Un gruppo di cittadini dell’area flegrea, tra cui numerosi sfollati, ha manifestato ieri mattina davanti a Palazzo di Governo, proprio mentre all’interno era in corso il vertice con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Durante la riunione, il ministro ha ricevuto il pacchetto di emendamenti al decreto legge Campi Flegrei, presentato dagli amministratori locali.
La protesta sotto il sole: due donne colte da malore
Per circa due ore i manifestanti hanno presidiato l’ingresso della Prefettura sotto un sole cocente, esponendo striscioni e scandendo slogan per chiedere interventi urgenti e misure immediate per gli sfollati. Due donne sono state colte da un lieve malore a causa del caldo e della lunga attesa: entrambe sono state soccorse sul posto.
Il bilancio degli sfollati: 4.000 persone fuori casa dal 31 luglio
La tensione resta alta soprattutto a Pozzuoli, dove dal 31 luglio, giorno della scossa di magnitudo 4.7, sono circa 4.000 le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. Il numero è in costante aggiornamento: le verifiche sugli edifici proseguono quotidianamente e il bollettino cambia di giorno in giorno, alimentando la preoccupazione dei residenti.
«Una bomba ad orologeria». Piantedosi: «Le istituzioni non sono assenti»
Tra i cittadini c’è chi definisce la situazione una vera e propria “bomba ad orologeria”, riferendosi al combinato di bradisismo, edifici fragili e migliaia di persone senza casa.
Piantedosi ha replicato sottolineando che la filiera istituzionale è pienamente attiva: «Non siamo all’anno zero e non siamo su un fronte istituzionale assente. C’è un problema grande che richiede risposte importanti: vedere tutte le istituzioni sedute allo stesso tavolo con un’unica visione convergente, quella di dare sollievo ai bisogni della gente».
Il ministro ha aggiunto che è necessario confrontarsi con quella che definiscono una ‘bomba ad orologeria’, auspicando che possa essere “disinnescata” attraverso interventi coordinati e tempestivi.
Prossime tappe
Il pacchetto di emendamenti consegnato oggi sarà valutato nei prossimi giorni, mentre sul territorio prosegue la pressione dei cittadini, che chiedono risposte rapide, certezze sui contributi e un piano strutturale per la sicurezza degli edifici e la gestione degli sfollati.















































