Terra dei fuochi, i giornalisti: approvare subito la legge sui reati ambientali.

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La Terra dei Fuochi“Siamo giornalisti che negli ultimi anni hanno raccontato attraverso articoli e video reportage il dramma della Terra dei Fuochi. Un lavoro che abbiamo svolto con passione e grande partecipazione intraprendendolo come un contributo professionale e personale per impedire che i veleni inquinino ancora la nostra terra. In questi anni abbiamo visto gli eco criminali farla franca troppe volte. Processi gravi, con imputati colpevoli di traffico illecito di rifiuto o di aver sversato volutamente i veleni nelle terre della Campania, finiti in prescrizione. Criminali in giacca e cravatta – per lo più – cavarsela con una banale sanzione amministrativa. Chi ha inquinato non ha mai pagato davvero. Questo perchè nel nostro paese la legislazione sui reati ambientali è assolutamente insufficiente”.

A scriverlo, in una nota congiunta, sono i giornalisti Gaia Bozza, Pino Ciciola, Amalia De Simone, Stefania Divertito, Vincenzo Iurillo, Cristina Liguori, Giuseppe Manzo, Angela Marino, Antonio Musella, Enrico Nocera, Ciro Pellegrino, Nello Trocchia, Alessio Viscardi.

“Abbiamo visto indagini minuziose delle procure – proseguono i giornalisti – finire in un nulla di fatto per uno strumento normativo inadeguato. Da troppo tempo il parlamento italiano si rimpalla l’approvazione del disegno di legge sugli ecoreati. Un provvedimento che pensiamo sia indispensabile per dare un impulso decisivo alla lotta alle ecomafie ed agli ecocriminali di ogni sorta. Da mesi e mesi i passaggi istituzionali si susseguono con continui rimpalli. Dopo l’approvazione in Senato e l’inserimento all’ordine del giorno dei lavori della Camera dei Deputati eravamo fiduciosi su un’approvazione definitiva del disegno di legge. Invece il provvedimento è stato rispedito al Senato grazie ad un emendamento presentato dal governo. Un ennesimo rallentamento che non fa altro che giovare ai devastatori dell’ambiente ed a chi mette a rischio la salute dei cittadini. Come giornalisti e giornaliste vorremmo scongiurare di trovarci ancora una volta a dover raccontare quello che con tristezza abbia constatato in questi anni: chi inquina non paga. Per questo facciamo appello alle forze parlamentari per approvare in tempi rapidi e certi il disegno di legge sugli ecoreati senza alcuna modifica che possa indebolire il provvedimento. Ci uniamo all’indignazione espressa dai movimenti e dalle associazioni ambientaliste che in questi giorni hanno protestato contro il governo per i ritardi accumulati. Siamo certi che in questo paese chi inquina deve pagare. Siamo anche coscienti che gli amici degli ecocriminali si annidano ovunque. E’ tempo di battere un colpo per rendere chiaro da che parte si sta“.

Netta anche la posizione di Legambiente e Libera, le associazioni promotrici dell’appello “In nome del popolo inquinato: subito gli ecoreati nel codice penale”, sottoscritto da altre 23 associazioni di cittadini, medici, studenti e di categoria: “Era la volta buona ma a pochi metri dal traguardo il governo cambia idea e, dopo tante rassicurazioni e prese di posizione pubbliche da parte di diversi ministri, sostiene l’emendamento per togliere subito il comma sull’air gun dal disegno di legge sugli ecoreati e lo rispedisce al Senato dove rischia l’affossamento, vista la maggioranza risicata, l’ostracismo delle Commissioni giustizia e ambiente a partire dai loro presidenti e visto che una parte dei senatori Pd non vogliono i reati ambientali nel codice penale. È un atto davvero incomprensibile che rischia di far fallire una rivoluzione di legalità e giustizia, che il Paese attende da 21 anni, per fare un favore alle società petrolifere, soprattutto straniere, interessate a cercare nei fondali marini quantitativi insignificanti di petrolio. È uno schiaffo ingiustificabile per le vittime delle ecomafie e dell’inquinamento che continueranno ad essere senza giustizia. L’esecutivo e la maggioranza che lo sostengono si stanno assumendo dunque una gravissima responsabilità. Continueremo a stare col fiato sul collo di governo e parlamento e seguiremo ogni passo della legge anche in questa quarta incomprensibile lettura del provvedimento, che poteva tranquillamente essere evitata. Confidiamo ora nel presidente del Senato Pietro Grasso, di cui conosciamo bene la sensibilità sul tema della lotta all’ecomafia e alla criminalità ambientale, perché la legge sugli ecoreati sia davvero calendarizzata subito e definitivamente approvata entro il 20 maggio”.

 

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