Interaction da sabato 16 a Made In Cloister

Fondazione Made in Cloister

presenta

INTERACTION NAPOLI 2024

a cura di Demetrio Paparoni

Radu Belcin (Romania), Domenico Bianchi, Veronica Bisesti, Giuditta Branconi, Margaux Bricler (Francia), Chiara Calore, Letizia Cariello, Gianluigi Colin, Vanni Cuoghi, Francesco De Grandi, Zehra Dogan (Turchia), Cian Dayrit (Filippine), Sergio Fermariello, Daniele Galliano, Ximena Garrido-Lecca (Perù), Silvia Giambrione, Arvin Golrokh (Iran), Jung Hye Ryun (Corea), Sophie Ko (Georgia), Filippo La Vaccara, Loredana Longo, Liu Jianhua (Cina), Troy Makaza (Zimbabwe), Samuel Nnorom (Nigeria), Henrik Placht (Norvegia), Aurelio Sartorio, Andres Serrano (Stati Uniti), Mortem Viskum (Norvegia), Wang Guangyi (Cina), Yue Minjun (Cina)

 

 

16 marzo – 28 settembre 2024


Fondazione Made in Cloister
Piazza Enrico de Nicola 48, Napoli

 

 

Il 16 marzo 2024 si inaugura a Napoli la seconda edizione di Interaction Napoli mostra biennale d’arte contemporanea internazionale.

Il tema di questa edizione, l’Altro e l’Alterità,  è stato affrontato da 30 artisti provenienti da diverse parti del mondo. La mostra indaga problematiche della contemporaneità legate ai fenomeni migratori e alla complessità delle relazioni tra diverse culture, tradizioni e religioni.

Prodotta dalla Fondazione Made in Cloister (www.madeincloister.com) , Interaction Napoli 2024 è curata da Demetrio Paparoni, a cui era stata affidata anche la curatela dell’edizione del 2022.

La mostra raccoglie opere realizzate con linguaggi e tecniche diverse, in buona parte site-specific, che non mancano di guardare in piena autonomia anche alle scienze sociali e ad affrontare la questione in termini politici.

 

Per questa edizione, oltre alla principale location all’interno del Chiostro di S. Caterina, sede della Fondazione, nel centro storico napoletano, si è deciso di allargare il progetto espositivo all’intero distretto di Porta Capuana utilizzando alcuni luoghi storici, non istituzionalmente dedicati all’arte contemporanea: il Parco di Re Ladislao con un installazione dell’artista Ximena Garrido-Lecca, il chiostro del Liceo Artistico di Napoli con l’artista cinese Liu Jianhua ed il cortile dell’Hotel Palazzo Caracciolo con Daniele Galliano.

 

Tra le caratteristiche principali della rassegna, come evidenzia il suo stesso nome, prevale l’interazione delle opere con lo spazio espositivo, oltre alla collaborazione tra gli artisti. L’insieme espositivo, lontano dalla logica del cubo bianco, si presenta così come un insieme in cui le opere dialogano tra di loro e con lo spazio.

 

Come scrive in catalogo il curatore, Demetrio Paparoni: «La difficoltà di affrontare e gestire i fenomeni migratori ha origine nella storica complessità̀ del rapporto con l’estraneo. Il conflitto sorge nel momento in cui ravvisiamo nell’estraneo una figura che esprime valori che possono apparire incompatibili con la nostra visione del mondo. È evidente che per noi è straniero un californiano quanto un cittadino della Costa d’Avorio, ma è altrettanto evidente che incontriamo maggiori difficoltà a entrare in dialogo con chi ha abitudini culturali più distanti dalle nostre, che proprio per questo avvertiamo come una categoria umana cui non riconosciamo lo stesso status di civiltà. Questo atteggiamento ha prodotto schiavitù, segregazione razziale, ghetti, muraglie e fossati, e non può che favorire discriminazioni e ingiustizie. Di contro, accogliere il migrante significa vedere nella diversità̀ una ricchezza piuttosto che una minaccia. Aprirsi alle differenze consente di arricchirsi delle esperienze che ciascuno porta con sé. Questo non vale solo nel rapporto con lo straniero.

Il rapporto con l’Altro riguarda anche il modo in cui ci relazioniamo al mondo naturale e a quello artificiale. Sentire la natura come Altro e pensare di potersi porre al di sopra di essa e dominarla ha spesso conseguenze incontrollabili per il genere umano. La convinzione di poter disporre e piegare la natura alle nostre esigenze, se da un lato porta vantaggi a chi possiede conoscenze e mezzi tecnologici, dall’altro introduce degli elementi di squilibrio che colpiscono il mondo vegetale, quello animale e infine tutti noi. Basti pensare ai disastri derivanti dal cambiamento climatico.»

 

Davide de Blasio, Vicepresidente della Fondazione Made in Cloister rimarca che «Interaction Napoli 2024 propone uno straordinario scenario di visioni e speranze che contribuisce a sottolineare il valore etico dell’arte. I testi che i singoli artisti hanno realizzato per il catalogo della mostra compongono un corpo unico con le opere e rappresentano un vero e proprio manifesto che ci ricorda che l’Arte è Speranza.»

 

Il catalogo della mostra raccoglie, oltre al testo introduttivo dell’autore, i testi degli artisti, le immagini delle singole opere e vedute della mostra nel suo insieme, ospita saggi di Alessandro Beltrami, Elio Cappuccio e Gabriele Perretta.

 

La Fondazione Made in Cloister è nata nel 2012 su iniziativa di Rosalba Impronta e Davide de Blasio con il restauro del chiostro cinquecentesco della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, raro esempio di Rinascimento napoletano e archeologia industriale, che versava in uno stato di totale abbandono. È una fondazione privata riconosciuta, parte di Federculture, iscritta all’albo della Regione Campania, la prima Fondazione ad aver stipulato una convenzione con il Comune di Napoli in ambito culturale.

La storia del luogo e la sua posizione hanno definito il progetto di riconversione: recuperare una parte del patrimonio culturale della Città di Napoli per destinarla al rilancio delle tradizioni artigianali rinnovandole con spirito contemporaneo attraverso la realizzazione di progetti con artisti e designer internazionali. Il progetto Made in Cloister si articola su tre pilastri: recupero e riconversione del patrimonio artistico per uno sviluppo coerente con la vocazione del territorio; rilancio del “fare artigianale” attraverso l’interazione tra maestri artigiani e artisti e designer internazionali; generare riqualificazione urbana e impatto sociale attraverso un progetto culturale.

 

INTERACTION NAPOLI 2024 è realizzata con i contributi di D&D D’Amico (main sponsor), della Ceramica di Vietri Franceso De Maio, di Palazzo Caracciolo Napoli, della GESAC, del Liceo Artistico Napoli, dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, dell’EAV e con il patrocinio del Comune di Napoli. Media partner Napoli da Vivere.

 

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