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Castellammare, Comune di nuovo sciolto per infiltrazioni camorristiche

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Un nuovo terremoto politico scuote Castellammare di Stabia.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale per sospette infiltrazioni della camorra.

Per la città si tratta di una ferita profonda che si riapre: è la seconda volta consecutiva, dopo il provvedimento che nel 2022 aveva già travolto la precedente amministrazione di centrodestra.

Questa volta il decreto d’urgenza del Viminale interrompe la consiliatura di centrosinistra guidata da Luigi Vicinanza.

Il primo cittadino, pur dichiarando massimo rispetto per la decisione del Governo, difende con fermezza il lavoro svolto nei suoi due anni di mandato e lancia duri attacchi politici.

Vicinanza: “Ho lavorato fino all’ultimo minuto, lascio con serenità”

«Nel massimo rispetto della decisione assunta dal Governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia. Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata, grazie a un lavoro costante, concreto e silenzioso portato avanti in questi anni. Auspico che Castellammare non torni nell’immobilismo amministrativo che avevo riscontrato al mio insediamento e che ha caratterizzato gran parte degli ultimi vent’anni. Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi.

Per questo rivendico la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato affidatomi dai cittadini, onorando fino in fondo la fiducia e la speranza che avevano riposto in me. È grazie al loro sostegno se sono rimasto al mio posto, a lavorare, fino all’ultimo minuto. Resta l’amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno. Al contrario, ho subìto continui attacchi personali da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein. Un metodo di delegittimazione che, a mio avviso, è molto lontano da una sana dialettica democratica e dal modo in cui la politica dovrebbe porsi al servizio delle comunità che amministra. Lascio l’incarico di sindaco, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni».

Ruotolo (Pd): non siamo stati ascoltati

«Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della camorra rappresenta una ferita profonda per la città e per le istituzioni democratiche. È la seconda volta consecutiva: la prima con una giunta di centrodestra, questa volta con un’amministrazione guidata dal centrosinistra. È la dimostrazione che la criminalità organizzata non guarda ai colori politici, ma cerca consenso, relazioni e spazi di influenza. Questa volta lo scioglimento non era inevitabile. Nel giugno 2024 sono stato candidato e poi eletto consigliere comunale del Pd perché ritenevo che la sfida decisiva per Castellammare fosse quella della legalità.

La mia candidatura nasceva proprio dalla volontà di contrastare le infiltrazioni della camorra nelle istituzioni e di accendere i riflettori sulla legalità. Per questo ho scelto di dimettermi il 2 gennaio scorso: una decisione sofferta ma necessaria, maturata nella convinzione che quell’amministrazione non rappresentasse più un argine adeguato alle pressioni della criminalità organizzata. Non provo alcuna soddisfazione nel vedere confermate le mie preoccupazioni. Avrei preferito avere torto. Ma c’erano segnali evidenti: denunce pubbliche, arresti, inchieste della Direzione distrettuale antimafia e il lavoro dell’Osservatorio sulla camorra. Quei rischi erano stati segnalati con chiarezza. Purtroppo non siamo stati ascoltati.

È stato un errore grave. Di fronte a un controllo di legalità, la politica deve fare un passo indietro e rispettare il lavoro delle istituzioni. Lo scioglimento di Castellammare non è soltanto una vicenda amministrativa. È il segnale di una crisi più profonda nel rapporto tra politica, consenso e legalità. In questi anni si è affermato un civismo criminogeno: una proliferazione di liste civiche nate all’ultimo momento, prive di una storia di impegno sul territorio, di una cultura politica e di reali meccanismi di selezione della classe dirigente. Nessuno potrà più dire di non aver visto».

 

Gennaro Sangiuliano (FdI): ineludibile

“Lo scioglimento del comune di Castellammare per la grave circostanza del condizionamento camorristico costituisce un fatto ineludibile, un esito scontato a fronte di fatti chiari. È grave perché colpisce un comune di cittadini onesti dove una minoranza schierata da una parte ha inquinato la politica. Castellammare è una città densa di storia e di valore che deve poter ritrovare la strada del buongoverno e della legalità”: lo dichiara Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in consiglio regionale della Campania.

Nappi (Lega): chi di scioglimento ferisce di scioglimento perisce

«Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia rappresenta la consacrazione dell’ipocrisia del Pd e della sinistra, che avevano impostato la campagna elettorale sulla legalità e che alla fine si ritrovano a fare i conti con inchieste e denunce, molte delle quali sono partite dall’interno del loro schieramento. Vittime del loro doppiopesismo e della legge del contrappasso: chi di scioglimento ferisce, di scioglimento perisce». Lo afferma Severino Nappi, vice coordinatore della Lega in Campania e componente del Consiglio Federale della Lega.

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