Renzi a Rimini: nel 2016 abolizione di IMU e TASI per tutti. Ma a L'Aquila viene contestato.

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Renzi a Salvini, blocco Paese? E'20 anni che lo bloccanoAbolizione della Tasi e dell’Imu entro il 2016, tagli all’Ires nel 2017 fino a portarla al 24% sotto la Spagna e interventi nel 2018 sull’Irpef. E’ il cronoprogramma sulle tasse annunciato da Renzi al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.

L’abolizione della Tasi e dell’Imu nel 2016 
“Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti. Non è possibile continuare questo giochino”, afferma Renzi a Pesaro. “In Italia la tassazione è esagerata” e bisogna abbassare le imposte ma per fare questo “non basta un anno”, ha detto il premier dove ha ribadito che abbassarle restituisce “equità sociale” e non lo si fa “per guadagnare consensi”. “Abbiamo dimezzato i permessi sindacali: il sindacato è una cosa bella ma se riduci i permessi non fa male. Noi abbiamo il maggior numero di sindacalisti e politici e se noi riduciamo il numero un po’ non è un attacco al sindacato ma è un modo per dire fai meglio il tuo lavoro”. “Nel 2017 ci possiamo concentrare sull’Ires, cioè sulle tasse sulle imprese, portandola al 24% sotto la Spagna; e poi per il 2018 possiamo intervenire sull’Irpef”.

“Ad agosto ho visto grandi polemiche sul pil che cresce poco. Per mesi siamo stati in una situazione di difficoltà del pil e ora che torna a crescere i giornali dicono: ‘cresce poco’. È chiaro che l’0,5 non basta ma, guardando, i numeri stanno cambiando”. Così Matteo Renzi parlando al teatro Rossini di Pesaro.

“Il pacchetto di riforme che stiamo tentando di fare dal jobs act a quelle istituzionali, dalla legge elettorale alla riorganizzazione PA, dalla Buona Scuola alla responsabilità civile dei magistrati. Il tentativo è che l’Italia recuperi il tempo perso”, spiega il premier. “L’Italia può giocare un ruolo nell’Europa che cambia ma a condizione che sia essa stessa a cambiare”, conclude Renzi.

Il premier sulla questione immigrazione: ‘Salviamo vite anche se costa voti’
“Noi prima salviamo vite umane anche a costo di perdere voti. E’ una questione di civiltà”, ha detto il premier. “Non mi sono candidato al Parlamento perchè il sistema non prevede la corrispondenza tra chi si candida e chi guida il paese. La legge elettorale è il primo tassello per riuscire finalmente a governare e non difendersi dagli assalti della minoranza o dell’opposizione. E’ una rivoluzione”. Così Matteo Renzi al Meeting di Cl.

‘Senato non è il telegatto’
“E’ incredibile la discussione. Dicono che se non c’è elezione diretta” dei senatori “è a rischio la democrazia” ma “non è che devi votare tante volte, quello è il telegatto. Moltiplicando le poltrone si fanno contenti quei politici, non gli elettori”, afferma Renzi. “Non mi sono candidato al Parlamento perchè il sistema non prevede la corrispondenza tra chi si candida e chi guida il paese. La legge elettorale è il primo tassello per riuscire finalmente a governare e non difendersi dagli assalti della minoranza o dell’opposizione. E’ una rivoluzione”, spiega Renzi.

Proteste all'Aquila, annullata prima tappa RenziAnnullata la prima tappa all’ Aquila del Presidente del Consiglio  Matteo Renzi. Lo ha riferito il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci. Prima dell’arrivo del premier momenti di tensione tra forze di polizia e manifestanti. L’appuntamento era alla nuova sede del Comune. Scontri anche vicino alla sede della seconda tappa.

Il premier è comunque giunto all’Aquila, direttamente al Gran Sasso Science Institute. Presente il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

“No agli annunci choc, no agli annunci show, no alle comparsate, no alla medianizzazione dell’Aquila che è già stata sufficientemente resa mediatica, anche per alcuni aspetti positivi, buona l’idea di farci il G8, sì a una discussione di merito sulle questioni aperte”. Così il premier Matteo Renzi alla sua prima visita all’Aquila parlando all Gran Sasso Institute

“Mi ero preso un impegno: non mettere piede all’Aquila fin quando il quadro di riferimento non fosse chiaro. Questo per far prevalere la risoluzione delle problematiche all’impatto scenografico“, ha proseguito Renzi. “Per questo – ha detto ancora – voglio che questo incontro sia una riunione di lavoro. Voglio una discussione di merito”. “I soldi per la ricostruzione ci sono, da qui a un anno faremo il punto sui cantieri”.

Presidio manifestanti, ‘fuori dall’Abruzzo’ – Circa 500 persone tra cui molti manifestanti, che sostano dietro le transenne con il presidio controllato da cinque mezzi blindati e da decine di rappresentanti delle forze dell’ordine, hanno continuato a manifestare alla Villa Comunale davanti alla sede della Gran Sasso Science Institute dove il premier Matteo Renzi ha tenuto una riunione istituzionale. In mezzo al folto gruppo anche tanti cittadini venuti per vedere Renzi. Tra i manifestanti, che hanno intonato cori di critica, i comitati contro le trivelle, quelli contro la realizzazione del metanodotto, e il comitato delle 3 e 32 sorti dopo il terremoto. Pesanti i toni usati per gli slogan intonati contro il premier. “Renzi, Renzi fuori dall’Abruzzo”, “non vogliamo le trivelle” “non vogliamo i metanodotti” “non vogliamo le lobby” “non ci piace lo Sblocca Italia che devasta i territori”, “vogliamo la ricostruzione dell’Aquila”, sono alcuni delle affermazioni delle persone scese in piazza. Tra questi l’ex capogruppo di rifondazione comunista, Maurizio Acerbo. Un manifestante, a proposito delle perforazioni nella costa teatina, ha spiegato che “in Abruzzo ci stiamo inventando un nuovo modo di lavorare e Renzi ci devasta l’ambiente che è il nostro pane e quello delle nuove generazioni”.

No Triv, detto no a incontro con Renzi  – “E’ venuto un emissario del Pd a chiederci se tre di noi volevano incontrare Matteo Renzi. Ma gli abbiamo detto: no grazie. Non facciamo selfie con un premier che venti giorni fa ha dato l’ok alle trivelle ‘Ammazza Adriatico’ con il sì alle perforazioni petrolifere in mare”. Così ha riferito Augusto De Sanctis, del Forum H2o abruzzese. “Invece di discutere con noi – ha concluso – ritiri il permesso Via, e rispetti la volontà popolare di tutte le regioni adriatiche che si oppongono alla deriva petrolifera in mare”. (ANSA)

 

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