Rapporto Zoomafia LAV 2018: in aumento in Campania i crimini contro gli animali: +13% le denunce e +22% gli indagati. Corse clandestine, Cupola del bestiame, combattimenti, contrabbando fauna e pesca illegale i filoni zoomafiosi campani.

0
169

Combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, corse clandestine di cavalli, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, traffico di cuccioli: sono i crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Campania che emergono dal Rapporto Zoomafia 2018 “Crimini e animali”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto è alla sua diciannovesima edizione e analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2017.  L’edizione 2018 del Rapporto Zoomafia ha avuto il patrocinio del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, con cui la LAV ha siglato un Protocollo d’Intesa per rafforzare prevenzione e contrasto dei reati a danno di animali, e della Fondazione Antonino Caponnetto.

“Il primo dato che emerge dal nuovo Rapporto è la conferma della capacità penetrante della criminalità organizzata in settori diversi ma accumunati dal coinvolgimento di animali – afferma Ciro Troiano -. Interessi che si intrecciano con le più tradizionali attività manipolatorie e pervasive come la corruzione, la connivenza con apparati pubblici infedeli, il perturbare gli appalti, il controllo delle attività illegali sul territorio. Un altro dato da rilevare è la sempre maggiore gestione organizzata delle condotte zoocriminali. Sempre più spesso, infatti, si riscontrano reati associativi, perpetrati da gruppi di individui legati o dal concorso o da vero vincolo associativo”.

I dati delle Procure

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni, dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2017, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali. Per la Campania le risposte sono arrivate da tutte le Procure Ordinarie e da tutte e due le Procure Minorili, quella di Napoli e quella di Salerno.

“Nel 2017 in Campania -spiega Troiano– sono stati registrati 778 procedimenti per crimini contro gli animali (l’8,34% di quelli nazionali), con un tasso di 13,32 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e 679 indagati (l’11,67% di quelli nazionali), con un tasso di 11,62 indagati ogni 100.000 abitanti. Si tratta di un trend pericolosamente in crescita”.

In particolare, per quanto riguarda le Procure Ordinarie:

Avellino: nel 2017 sono stati registrati 89 procedimenti penali per reati contro gli animali con 60 indagati. Non sono disponibili dati relativi al 2016 per un confronto con il 2017.

Benevento: nel 2017 sono sopravvenuti 74 procedimenti con 38 indagati. Rispetto all’anno precedente si è registrato un aumento del +85% dei procedimenti, passando da 40 a 74, e un aumento del +52% degli indagati che sono passati da 25 a 38.

Napoli: 194 procedimenti e 158 indagati nel 2017. Rispetto al 2016 si è registrato un aumento del +14% dei procedimenti, che sono passati da 170 a 194, mentre il numero degli indagati è diminuito di un’unità, passando da 159 a 158.

Napoli Nord: 101 procedimenti e 171 indagati nel 2017. Rispetto al 2016 si è registrato un aumento del +68% dei procedimenti (nel 2016 furono 60) e un aumento del +200% degli indagati (nel 2016 furono 57).

Nocera Inferiore (SA): 6 procedimenti con 4 indagati nel 2017. Rispetto al 2016, c’è stata una diminuzione del -86% dei procedimenti (6 rispetto ai 42 del 2016) e una diminuzione del -87% del numero degli indagati (4 rispetto ai 31 del 2016).

Nola (NA): 73 procedimenti e 60 indagati nel 2017. Rispetto al 2017 si registra un aumento del +30% dei procedimenti (passando da 56 a 73) e un aumento del +66% degli indagati (da 36 a 60).

Salerno: 87 procedimenti con 58 indagati nel 2017. Rispetto al 2016 c’è stato un aumento del +78% dei procedimenti (da 49 a 87) e un aumento del +164% degli indagati (da 22 a 58).

Santa Maria Capua Vetere (CE): 97 procedimenti e 74 indagati nel 2017. Rispetto al 2016 si registra una flessione del numero dei procedimenti del -37% (passando da 154 a 97) e del numero degli indagati del -43% (passando da 129 a 74).

Torre Annunziata (NA): 35 procedimenti e 48 indagati nel 2017. Il numero dei procedimenti rispetto al 2016 non è mutato: 35 in entrambi gli anni. Per gli indagati, invece, si registra un aumento del +20%, passando da 40 a 48.

Vallo della Lucania (SA): 22 procedimenti con 8 indagati nel 2017. Rispetto al 2016 i procedimenti sono diminuiti -47% (15 del 2016 e 22 nel 2017), mentre gli indagati sono aumentati del +167% (3 nel 2016 e 8 nel 2017).

Nel 2017 in tutta Campania, rispetto al 2016, si è registrato un aumento del +13% dei procedimenti e un aumento del +22% degli indagati. Ogni 11 ore circa è stato aperto un fascicolo per reati a danno di animali con una persona indagata ogni 13 ore circa.

Per quanto riguarda la Giustizia Minorile, si presso la Procura per i Minorenni di Napoli, che quella di Salerno, per il 2017 non sono stati registrati fascicoli per reati contro gli animali.

PROCURE ORDINARIE ANNO 2017 CAMPANIA

 

Procura 544bis cp

Uccisione di animali

544ter cp

Maltrattamento di animali

544quater cp

Spettacoli e manifestazioni vietate

544quinquies cp

Combattimenti tra animali

638 cp uccisione di animali altrui

 

727 cp

Abbandono di animali

30 L.157/92

Violazione alla normativa venatoria

4 L.201/10

Traffico di cuccioli

Avellino 7/8/26 21/37/11 0/0/0 0/0/0 0/0/0 5/6/1 5/9/13 0/0/0
Benevento 1/1/29 11/21/7 0/0/0 0/0/1 1/1/5 6/6/1 6/9/6 0/0/0
Napoli Nord 8/8/10 36/124/7 0/0/0 0/0/0 0/0/0 14/16/5 18/23/3 0/0/0
Napoli 4/4/33 50/82/43 1/1/0 0/0/0 0/0/1 26/37/10 17/21/6 3/13/0
Nocera Inferiore 0/0/0 0/0/0 0/0/0 0/0/1 0/0/0 0/0/0 4/4/1 0/0/0
Nola 1/2/8 17/31/12 0/0/0 1/1/0 1/1/3 5/5/3 20/20/2 0/0/0
Salerno 9/10/16 11/12/15 0/0/0 0/0/0 2/4/5 13/13/2 11/19/3 0/0/0
Santa Maria C. V. 7/7/16 26/38/17 0/0/0 0/0/0 0/0/2 14/17/2 10/12/3 0/0/0
Torre Annunziata 0/0/0 18/30/0 0/0/0 1/1/0 0/0/0 5/5/0 10/11/0 1/1/0
Vallo Lucania 1/1/1 2/2/6 0/0/0 0/0/0 0/0/0 1/1/0 3/4/8 0/0/0

 

Il primo numero si riferisce al numero dei procedimenti penali noti (Mod. 21), il secondo al numero degli indagati, il terzo al numero dei procedimenti ignoti (Mod. 44),

  1. 4/6/1= 4 procedimenti a carico noti, 6 indagati, 1 procedimento a carico di ignoti.  Uso consentito citando la fonte: “Ciro Troiano, Rapporto Zoomafia 2018, LAV”.

 

Proc. Ing.: Procedimenti a carico di ignoti. Proc. N.: Procedimenti a carico di persone note. Uso consentito citando la

fonte: “Ciro Troiano, Rapporto Zoomafia 2018, LAV”.

In totale 194 procedimenti e 158 indagati nel 2017. Rispetto al 2016, i fascicoli sono aumentati del +14%, passando da 170 a 194 e gli indagati diminuiti del -0,62%

passando da 159 a 158. Proc. Ing.: Procedimenti a carico di ignoti. Proc. N.: Procedimenti a carico di persone note.

Uso consentito citando la fonte: “Ciro Troiano, Rapporto Zoomafia 2018, LAV”.

 

Combattimenti tra animali

I combattimenti rappresentano una delle emergenze zoomafiose nella regione. La cronaca giudiziaria registra casi di put bull tenuti in esasperate condizioni di cattività in allevamenti abusivi, addirittura in recinti costruiti in aree pubbliche, come quelli scoperti al Rione Traiano di Napoli. Cani trovati morti (spiaggia di Rovigliano, a Torre Annunziata) o con vistose ferite da combattimento, come accaduto a Casal di Principe (CE) o a Castellammare di Stabia (NA). Per contrastare il preoccupante aumento delle lotte clandestine la LAV ha attivato il numero SOS Combattimenti tel. 064461206, lo scopo è quello di raccogliere segnalazioni di combattimenti tra animali per tracciare una mappa dettagliata del fenomeno e favorire l’attivazione di inchieste giudiziarie e sequestri di animali.

Corse clandestine di cavalli e ippodromi

Attività delinquenziale sempre di moda. Ogni tanto si scoprono piste “clandestine” per allenare cavalli da corsa. Nella zona di Licola, Giuliano, Pozzuoli, Cuma. Si tratta di piste aperte in luoghi isolati, alcuni addirittura in zone protette. Spesso sono accompagnate da stalle costruite con materiale di fortuna dove sono tenuti gli stessi cavalli che sgambettano sulla pista. Su YouTube tantissimi video di corse clandestine di cavalli, girati dagli organizzatori, svolte in Campania, con tanto di colonna sonora di cantanti neomelodici

Nel 2017, secondo i dati ufficiali relativi all’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping, ai sensi del regolamento delle sostanze proibite, 10 cavalli che correvano in gare ufficiali in Campania sono risultati positivi a qualche sostanza vietata. Gare svolte negli ippodromi di Aversa (5 cavalli), Napoli (11 cavalli) e Pontecagnano Faiano (1 cavallo). Benzoilecgonina (Metabolita della cocaina), Caffeina–Teofillina, Capsaicina, Carbazocromo, Clortalidone, Desametasone, Diossido di Carbonio (TCO2), Fenilbutazone e Ossifenilbutazone, Idrossimepivacaina, Oxazepam, Salbutamolo, Teobromina, Testosterone, e 16 Beta Idrossi Stanozololo (metabolita Stanozololo): queste alcune delle sostanze trovate nei cavalli da corsa in Campania.

Il traffico di cuccioli

Nella regione è molto attivo il traffico di cuccioli dall’Est. Diverse inchieste e sequestri hanno individuato vere e proprie centrali di importazione e smistamento di cani. Si tratta di strutture e personaggi nevralgici per il traffico con collegamenti nazionale ed esteri. Migliaia i cani che vengono trafficati ogni anno. Per la prima volta in Italia è stato eseguito un sequestro preventivo di milioni di euro nei confronti di amministratori e gestori di società dedite all’importazione e commercio di cuccioli nei cui confronti si è proceduto per reati tributari.

Il contrabbando di Fauna e il bracconaggio

Il bracconaggio e in alcune zone in provincia di Napoli e Caserta si presenta come un’attività sistematica e organizzata. Armi clandestine, mezzi vietati, caccia a danno di specie protette o in periodo non consentito, traffico di fauna selvatica, furto venatorio, sono solo alcuni dei modi in cui viene esercitato il bracconaggio nella regione. La cattura e il traffico di uccelli rivestono i caratteri di attività pianificata e organizzata. Tra le zone più a rischio bracconaggio si contano le isole, la Terra dei Mazzoni, il Litorale Domitio, la Penisola Sorrentina, il Cilento, la Piana del Sele.

“Nel Casertano il prelievo illegale agli uccelli acquatici viene praticato su terreni sotto il controllo di famiglie riconducibili a clan camorristici. In Campania ed in Sicilia sia ancora molto diffusa l’usanza di detenere in gabbia cardellini e altri fringillidi alimentando forme di prelievo e traffici illegali in parte gestiti dalla criminalità organizzata”. È un passo del “Piano d’Azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici su proposta del Ministero dell’Ambiente, in attuazione della strategia nazionale per la biodiversità.

I traffici di fauna selvatica, in particolare nel Casertano e nel Napoletano rappresentano uno sfregio alla legalità e alla giustizia –continua Troiano. Qualcuno considera i reati contro la fauna selvatica reati bagatellari, ma in realtà dietro alla vendita dei cardellini si nascondono crimini e interessi molto pericolosi. Il cardellino potrebbe essere preso a simbolo della convergenza di più interessi criminali”.

“Cupola del bestiame”

In ambito zootecnico si registrano mattatoi abusivi, animali allevati senza documentazione, bovini non iscritti all’anagrafe e sprovvisti di marche auricolari, assenza dei registri di carico e scarico dei medicinali, aziende zootecniche e allevamenti sequestrati. Anche l’abigeato, ovvero il furto di animali da allevamento, trova l’interesse di alcuni gruppi della criminalità organizzata.

“Malandrinaggio” di mare: un malaffare a danno della biodiversità marina

Infiltrazioni malavitose anche nel comparto ittico, nella pesca di frodo e nel controllo dei mercati. Raccolta di datteri e ricci di mare destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacenti, pesca illegale di tonno rosso e pesce spada, impianti di mitilicoltura abusivi, raccolta clandestina di datteri di mare, frutti di mare raccolti in acque inquinate, sono solo gli aspetti più noti dell’illegalità nel settore della pesca in Campania. Anche nel settore ittico le infiltrazioni camorristiche non mancano: varie inchieste della magistratura hanno accertato l’interesse dei clan per il mercato del pesce.

“Negli anni, gli scenari e i traffici criminali a danno degli animali si sono trasformati; del resto, la criminalità organizzata è un fenomeno cangiante e totalitario e come tale tenta di monopolizzare e controllare qualsiasi condotta umana attraverso il controllo del territorio, dei traffici criminali, inclusi quelli legati all’ambiente e agli animali. La diffusione della criminalità zoomafiosa è favorita anche da un sistema normativo repressivo non sempre efficace. Auspichiamo che si arrivi finalmente al varo di provvedimenti legislativi, come il potenziamento della normativa sulla tutela penale degli animali, attesi da anni. Inoltre – conclude Troiano , poiché notoriamente questi reati sono accompagnati spesso da fenomeni di corruzione e di falso documentale, va rafforzata la normativa contro la corruzione e previste aggravanti per il coinvolgimento collusivo di pubblici ufficiali in questi reati, perché sono proprio loro che, di fatto, rendono possibile con la loro malafede, la realizzazione del reato”.

LASCIA UN COMMENTO