Immigrazione, il Coisp denuncia: “Gli arrivi in Italia si moltiplicano come anche i casi degli extracomunitari che rifiutano i fotosegnalamenti e nessuno dice chiaramente cosa dobbiamo fare”.

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logocoisp“Si fa molto presto a rassicurare a chiacchiere gli italiani che le ‘strette maglie’ del sistema sicurezza li tengono al riparo dal rischio di possibili infiltrazioni connesso all’immigrazione e che tutto è perfettamente sotto controllo. In realtà tutto è talmente tanto poco sotto controllo e disorganizzato che, insieme agli sbarchi sempre più consistenti dovuti in questi giorni all’aggravarsi della situazione in Libia, si moltiplicano anche i casi degli extracomunitari che rifiutano il fotosegnalamento. Tutti casi rispetto a cui nessuno ha ancora deciso di spiegarci concretamente cosa esattamente dobbiamo o non dobbiamo fare. Cosa accade al momento? Che i tanti stranieri che non ci vogliono fornire le impronte e le foto vengono invitati a presentarsi successivamente per portare a termine le operazioni, nella speranza che nel frattempo cambino idea! Se non fosse un problema così serio, ci sarebbe da ridere a crepapelle”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene con una delle consuete denunce legate alla gestione del fenomeno dell’immigrazione, in relazione ad una problematica tornata prepotentemente alla ribalta con l’incrementarsi degli sbarchi di clandestini che poi vengono mandati nelle varie province italiane e con il contemporaneo allarme terrorismo che tiene banco nelle ultime settimane. Quella del fotosegnalamento è una questione cui, apparentemente, viene riservata la massima attenzione da parte del Ministero dell’Interno, che a novembre ha inviato alle Questure italiane una direttiva in tema di “Emergenza immigrazione”, nella quale si inizia con il ricordare “lo straordinario afflusso di oltre 130.000 migranti che sono giunti quest’anno sulle coste italiane” che “ha suscitato grande preoccupazione in ambito nazionale ed europeo”, precisando che “peraltro, alcuni Stati membri lamentano, con crescente insistenza, il mancato fotosegnalamento di numerosi migranti che, dopo essere giunti in Italia, proseguono il viaggio verso i Paesi del Nord Europa”. Di qui tutta una serie di indicazioni operative relative alle procedure da seguire in materia, cui è stato allegato anche un volantino da fornire ai migranti giunti in Italia per informarli di tutto quanto essi devono adempiere, ed in particolare all’obbligo di farsi identificare fornendo generalità, foto ed impronte digitali, e cui viene spiegato a chiare lettere che: “In ogni caso la Polizia procederà all’acquisizione delle foto e delle impronte digitali anche con l’uso della forza se necessario”.

“Ma al Ministero non possono pensare davvero di ‘cavarsela’ così – insiste Maccari -. Sono indicazioni quasi totalmente inutili perché non affrontano seriamente l’unico vero nodo della questione: molti extracomunitari non vogliono farsi fotosegnalare perché questo li obbligherà poi, nel rispetto del trattato di Dublino, ad essere riportati nel paese in cui hanno chiesto asilo, e cioè l’Italia, mentre loro sono diretti il più delle volte altrove; e noi non abbiamo alcuna concreta direttiva su come dobbiamo comportarci in questi casi, che sono moltissimi e che si aggiungono alla mole di lavoro che già fatichiamo non poco ad affrontare”.

“Sarebbe utile – conclude Maccari – che Dipartimento e Dirigenti si assumessero, una volta tanto, l’onere che gli deriva dal fatto di occupare le rispettive poltrone trovando una reale soluzione ad un problema che non si sa più come gestire”.

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