Btp Valore, raccolti 11,2 miliardi con l’emissione di maggio

Il Ministero dell’economia e delle finanze comunica che ieri si è concluso, con 11.226,556 milioni di euro raccolti e 384.295 contratti registrati, il collocamento dell’emissione straordinaria del BTP Valore avviata il 6 maggio.

I tassi annuali definitivi del titolo sono confermarti su livello annunciato lo scorso 3 maggio:

  • 3,35% per il 1°, 2° e 3° anno;
  • 3,90% per il 4°, 5° e 6° anno.

L’importo emesso coincide con il controvalore complessivo dei contratti di acquisto validamente conclusi alla pari sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) nelle cinque giornate di collocamento, attraverso le due banche dealer Intesa Sanpaolo S.p.A. e Unicredit S.p.A. e il supporto delle due banche co-dealer Banca Akros S.p.A. e Banca Sella Holding S.p.A.

Il titolo ha data di godimento 14 maggio 2024 e scadenza 14 maggio 2030. Ai sottoscrittori che manterranno il BTP Valore per tutta la durata dei 6 anni verrà garantito anche un premio finale extra dello 0,8%.

Si è chiusa venerdì l’asta per la quarta emissione. Non è da record ma è comunque un’altra importante iniezione di liquidità quella incassata dallo Stato con l’ultima edizione del Btp Valore, il Buono del Tesoro con scadenza a sei anni offerto ai piccoli risparmiatori: 11,22 miliardi di euro che le famiglie italiane hanno prestato all’Erario in cambio del rendimento minimo garantito prima dell’inizio della vendita. Nessun ritocco all’insù, dunque, con l’interesse definitivo fissato al 3,35% all’anno nel primo triennio e del 3,9% per gli anni successivi.

La cedola sarà pagata ogni tre mesi e chi terrà il titolo fino alla scadenza riceverà un premio dello 0,8 per cento di quanto investito, un sistema per invogliare a non cederlo prima della scadenza.

Da considerare che sembra probabile un taglio dei tassi da parte della Bce a giugno, con la conseguenza che i rendimenti su simili strumenti finanziari in futuro potrebbero scendere.

Sui profitti bisogna pagare una tassa, che è agevolata al 12,5% come per gli altri bond tricolore, che non saranno conteggiati nell’Isee fino a 50mila euro e sono esenti dall’imposta di successione. Il premio fedeltà può essere d’aiuto per mettere il Paese al riparo da eventuali speculazioni di mercato, perché – in pratica – una fetta del debito pubblico è direttamente detenuta dalle famiglie italiane.

Debito che serve per finanziare servizi ai cittadini (dalla sanità alle pensioni) e che è in parte in mano a connazionali. Questa quota non è altissima, ma è aumentata negli ultimi tempi grazie anche a titoli come il Btp Valore, che con le sue quattro edizioni (la terza due mesi fa) ha permesso di raccogliere quasi 65 miliardi in meno di un anno.