Parte oggi il collocamento del 40% di Poste Italiane sul mercato. Financial Times: la più grande privatizzazione italiana da 10 anni a questa parte. Caio: Ipo per modernizzare.

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Poste: da Consob ultimo ok, via libera verso la BorsaParte oggi, dopo mesi di gestazione, il collocamento di circa il 40% di Poste Italiane.

La quotazione di Poste ”ha una valenza sicuramente finanziaria ed economica ma ha anche un valenza di politica industriale e contribuirà all’ammodernamento del Paese”. Lo ha detto l’ad Francesco Caio alla presentazione dell’Ipo.

La quotazione di Poste ”ha una valenza sicuramente finanziaria ed economica ma ha anche un valenza di politica industriale e contribuirà all’ammodernamento del Paese”. Lo ha detto l’ad Francesco Caio alla presentazione dell’ Ipo, al via oggi. Si tratta di una “privatizzazione storica” che consentirà di “modernizzare” l’azienda, ha sottolineato Fabrizio Pagani, capo segreteria tecnica del Mef. “Se credete nella ripresa italiana dovete credere anche in Poste”, ha aggiunto.

Una grande privatizzazione, dopo quelle di Fincantieri, Cdp Reti, Tag e dopo la cessione del 5,74% di Enel. Un’operazione che, senza chiusure anticipate o proroghe del collocamento stesso, dovrebbe portare le azioni di Poste agli scambi in Piazza Affari il prossimo 27 ottobre. E che, tenuto conto della valorizzazione del capitale sociale e della conseguente ‘forchetta’ di valore dei titoli (6-7,5 euro), dovrebbe valere dai 2,7 ai 3,7 miliardi.
PosteDella quota di azioni che andrà sul mercato il 70% e’ riservato agli investitori istituzionali. Il restante 30% e’ per il mercato retail (per i lotti sono previste tre diverse opzioni: il lotto minimo da 500 azioni, un intermedio da 2mila azioni, un maggiorato da 5mila azioni), compresa una tranche di 14,9 milioni di azioni che saranno riservate ai dipendenti (ad ognuno saranno garantiti due lotti da 50 azioni l’uno, e per l’acquisto potranno richiedere l’utilizzo del Tfr).
Poste premierà la “fedelta’” di chi acquistera’ azioni al collocamento e le terra’ in portafoglio per almeno un anno: e’ prevista infatti una bonus share del 5% (con l’assegnazione di una azione gratuita ogni venti) che salira’ al 10% (una azione gratuita ogni 10) per le azioni dei lotti riservati ai dipendenti. Ad incentivare ulteriormente gli investitori concorre la politica dei dividendi fissata dal Cda del gruppo guidato dall’a.d. Francesco Caio: il consiglio di amministrazione ha deciso che proporrà all’assemblea degli azionisti, alla chiusura degli esercizi 2015 e 2016, “la distribuzione di una percentuale non inferiore all’80% dell’utile netto consolidato di periodo di pertinenza del gruppo’. Il collocamento, salvo proroghe o chiusure anticipate, si chiuderà il 22 ottobre (il giorno prima per la tranche riservata ai dipendenti).

Dopo quella di Poste Italiane, nei piani del Governo, nel programma di privatizzazioni dovrebbero decollare quelle dell’Enav e di Stmicroelectronics Holding. Sono state inoltre avviate le attività preliminari per la cessione a Cdp del 12,5% detenuto dall’Economia del Fondo Italiano di Investimento.

E da mesi è allo studio il dossier Ferrovie dello Stato, mentre sono in fase di definizione le operazioni relative alle partecipate Fs Grandi Stazioni e Cento Stazioni. Un programma che dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa lo 0,4% del Pil quest’anno e lo 0,5% nei prossimi 3 anni.

“L’Italia oggi lancia la più grande privatizzazione da oltre 10 anni” e l’operazione rappresenta un banco di prova per la “reputazione” del governo riformista italiano. Lo scrive il Financial Times in un articolo in cui appare anche una breve intervista all’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio. L’Ipo di Poste Italiane “è una privatizzazione molto grande per gli standard italiani e riapre la finestra delle privatizzazioni dopo un lungo congelamento”, ha dichiarato Caio aggiungendo che l’operazione “ci dà l’opportunità di dimostrare di cosa siamo capaci come azienda e come Paese”.  (ANSA)

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