Case di Napoli e altre vedute, la mostra di Percy Allum all’Orientale, sede di Palazzo Giusso

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Mercoledì 13 alle ore 11 nella sede de L’Orientale di palazzo Giusso in largo San Giovanni Maggiore si inaugura la mostra di Percy Allum “Case di Napoli e altre vedute”, una selezione di 34 tra disegni, pastelli e gouache realizzati tra il 1998 e il 2003 durante gli anni del magistero di Allum presso la facoltà di Scienze Politiche de L’Orientale. 22 sono i disegni della serie “Case di Napoli” e 12 sono quelli ispirati dal golfo, dal Vesuvio visto da Sorrento, dalla costa napoletana.

Nella stessa giornata si terrà la premiazione della prima edizione del “premio di laurea Percy Allum” conferito a Giulia Bronzi per la tesi di Laurea magistrale “Criminalità minorile e baby gang: analisi dello stato attuale e delle dinamiche del fenomeno in Italia e nella città di Roma”.

Le iniziative sono a cura di Giuseppe Cataldi, Maria De Vivo, Raffaele Nocera

Politologo e studioso delle dinamiche sociali del Mezzogiorno, Allum ha dedicato alla città partenopea saggi divenuti imprescindibili per comprendere gli intrecci tra politica e affari all’ombra del Vesuvio a partire dal secondo dopoguerra. Parallelamente alle sue attività di ricerca, ha sempre coltivato la passione per la creazione artistica sperimentando numerose tecniche.
La serie dal titolo “Case di Napoli” è costituita da vedute della città rigorosamente in bianco e nero, dedicate ai suoi edifici – palazzi celebri e case popolari – ai luoghi noti e ai nuovi quartieri, realizzate a partire da fonti fotografiche eterogenee raccolte nel corso degli anni: ritagli di quotidiani e riviste, celebri scatti di Mimmo Jodice, Luciano Ferrara, Fabio Donato.
“Le case di Napoli hanno una storia lunga, ma in questo secondo dopoguerra hanno visto un cambiamento radicale. Di fatto, il ruolo centrale del bene-casa spiega tanta parte delle vicende politiche napoletane dell’ultimo cinquantennio, un lungo mezzo secolo, in un secolo breve”, ha dichiarato lo studioso quando la serie è stata presentata nel 1998.
Nelle tavole emerge, insieme al vuoto che contraddistingue il paesaggio naturale, un tratto meticoloso, che ritragga il centro storico o il centro direzionale con i suoi grattacieli, la collina del Vomero o lo stadio allora san Paolo, Allum restituisce con immediatezza le trasformazioni urbanistiche, proseguendo con altri mezzi le indagini sulla cementificazione selvaggia e sull’occupazione del territorio.
L’effetto analitico e l’attenzione al particolare trovano il loro contrappunto e la loro sintesi nelle gouache caratterizzate da forme modulari e squadrate.

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