro nero — la Campania detiene: 18,3% dei reati penali nazionali, 1.677 persone denunciate, 210 sequestri
A livello provinciale: Salerno: 615 reati (prima in Italia), Napoli: 367, Avellino: 253 (quarta nazionale)
Le proposte di Legambiente: “Servono impianti, controlli e coraggio politico”
Il rapporto presenta 10 proposte, tra cui: recepimento della direttiva UE sulla tutela penale dell’ambiente, potenziamento dei controlli sul territorio, Piano nazionale contro l’abusivismo, completamento della rete degli impianti di riciclo, in particolare i biodigestori anaerobici, rafforzamento dei monitoraggi ambientali e delle risorse per la prevenzione
Imparato conclude:
«Solo dotando i territori delle infrastrutture adeguate sarà possibile chiudere davvero il ciclo dei rifiuti e sottrarre il business illegale alla criminalità ambientale».
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