Jobs Act online, sito web sulla riforma.

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Ci sono tutti i decreti attuativi, schede divise per argomento sui principali punti della Riforma Lavoro, una sezione dedicata alle news per seguire l’iter delle leggi che ancora devono essere approvate definitivamente, i documenti di prassi, i chiarimenti: è Jobs Act online, il sito del Governo dedicato alla Riforma del Lavoro. In realtà, si potrebbe dire che il sito è dedicato ai decreti attuativi, perché sul sito manca il testo della Legge Delega di Riforma del Lavoro (legge 183/2015).

“Jobs Act – l’Italia cambia il lavoro” è il claim scelto dal Governo per il sito che gli italiani possono consultare per approfondire tutti gli aspetti della riforma, dopo che l’approvazione dei decreti attuativi è stata portata a termine con il consiglio dei ministri dello scorso 11 giugno (ci sono quattro provvedimenti, approvati in via preliminare, che hanno appena cominciato l’iter parlamentare). Sei le sezioni tematiche, con brevi riassuntini sui temi fondamentali.

  • Tutele crescenti: è il nuovo contratto a tempo indeterminato applicato alle nuove assunzioni dal 7 marzo 2015. Il riferimento normativo è il Dlgs 23/2015, consultabile nella sezione dedicata alla documentazione. Attenzione: nella presentazione c’è una precisazione che forse vale la pena di sottolineare, trattandosi di un sito predisposto dal Governo. Prima viene spiegato che il nuovo contratto prevede nuove regole in particolare sul licenziamento, limitando l’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (reintegro in caso di licenziamento ingiustificato), prevedendo un risarcimento economico proporzionato all’anzianità aziendale. Molto in sintesi, ricordiamo che il reintegro resta solo nei casi di licenziamento discriminatorio e in alcuni casi di licenziamento disciplinare (giusta causa e giustificato motivo soggettivo). Si legge sul sito:

«comportamenti discriminatori o palesemente strumentali dei datori di lavoro saranno sanzionati con la reintegrazione del dipendente».

Lo sottolineiamo, viste le molte perplessità, avanzate anche da esperti di diritto del lavoro, sull’applicazione del nuovo contratto in relazione per esempio a interpretazioni eccessivamente estensive delle aziende alle nuove norme sul licenziamento.

  • Politiche attive: potenziati i servizi per l’impiego, con la creazione della nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive, attività di orientamento per chi resta disoccupato, contratto di collocamento, incentivi all’assunzione e all’autoimpiego. IL riferimento normativo principale è il decreto sulle Politiche Attive approvato l’11 giugno, ora all’esame delle Camere per i necessari pareri;
  • Maternità: maggior flessibilità in materia di congedo di maternità e paternità e congedo parentale, con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita lavoro. Fra le maggiori novità, la possibilità di chiedere il part-time al posto del congedo parentale. Sottolineata anche l’introduzione di un congedo per le donne vittime di violenza di genere. Il riferimento principale è il decreto sulla conciliazione lavoro famiglia (Dlgs 80/2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2015).
  • Flessibilità: novità su orario di lavoro, ferie, telelavoro. I riferimenti principali sono il sopra citato decreto  conciliazione lavoro famiglia e quello di riforma dei contratti  e della disciplina delle mansioni (Dls 81/2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno 2015).
  • Tutela del lavoro: è la parte relativa ai nuovi ammortizzatori sociali, con la NASpI che prende il posto dell’ASpI, e l’introduzione di ASDI e DIS COLL, quest’ultima per i collaboratori a progetto. Prevista anche l’estensione agli apprendisti della cassa integrazione, modificate le norme sui Fondi di solidarietà. Riferimenti principali: Dlgs 22/2015, schema di decreto sugli ammortizzatori sociali in corso di rapporto (approvato in prima lettura e attualmente alle Camere);
  • Semplificazione:  riordino delle forme contrattuali, ad esmepio con l’eliminazione (dal 2016) delle collaborazioni a progetto, incentivi ai datori di lavoro che trasformano i contratti di collaborazione in assunzioni a tempo indeterminato nel 2015, con una sorta di sanatoria su eventuali pendenze relative al rapporto pregresso, semplificazioni burocratiche. Riferimenti principali: decreto riordino contratti, schema di decreto sulla semplificazione, schema di decreto sull’attività ispettiva (questi ultimi approvati in prima lettura).

Infine, sul sito c’è il link a un video della Presidenza del Consiglio sul Jobs Act, rimandi ad altri strumenti online relativi al mondo del lavoro (#diamoci una mano, Garanzia Giovani, Cliclavoro), e alle relative pagine sui social network.

 

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