Pubblicità
Home Economia Industria 4.0 Oxhycell, l’energia delle piccole cose, il fotovoltaico senza luce solare

Oxhycell, l’energia delle piccole cose, il fotovoltaico senza luce solare

- pubblicità -

Immaginate di poter alimentare il sensore che monitora il vostro battito cardiaco, il termostato di casa o i micro-chip senza dover mai più cambiare una pila. E soprattutto, senza aver bisogno di una pala eolica o di un pannello solare esposto al sole.

Fantascienza? Non più. La nuova frontiera della transizione energetica passa per le “piccole cose”, o meglio per le onde lunghe che ci circondano, ed è stata brevettata all’ombra del Vesuvio.

Il progetto Oxhycell

Si chiama Oxhycell ed è l’invenzione su cui punta Oxhy, startup innovativa nata a Napoli nel 2023. Il concetto è rivoluzionario: un dispositivo assimilabile a una cella fotovoltaica, ma capace di funzionare anche in assenza di luce solare diretta. Come? Catturando il calore ambientale e la radiazione infrarossa – invisibile ai nostri occhi, ma sempre presente – per convertirli in corrente elettrica continua, 24 ore su 24.

Una tecnologia pensata per superare il limite storico delle batterie chimiche e alimentare il vasto mondo dell’Internet delle Cose, quello che gli esperti chiamano IoT, Internet of Things: dai dispositivi medici indossabili fino alla sensoristica per le smart city e l’industria.

Chi c’è dietro il progetto

Dietro questo “miracolo” della fisica applicata non c’è una multinazionale d’oltreoceano, ma un team affiatato di 11 professionisti e 4 senior advisor, insediato nell’incubatore Campania Newsteel di Città della Scienza. Fisici, ingegneri ed esperti di innovazione che hanno deciso di fare ricerca ad altissimo contenuto scientifico, deep-tech, rimanendo radicati nel Mezzogiorno e sviluppando nuove attività operative anche a Ceccano, a pochi chilometri da Roma: un ponte tra la Campania e il Lazio per lavorare su prototipazione, ingegnerizzazione e recupero di calore industriale.

Il boom su CrowdFundMe: la conferma del mercato

Che l’idea fosse forte lo si intuiva dai brevetti. Ma la conferma è arrivata dal mercato, attraverso la fiducia di risparmiatori e investitori. Lanciata sulla piattaforma CrowdFundMe, la campagna di equity crowdfunding di Oxhy si è chiusa con un vero e proprio exploit: 1,7 milioni di euro raccolti contro un obiettivo minimo di 200 mila euro. Superato di oltre 8 volte il target iniziale, con l’adesione di 500 investitori.

Questo rappresenta un segnale economico, e quindi anche sociale, fortissimo.

In Italia, secondo il report P101 – State of Italian VC, che analizza l’andamento, la crescita e i dati chiave del settore del Venture Capital e dell’innovazione, il mercato dei capitali per le startup, pari a 1,4 miliardi di euro nel 2025, tende a orientare verso il Nord Italia il 64% delle risorse nazionali e verso il Centro circa il 30%, mentre al Sud resta una quota marginale.

A conferma dell’eccezionalità delle risorse attratte, i dati dell’EY Venture Capital Barometer 2026 indicano che l’investimento complessivo in venture capital in Campania è stato di 11 milioni di euro nel 2025 (in linea con il 2024). Benché riferiti a due annualità distinte, i 1,7 milioni di euro ottenuti da Oxhy nel 2026 rappresentano circa 1/6 dell’intero volume annuale della regione, un valore assolutamente straordinario se rapportato a una platea di circa 1200 startup attive in Campania.

Il caso Oxhy dimostra invece che quando la scienza è solida e la visione industriale è chiara, l’energia dell’innovazione sa azzerare i divari geografici, attirando risorse private su una valutazione pre-money di 13,5 milioni di euro.

Il deep-tech del Mezzogiorno può dunque attrarre capitale, costruire una base di investitori qualificata e confrontarsi con ordini di grandezza vicini ai round seed dei principali ecosistemi europei.

Dall’investimento alle prime collaborazioni industriali

Sul piano consulenziale, Oxhy, con sede a Napoli, è stata assistita dallo Studio Associato Napoletano nell’ambito del percorso di investimento e della strutturazione dell’operazione.

Conclusa la campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, la società è ora concentrata sulle prossime fasi della roadmap: ingegnerizzazione delle celle, ampliamento della tutela brevettuale e avvio dei primi progetti pilota con partner industriali. Parallelamente, il percorso di raccolta prosegue attraverso l’aumento di capitale, che resterà aperto fino a giugno 2027, con una soglia minima di investimento pari a 10.000 euro.

Oxhy sta inoltre valutando specifici settori applicativi e selezionando aziende con cui avviare sperimentazioni congiunte sulle tecnologie proprietarie attualmente in fase di sviluppo.

 


Scopri di più da Gazzetta di Napoli

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

MPS Engineering è un'azienda italiana di progettazione e realizzazione di soluzioni per l'industria nel campo dell'automazione e della robotica.