Scuola, il M5S presenta una mozione per ricorrere alla Consulta.

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la-buona-scuola-6-2-720x340dal Movimento 5 Stelle di Quarto riceviamo e pubblichiamo

Il MoVimento 5 Stelle di Quarto, in merito alla L. 107, riforma cosiddetta della buona scuola, intende portare avanti una battaglia in linea con il MoVimento 5 Stelle nazionale e regionale e pertanto si ritiene favorevole nei confronti di tutte quelle iniziative che intendono contrastare e smontare la pessima riforma della scuola approvata dal Governo.

Contro la suddetta riforma i consiglieri regionali della Campania, hanno presentato una mozione per far ricorso alla Corte Costituzionale . Nella mozione sono indicati tre profili di incostituzionalità, contenuti all’interno della legge. In particolare, si fa riferimento alla chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici (art. 1 comma 73) , all’alternanza scuola lavoro (art.1 comma 33) e all’autonomia degli organi collegiali rispetto al dirigente scolastico (art. 3 comma 4).
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Il referendum abrogativo verso il quale la società civile si sta orientando, merita particolare attenzione.
A pochi giorni dall’approvazione del Decreto Legge, si sta attivando una grande mobilitazione il che dimostra che questa legge non tutela il benessere e i diritti di chi fruisce del mondo della scuola.
Muoversi al fianco della scuola significa valutare le azioni che partono dal basso e dai soggetti della scuola tutti, per ricondurre la scuola verso quella dignità e quella qualità che merita, evitando di strumentalizzarla.
Innanzitutto, la possibilità che il quesito che abroga totalmente la legge 107 venga giudicato inammissibile o inefficace è molto alta. I quesiti devono superare ben due giudizi di merito: quello della Corte di Cassazione, che si esprime sulla loro “legittimità” (loro conformità alle norme della legge) e quello della Corte Costituzionale, che si esprime sulla loro “ammissibilità” (limiti di natura costituzionale, impliciti o espliciti). Un errore determinato dall’approssimazione, potrebbe rivelarsi dannoso.
Inoltre i tempi necessari alla raccolta di firme sono troppo stretti (raccolta di 500.000 firme in poco più di due mesi e si tenga presente che suddetto periodo è comprensivo del periodo estivo e vacanziero).
Poi c’è la questione del raggiungimento del quorum: bisogna convincere più del 50% degli aventi diritto ad andare a votare, circa 25milioni di cittadini. Ottenuto che almeno 25milioni di cittadini vadano a votare, occorre convincerne almeno 12milioni e mezzo a votare Sì.
Perdere il referendum vuol dire infatti che la stessa legge non potrà essere oggetto di referendum abrogativo per i successivi 5 anni (art. 38, L. 352/70).
Una campagna che miri al raggiungimento del quorum deve esser quanto più possibile coordinata e trasversale, al fine di coinvolgere tutte le componenti del mondo della scuola e puntare a vincere e non solo tentare questa importantissima battaglia, A questo scopo potrebbe risultare opportuno lanciare contemporaneamente più referendum, associando a questa campagna anche quelle per l’abrogazione della legge sul lavoro (jobs act) e italicum, in modo da interessare la più vasta platea possibile del corpo elettorale e coinvolgerla così nella partecipazione.
La battaglia referendaria è troppo importante e nulla può essere lasciato al caso. A partire da settembre sarà necessario muoversi per studiare i quesiti, costituire i comitati referendari e per fare una grande opera di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza sui temi oggetto del referendum. Si organizzeranno attività, banchetti, assemblee, incontri con esperti e si preparerà il terreno in vista della raccolta firme. Il quorum potrà essere raggiunto solo se questo lavoro vedrà un’amplissima partecipazione e condivisione.

“Le idee racchiuse in sé stesse s’inaridiscono e si spengono. Solo se circolano e si mescolano, vivono, fanno vivere, si alimentano le une con le altre e contribuiscono alla vita comune, cioè alla cultura.”
GUSTAVO ZAGREBELSKY

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