AVPN: Legge Massari “Bella iniziativa, ma dimentica il mondo della pizza”

C’era attesa per la presentazione del DDL S. 1010 (definito Legge Massari) concernente l’istituzione del premio “Maestro dell’arte della Cucina Italiana”.

Un altro importante passo che testimonia dell’attenzione del Governo Italiano nei confronti del patrimonio storico e culturale che la cucina rappresenta per il nostro Paese e che ha trovato l’approvazione del Senato nella giornata di mercoledì 10 aprile.

“Un’iniziativa che merita il plauso comune – commenta Antonio Pace, Presidente di AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana) – ma che lascia l’amaro in bocca a tutti coloro che lavorano nel settore pizza. Dall’elenco delle categorie che verranno attenzionate per questo prestigioso riconoscimento, manca infatti proprio quello di “Maestro dell’arte della pizza”. Ed è questo motivo di rammarico per chi dedica passione, studio e impegno per offrire al meglio un prodotto che è per definizione uno dei simboli del Made in Italy nel mondo”.

A scorrere l’elenco in effetti salta agli occhi l’assenza di ogni riferimento alla pizza. Sono infatti sei le categorie menzionate che produrranno i vari Maestri: arte della gelateria, arte della pasticceria, arte della cucina, arte vitivinicola, arte olivicola, arte casearia.

“Difficile ipotizzare che un pizzaiolo possa essere annoverato nella categoria della cucina – prosegue Pace – non fosse altro per il fatto, anche questo piuttosto grave, che manca tuttora un riconoscimento giuridico della figura stessa. E quindi dobbiamo supporre che si sia trattato di una dimenticanza, auspichiamo recuperabile. Sarebbe singolare constatare il dato oggettivo di come l’Unesco riconosca ormai da anni l’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità e proprio il nostro Governo ci escluda da un premio così prestigioso. Ci tengo a concludere dicendo che in questo caso sento di non parlare solo a nome della mia associazione ma di tutti coloro che si muovono nell’ambito di un comparto che occupa un posto rilevante sia in termini occupazionali che storici, culturali e di immagine”.