La flotta Lauro in mostra alla Camera di Commercio fino al 17.

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LauroNel Salone dell’ente camerale, fino al 17 luglio, la mostra “Per i mari del mondo:uomini e navi della flotta Lauro (1923-1982). Presentato il libro del nipote Achilleugenio “Il Navigatore” edito da Mondadori.

“La sua vita è stata un’avventura e meritava di essere raccontata in maniera romanzata”. Così Achilleugenio Lauro, nipote del ‘Comandante’ presenta il suo volume “Il Navigatore. Achille Lauro, una vita per mare”, edito da Mondadori che racconta, con struttura da romanzo e fedeltà ai fatti di cronaca, la storia dell’armatore, proprietario di una delle più importanti flotte della storia, ma anche sindaco di Napoli e presidente del Napoli calcio.

“L’idea di scrivere il libro – spiega Lauro – mi è venuta rileggendo un suo libricino scritto negli anni ’50 in cui presentava se stesso agli elettori, man mano che andavo avanti a leggere capivo la sua grandezza che oggi dovrebbe essere ricordata anche in città, dedicandogli una strada o una piazza: mio nonno è stato un grande sindaco ma a Napoli ci sono strade intitolate a personaggi sconosciuti ai più. Lauro merita un posto di prestigio nella città e nella memoria dei napoletani”.

Una carriera di imprenditore e di politico che, considerato anche il suo ruolo nella storia calcistica di Napoli, ha portato molti a disegnare un paragone con Silvio Berlusconi: “Bisogna collocare i personaggi nella loro epoca – ribatte Achilleugenio Lauro – mio nonno ereditò una città distrutta dalla guerra, mancava tutto, persino le aule dove fare lezione ai bambini. Molti lo accostano a Berlusconi per il suo ruolo nell’impresa, nel calcio, nella politica e nello spettacolo ma per me è stato un personaggio unico. E oggi, mi fa piacere che ci siano tanti che pur provenendo da posizioni di sinistra contribuiscono a sfatare dei miti come quello della ‘mani sulla città’: mi spiace per il compianto Rosi ma fu il commissario prefettizio che lo seguì alla guida di Napoli, Correra, che diede il 75%-80% delle licenze edilizie. Non fu Lauro”.

Una tesi, questa, sposata anche da Giovanni Minoli che ha presentato il volume oggi a Napoli. “Lauro – dice – fu una figura italiana anomala di imprenditore, di uomo di spettacolo, sport e politica fuori dal politicamente corretto e come tale sempre pre-giudicato. È curioso, ad esempio, che sulle “mani sulla città” comunisti e democristiani convergessero attribuendo, come era più comodo, a Lauro tutta la speculazione edilizia”.

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