Si apre oggi a Procida il SUM 2026 – 9° Simposio Multidisciplinare sull’Economia Circolare e l’Urban Mining, appuntamento internazionale che per tre giorni, fino al 22 maggio, riunirà sull’isola scienziati, ricercatori, professionisti, aziende e policy maker provenienti da numerosi Paesi.
Lo scenario
In un momento storico in cui l’accesso alle materie prime, la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la tutela ambientale sono diventati temi centrali per il futuro dell’Europa, il SUM 2026 porterà al centro del confronto alcune delle sfide più urgenti della transizione ecologica: il recupero delle materie prime critiche, il riciclo dei rifiuti elettronici, la gestione delle microplastiche, la presenza dei PFAS nei materiali riciclati, il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di selezione e recupero e il rapporto tra rifiuti, ambiente e salute pubblica.
Il Simposio, giunto alla nona edizione, rappresenta oggi un forum di riferimento internazionale e vede il coinvolgimento scientifico di prestigiose Università italiane e straniere.
Il programma
Il programma prevede oltre 150 presentazioni provenienti da 34 Paesi, articolate in quattro sessioni parallele internazionali e in una quinta track dedicata alle sessioni in lingua italiana.
Al centro del confronto ci sarà un tema sempre più strategico: la necessità di non considerare più i rifiuti come un problema da smaltire, ma come una possibile riserva urbana di materiali, energia e valore. Batterie al litio, pannelli fotovoltaici, dispositivi elettronici, plastiche, tessili, pneumatici, scarti industriali e materiali da costruzione saranno analizzati come potenziali fonti di recupero, capaci di ridurre la dipendenza dell’Europa da materie prime importate e geopoliticamente sensibili.
Problema materie prime rare per transizione
Particolare rilievo avranno le sessioni dedicate alle Critical Raw Materials, le materie prime critiche indispensabili per la transizione energetica e digitale. Dalle terre rare ai metalli contenuti nei circuiti elettronici, dalle batterie ai magneti permanenti, il Simposio affronterà il tema del recupero di materiali strategici dai prodotti a fine vita, in un momento in cui la sicurezza delle forniture è diventata una questione ambientale, industriale e politica.
Salute e sicurezza dei materiali, il problema microplastiche
Non meno centrali saranno i temi legati alla salute e alla sicurezza dei materiali riciclati. Il programma prevede approfondimenti su PFAS, microplastiche, contaminanti nei prodotti riciclati e rischi sanitari associati alla gestione dei rifiuti, confermando come l’economia circolare non possa essere affrontata solo come una questione tecnologica, ma richieda una valutazione rigorosa degli impatti ambientali e sanitari.
«Il Simposio rappresenta il contributo del mondo scientifico internazionale a uno sviluppo dell’economia circolare basato su analisi rigorose, su soluzioni tecniche avanzate e su innovazione scientifica. Rappresenta il grande fermento del mondo della ricerca in ogni angolo del Pianeta, compresi i Paesi in via di sviluppo», commenta Raffaello Cossu, uno dei massimi esperti mondiali nel campo dei rifiuti, professore emerito di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell’Università di Padova e responsabile scientifico dell’evento.
L’apertira con Andrew Cunningham
Ad aprire il Simposio sarà Andrew Cunningham, dell’Institute of Zoology della Zoological Society of London, con una lectio dedicata al rapporto tra One Health e sostenibilità. Il suo intervento metterà in relazione attività umane, perdita di biodiversità, modelli produttivi lineari e rischi per la salute globale, offrendo una chiave di lettura ampia e attuale sul legame tra ambiente, salute pubblica e sistemi economici.
Tra gli interventi di apertura è prevista anche la partecipazione di Leonidas Milios, del Joint Research Centre della Commissione europea, che offrirà una prospettiva sulle politiche europee per l’economia circolare e sul ruolo della ricerca scientifica nella costruzione di strumenti normativi capaci di sostenere competitività industriale, resilienza economica e sicurezza delle risorse.
«L’economia circolare non è più soltanto un modello ambientale: è una questione di sicurezza, competitività e salute pubblica», sottolinea la Segreteria scientifica del SUM. «Oggi molte delle tecnologie su cui si fondano la transizione energetica e digitale dipendono da materiali scarsi, costosi e spesso concentrati in poche aree del mondo. Recuperare valore dai prodotti dismessi significa ridurre vulnerabilità strategiche, limitare l’impatto ambientale e costruire filiere più resilienti».
La ricerca incontra territorio, istituzioni ed imprese
Per tre giorni Procida, già Capitale Italiana della Cultura 2022, diventerà un laboratorio internazionale in cui la ricerca scientifica incontrerà il territorio, le istituzioni e le imprese. Le sedi del Simposio, tra cui Palazzo d’Avalos, il Palazzo della Cultura e il Cenobio di Santa Margherita, ospiteranno sessioni scientifiche, workshop interattivi, tavole di confronto e momenti di networking.
L’edizione 2026 si svolge con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Regione Campania, del Comune di Procida, di ENEA e ISPRA, e con l’organizzazione scientifica di IRACE – International Research Association on Circular Economy.
In un’Europa chiamata a ridurre la dipendenza dalle importazioni, contenere gli impatti ambientali e ripensare i propri modelli produttivi, il SUM 2026 porta oggi a Procida una domanda centrale: quanto valore stiamo ancora perdendo nei nostri rifiuti?
Informazioni sul SUM 2026
Il SUM 2026 – 9° Simposio Multidisciplinare sull’Economia Circolare e l’Urban Mining si svolge a Procida, Napoli, dal 20 al 22 maggio 2026. Il Simposio è organizzato scientificamente da IRACE – International Research Association on Circular Economy e promosso con il supporto organizzativo di Eurowaste Srl.
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