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Pozzuoli, cittadini in mobilitazione permanente, risposte governo non sufficienti

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Il giorno dopo la manifestazione di oltre mille persone e il blocco del porto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi incontra una delegazione dei cittadini puteolani, preoccupati per i gravi danni causati dal terremoto di venerdì sera, il più forte degli ultimi quarant’anni nell’area flegrea.

«Con i cittadini abbiamo fatto una discussione molto franca, aperta, libera», ha dichiarato il ministro al termine del confronto, svolto in Prefettura a Napoli insieme ai sindaci e ai rappresentanti della Regione.

Il decreto del Governo: 100 milioni aggiuntivi e apertura sugli abusi minori

L’incontro arriva all’indomani del via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Campi Flegrei, che stanzia 100 milioni in più rispetto ai fondi già disponibili per la messa in sicurezza e la riparazione degli edifici danneggiati.

Piantedosi ha sottolineato la presenza di una «filiera istituzionale tutta schierata» per affrontare un problema «drammatico e complesso», lasciando intendere che ulteriori risorse potrebbero essere stanziate in futuro.

In Senato, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha precisato che il decreto prevede: contributi interamente a carico dello Stato per la riparazione sismica delle abitazioni rese inagibili dal sisma del 31 luglio; aumento dal 50 al 70% dei contributi per chi intende adeguare la propria casa alle norme antisismiche; una valutazione caso per caso sugli immobili con piccoli abusi edilizi.

«Bisogna valutare assieme fin dove ci possiamo spingere: una cosa è un appartamento interamente abusivo, altro una finestra o un balcone non conformi», ha spiegato Musumeci. Una linea ripresa da Piantedosi, che ha parlato della necessità di «superare il pregiudizio storico» sulle “non perfette conformità”, anteponendo la sicurezza alla rigidità burocratica.

A Pozzuoli assemblea infuocata: «Misure tardive». Parte la mobilitazione permanente

Se a Napoli il clima istituzionale è improntato alla collaborazione, a Pozzuoli la tensione resta alta. In serata, una affollata assemblea pubblica ha giudicato le risposte del Governo «insufficienti e tardive».

Il dibattito è acceso, emergono nuove richieste di interventi immediati e viene annunciata una sorta di mobilitazione permanente, con ulteriori iniziative di protesta già in preparazione.

Emergenza sul territorio: 800 sfollati, 90 edifici inagibili e rubinetti a secco

La situazione resta critica: quasi 800 sfollati, circa 90 edifici dichiarati inagibili, un bilancio destinato ad aumentare con il proseguire delle verifiche dei vigili del fuoco.

A complicare il quadro c’è la crisi idrica: alcune zone della città sono senza acqua da venerdì sera o ricevono la fornitura solo per poche ore al giorno, in piena ondata di caldo record. La Prefettura ha disposto un potenziamento delle autobotti, ma i disagi restano significativi.

Le prossime mosse

Il Governo punta a consolidare il coordinamento tra istituzioni e ad accelerare l’attuazione del decreto. Sul territorio, però, la pressione dei cittadini cresce e le richieste di interventi immediati – dalla sicurezza degli edifici alla continuità dei servizi essenziali – si fanno sempre più urgenti.

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