Bandiere del Gusto Coldiretti, Campania prima.

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Nel 2016 e' crescita record del 13% rispetto allo scorso anno della ristorazione ambulante in Italia, con 2.271 imprese (erano 2.017 nel 2015) impegnate nella preparazione di cibo da strada presso banchi del mercato o con furgoni attrezzati. E' quanto emerge dallo studio "Cibo di strada tra rischi ed opportunità", in occasione della mobilitazione degli agricoltori Coldiretti in difesa dell'identità alimentare nazionale nei centri storici. La Lombardia con 288 realtà, e un incremento annuo del 26%, è la regione italiana dove la ristorazione ambulante è più presente, seguita dalla Puglia (271) e Lazio (237). Poi la Sicilia (201), Campania (189), Piemonte (187), Veneto (161) e Toscana (142), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere relativi a marzo scorso. Quest'anno - aggiunge Coldiretti -, quasi due italiani su tre (65%) hanno consumato street food. Il cibo della tradizione locale è peraltro il preferito (81%), mentre il 13% sceglie quello internazionale come gli hot dog e il 6% i cibi etnici come il kebab. Anche gli stranieri vanno matti per il cibo da strada made in Italy, il 62% fa 'food shopping' e a cercare il cibo tipico tricolore sono soprattutto i russi (87%). ANSA/COLDIRETTI ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

Sono 5.333 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale nel 2021 in Italia salvaei dalla pandemia grazie agli agricoltori per sostenere la rinascita del Paese.

E’ quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Villa Miani a Roma.

La Campania si piazza in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche, 569, davanti a Toscana (463) e Lazio (438).

“Il primato della Campania – commenta Gennarino Masiello, presidente regionale di Coldiretti e vicepresidente nazionale – conferma ancora una volta che la nostra terra è un concentrato straordinario di cultura del cibo, un sapere millenario che si è sedimentato grazie alle influenze e alle eredità dei tanti popoli che l’hanno attraversata e vissuta. Dai Greci ai Romani, dai Longobardi ai Normanni, dagli Spagnoli ai Francesi, ogni contaminazione ha lasciato il segno in uno o più specialità alimentari, costruendo quel patrimonio immenso che arricchisce la Dieta Mediterranea e che non a caso è stato riconosciuto patrimonio Unesco proprio da uno studio condotto nel Cilento. L’ultimo riconoscimento Unesco è stato quello all’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, a conferma della grandezza della cultura del cibo in Campania”. (ANSA).

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