Intesa Sanpaolo: utile a 7,7 miliardi di euro nel 2023

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2023 (#).

I risultati del 2023 confermano la capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di generare una redditività sostenibile anche in contesti complessi grazie al modello di business ben diversificato e resiliente, con un utile netto trainato dagli interessi netti che è ammontato a 7,7 miliardi di euro.

Il solido andamento economico e patrimoniale dell’anno si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, fondata anche sul forte impegno ESG del Gruppo.

In particolare:
– significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all’assemblea di dividendi complessivi pari a 5,4 miliardi di euro (2,6 miliardi di acconto dividendi 2023 pagato a novembre 2023 e proposta di 2,8 miliardi di saldo dividendi 2023 da pagare a maggio 2024) e intenzione di eseguire un buyback pari a circa 55 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 ratio al 31 dicembre 2023 da avviare a giugno 2024 subordinatamente all’approvazione della BCE e dell’Assemblea;
– 4,6 miliardi di euro di imposte (°) generate e aumentate di circa 1,4 miliardi di euro rispetto al 2022 (°°) per effetto della crescita degli interessi netti che ha trainato l’aumento di circa 4,7 miliardi di euro del risultato corrente lordo;
– espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà (oltre 36,8 milioni di interventi tra il 2022 e il 2023);
– rafforzamento delle iniziative per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale (circa 14,8 miliardi di euro di credito sociale e rigenerazione urbana tra il 2022 e il 2023);
– contributo pari a circa 1,5 miliardi di euro di costi complessivamente nel quinquennio 2023-2027 al supporto di iniziative per far fronte ai bisogni sociali (di cui circa 300 milioni di euro già inclusi nei risultati del 2023 e la restante parte inclusa pro-quota nelle prospettive di utile netto per il 2024-2025), con circa 1.000 persone dedicate a supportare le iniziative;
– ruolo di forte promotore svolto per il rinnovo nel 2023 del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore creditizio e finanziario, dopo avere erogato nel 2022 un contributo economico straordinario di circa 80 milioni di euro alle persone di Intesa Sanpaolo – escludendo i dirigenti – per mitigare l’impatto dell’inflazione.
Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di continuare a operare con successo in futuro, potendo contare sui punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, in particolare la redditività resiliente, la solida patrimonializzazione, lo status di Banca a “zero NPL” e l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi, e sulla leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory con circa 100 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela identificate (^) per alimentare la crescita del risparmio gestito agevolata dal calo dei tassi di interesse. L’esposizione verso la Russia (^^) è in ulteriore riduzione, diminuita dell’ 82% (circa 3 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,1% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo, e i crediti cross-border verso la Russia sono in larga parte in bonis e classificati a Stage 2.

La tecnologia è un ulteriore fattore chiave di successo, con un apporto aggiuntivo al risultato corrente lordo 2025 pari a circa 500 milioni di euro, non previsti nel Piano di Impresa 2022-2025 (*):
• nuova piattaforma tecnologica nativa cloud (isytech), già disponibile per la clientela retail mass market con il recente lancio della banca digitale Isybank e in progressiva estensione al resto del Gruppo: 2,8 miliardi di investimenti IT già effettuati e circa 1.550 specialisti IT già assunti, con un apporto aggiuntivo al risultato corrente lordo 2025 pari a circa 150 milioni, non previsti nel Piano di Impresa;
• nuovi canali digitali:
– Isybank, la banca digitale del Gruppo con un modello di business di cost/income inferiore al 30% e circa un milione di nuovi clienti entro il 2025 – con un apporto aggiuntivo di circa 200 milioni di euro al risultato corrente lordo entro il 2025 – non previsti nel Piano di Impresa: circa 60.000 nuovi clienti (non di Intesa Sanpaolo) già acquisiti e circa 300.000 clienti (di Intesa Sanpaolo) già trasferiti;
– Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, con circa 150.000 clienti nel 2025 (circa il 20% dell’attuale clientela di Fideuram): già circa 71 mila clienti e 2,65 miliardi di euro di risparmio gestito a fine 2023;
• intelligenza artificiale, con circa 150 App e 300 specialisti nel 2025 (già 77 App e circa 150 specialisti a fine 2023) e circa 100 milioni di euro di apporto aggiuntivo al risultato corrente lordo 2025, non previsti nel Piano di Impresa, senza considerare ulteriori benefici potenziali derivanti dall’adozione di soluzioni di Generative AI.
Gli strumenti digitali d’eccellenza, le distintive reti di consulenza con oltre 16.000 persone dedicate (°), le fabbriche di prodotto assicurative e dell’Asset Management interamente controllate e i 1.300 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela presso il Gruppo conferiscono a Intesa Sanpaolo un’unicità di fattori abilitanti per la crescita dei ricavi derivante dell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory.
L’attuazione del Piano procede a pieno ritmo, con le iniziative industriali chiave ben avviate. In particolare:
• forte riduzione del profilo di rischio, con un conseguente taglio del costo del rischio:
– forte deleveraging, con una diminuzione di 5,4 miliardi di euro dello stock di crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche, tra il 2022 e il 2023, riducendo l’incidenza dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche sui crediti complessivi allo 0,9% (°°);
– la funzione aziendale Active Credit Portfolio Steering (ACPS) ha continuato a estendere gli schemi di protezione dal rischio di credito per ottimizzare l’assorbimento di capitale. Nel quarto trimestre 2023 sono state perfezionate tre nuove operazioni di cartolarizzazione sintetica: una su un portafoglio di crediti a imprese corporate per 3,4 miliardi di euro e le altre due su un portafoglio di crediti a piccole e medie imprese per un miliardo di euro e su un portafoglio di mutui residenziali con elevato loan-to-value ratio per 1,6 miliardi di euro. Alla fine del 2023, l’ammontare in essere di operazioni di cartolarizzazione sintetica, incluse nel Programma GARC (Active Credit Risk Management), era pari a circa 28 miliardi di euro;
– la funzione ACPS ha anche rafforzato le iniziative di efficientamento del capitale in vista di Basilea 4 ed esteso l’ambito di applicazione delle strategie creditizie a criteri ESG, indirizzando 20 miliardi di euro nel 2022 e circa 18,1 miliardi di euro nel 2023 di nuove erogazioni verso settori economici più sostenibili con il miglior rapporto rischio/rendimento;

• riduzione strutturale dei costi, resa possibile dalla tecnologia:
– isytech già operativa con circa 470 specialisti dedicati; perfezionato il contratto con Thought Machine e definito il masterplan tecnologico; definita la struttura dell’offerta e le funzionalità di Isybank;
– internalizzazione delle competenze core IT avviata con circa 1.550 persone già assunte;
– chiuse circa 830 filiali dal quarto trimestre 2021 in vista del lancio della nuova Banca Digitale;
– pienamente funzionante la piattaforma digitale per la gestione analitica dei costi, con 37 iniziative di efficientamento già identificate;
– in corso la razionalizzazione del patrimonio immobiliare in Italia, con una riduzione di circa 490 mila metri quadri dal quarto trimestre 2021;
– circa 4.300 uscite volontarie dal 2022;
– lanciati progetti di digitalizzazione in Eurizon riguardanti Intelligenza Artificiale e Digital Ledger Technology;
– la Mobile App di Intesa Sanpaolo è stata riconosciuta da Forrester come “Global Mobile Banking Apps Leader” e “Global Digital Experience Leader” per il secondo anno consecutivo, classificandosi prima tra tutte le app bancarie oggetto di valutazione a livello mondiale;
• crescita delle commissioni, trainata dalle attività di Wealth Management, Protection & Advisory:
– rafforzamento dell’offerta (nuovi prodotti di asset management e assicurativi) e ulteriore crescita del servizio di consulenza evoluta Valore Insieme per la clientela Affluent e Exclusive: circa 58.000 nuovi contratti e 18,4 miliardi di euro di afflussi di attività finanziarie della clientela nel 2023, anche a seguito dell’introduzione di una nuova gamma di prodotti;
– Intesa Sanpaolo è stata la prima banca in Italia a offrire nel corso del 2023 il SoftPOS di Nexi, soluzione che permette l’accettazione di pagamenti digitali contact-less da smartphone/tablet senza necessità di un terminale POS;
– acquisito il 100% di Carnegie Fund Services SA, società attiva nella distribuzione di fondi, fusa in Reyl il 1° gennaio 2024;
– arricchita l’offerta commerciale Soluzione Domani dedicata alla clientela Senior (oltre 65 anni e caregiver) con il lancio dell’iniziativa Senior Hub (“SpazioxNoi”), che prevede, in una prima fase, l’apertura di un centro multiservizi dedicato all’invecchiamento attivo, al benessere e all’aggregazione sociale;
– lanciato un nuovo piano digitale focalizzato su telemedicina e prenotazioni online di servizi medici da parte di InSalute Servizi, società della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo. Dal 1° gennaio 2024, InSalute Servizi è diventata TPA (Third Party Administrator) del fondo sanitario integrativo del Gruppo Intesa Sanpaolo, che ha circa 245.000 assistiti con oltre un milione di pratiche all’anno;
– lanciata un’iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e piccole e medie imprese delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia e Egitto. Individuati i settori prioritari per i quali è in corso la definizione di una strategia commerciale volta a migliorare l’offerta ESG, nei mercati in cui opera la Divisione International Subsidiary Banks. Avviato un progetto per la creazione di un prodotto di finanziamento (multi-country) dedicato al raggiungimento di obiettivi green, nell’ambito dell’offerta S-Loan;
– a ottobre 2023 firmato il contratto per l’acquisizione del 99,98% di First Bank, banca commerciale rumena focalizzata sulla clientela retail e PMI; l’acquisizione, soggetta all’approvazione delle autorità competenti, rafforzerà la presenza del Gruppo Intesa Sanpaolo in Romania e offrirà nuove opportunità alle aziende italiane;
• forte impegno ESG, con un posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale e grande focus sul clima e un rafforzamento della governance ESG con il Comitato Rischi diventato Comitato Rischi e Sostenibilità assumendo maggiori responsabilità ESG da aprile 2022:

□ supporto senza eguali per far fronte ai bisogni sociali:
– espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà per contrastare la povertà, fornendo aiuti concreti sul territorio in Italia e sostegno all’estero in relazione all’emergenza umanitaria in Ucraina, con oltre 36,8 milioni di interventi effettuati tra il 2022 e il 2023, con circa 30 milioni di pasti, circa 3,3 milioni di posti letto, oltre 3,2 milioni di medicinali e oltre 446.000 capi di abbigliamento;
– occupabilità: programma “Giovani e Lavoro” finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di oltre 3.000 giovani nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025: nel 2023 richieste di iscrizione da parte di oltre 6.300 studenti tra i 18 e i 29 anni, oltre 2.000 studenti intervistati e circa 920 formati e in formazione con 37 corsi (oltre 3.900 formati e in formazione dal 2019) e circa 2.400 aziende coinvolte dal lancio dell’iniziativa nel 2019;
– disuguaglianze e inclusione educativa: programma di inclusione educativa: rafforzamento delle partnership con le principali università e scuole italiane: nel 2023 coinvolgimento di oltre 1.180 scuole e oltre 7.760 studenti per promuovere l’inclusione educativa, supportando il merito e la mobilità sociale (circa 2.240 scuole coinvolte tra il 2022 e il 2023);
– social housing: sono state rafforzate le iniziative del Gruppo in corso in termini di promozione di unità abitative, anche mediante l’identificazione di nuove partnership con primari operatori nel settore, per conseguire gli obiettivi del Piano di Impresa (promozione di 6-8 mila unità di alloggi sociali e posti letto per studenti);
– contributo previsto pari a circa 1,5 miliardi di euro di costi complessivamente nel quinquennio 2023-2027 al supporto di iniziative per far fronte ai bisogni sociali (di cui circa 300 milioni di euro già inclusi nei risultati del 2023 e la restante parte inclusa pro-quota nelle prospettive di utile netto per il 2024-2025), di cui circa un miliardo di euro per gli importi destinati alle iniziative e circa 500 milioni di euro per i costi di struttura delle circa 1.000 persone dedicate a supportare le iniziative;
– costituita una nuova unità organizzativa con sede a Brescia con funzioni di indirizzo e di governo delle attività del Gruppo dedicate all’impatto sociale, denominata “Intesa Sanpaolo per il Sociale”, al fine di rafforzare la strategia d’intervento a favore del Paese, dei territori e delle comunità;
□ forte focus sull’inclusione finanziaria:
– concessi 5,5 miliardi di euro di credito sociale e rigenerazione urbana nel 2023 (circa 14,8 miliardi tra il 2022 e il 2023, obiettivo di 25 miliardi di flussi cumulati nel Piano di Impresa);
□ continuo impegno per la cultura:
– Gallerie d’Italia, le quattro sedi del museo di Intesa Sanpaolo a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, su una superficie complessiva di 30.000 metri quadrati, hanno avuto circa 680.000 visitatori nel 2023, per un totale di circa 1,2 milioni dal 2022 (ingresso gratuito per gli under 18);
□ promozione dell’innovazione:
– progetti di innovazione: 204 progetti di innovazione rilasciati da Intesa Sanpaolo Innovation Center nel 2023, per un totale di 405 dal 2022 (circa 800 progetti di innovazione previsti nel Piano di Impresa 2022-2025);
– Neva SGR: circa 31 milioni di euro di investimenti in start-up nel 2023, per un totale di oltre 85 milioni dal 2022;
□ accelerazione dell’impegno a zero emissioni nette:
– a seguito dell’adesione del Gruppo alla NetZero Banking Alliance (NZBA), alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI), alla Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA) e alla Net Zero Insurance Alliance (NZIA):

▫ pubblicati nel Piano di Impresa 2022-2025 gli obiettivi intermedi al 2030 fissati per 4 settori ad alta emissione (Oil & Gas, Power Generation, Automotive e Coal Mining). La prima rendicontazione annuale al 31 dicembre 2022 riguardante le emissioni finanziate assolute per i 4 settori evidenzia una diminuzione del 62% rispetto al 2021; la rendicontazione aggiornata sarà riportata nel TCFD/Climate Report 2023 (marzo 2024);
▫ nel 2023 è proseguita l’elaborazione di obiettivi per altri settori, oltre all’elaborazione dei dati e della documentazione necessaria per ottenere la convalida da parte di SBTi, che verrà presentata entro marzo 2024;
– circa 90% dell’energia acquistata derivante da fonti rinnovabili;
□ supporto alla clientela nella transizione ESG/climate:
– erogati circa 45 miliardi di euro tra il 2021 e il 2023 dei 76 miliardi di nuovo credito disponibile a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica in relazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2026;
– circa 1,7 miliardi di euro di Mutui Green nel 2023 (4,3 miliardi tra il 2022 e il 2023), dei 12 miliardi di nuovo credito Green agli individui nell’arco del Piano di Impresa 2022-2025;
– 8 miliardi di euro di linee di credito per l’economia circolare annunciati nel Piano di Impresa 2022-2025: erogati 5,6 miliardi di euro nel 2023 (8,7 miliardi tra il 2022 e il 2023);
– attivati 13 Laboratori ESG (a Venezia, Padova, Brescia, Bergamo, Cuneo, Bari-Taranto, Roma, Napoli-Palermo, Milano, Torino e Firenze), punti di incontro fisico e virtuale per supportare le piccole e medie imprese nell’approccio alla sostenibilità, ed evoluzione dei servizi di consulenza offerti dai partner (es. Circularity, Nativa, CE Lab e altri);
– continuo successo della gamma dei prodotti S-Loan dedicati alle piccole e medie imprese per finanziare progetti finalizzati a migliorare il proprio profilo di sostenibilità (6 linee di prodotti: S-Loan ESG, S-Loan Diversity, S-Loan Climate Change, S-Loan Agribusiness, S-Loan Turismo e S-Loan CER): circa 1,7 miliardi di euro erogati nel 2023 (circa 5,2 miliardi dal lancio nel luglio 2020);
– Digital Loans (D-Loans) finalizzati a migliorare la digitalizzazione delle aziende: 25 milioni di euro erogati dal lancio nell’ottobre 2021;
– Suite Loans finalizzati all’incentivazione degli investimenti per riqualificare/migliorare strutture alberghiere e servizi ricettivi: 12 milioni di euro erogati dal lancio nel dicembre 2021;
– rafforzamento dell’offerta di prodotti di investimento ESG di asset management, con un’incidenza sul totale del risparmio gestito di Eurizon cresciuta a circa il 74%; aumento delle opzioni di investimento (art. 8 e 9 della SFDR) per i prodotti assicurativi disponibili alla clientela a circa l’ 80%;
– impegno continuo in attività di Stewardship: nel 2023 Eurizon Capital SGR ha partecipato a 1.413 assemblee degli azionisti (di cui il 93% costituito da società quotate all’estero) e a 592 engagement (di cui il 40% su tematiche ESG);
– emessi 8 green e social bond per un ammontare complessivo di 7,8 miliardi di euro tra il 2022 e il 2023.
Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices e si classifica prima banca in Europa e seconda al mondo nel 2024 Corporate Knights “Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index” e prima tra le banche del peer group nelle valutazioni di Sustainalytics. Inoltre, Intesa Sanpaolo:
– è stata inserita per il sesto anno consecutivo nell’indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index 2023, registrando un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale e delle società italiane;
– è stata riconosciuta come prima banca in Europa e unica in Italia nel Refinitiv Global Diversity and Inclusion Index 2023 tra le 100 migliori aziende per diversità e inclusione;

– si è classificata al primo posto nella classifica globale ESG Corporate Award, nella categoria Best Company for Diversity Equity & Inclusion, tra le società large cap;
– è stata la prima tra i maggiori gruppi bancari italiani a ottenere la certificazione per la parità di genere “Prassi di Riferimento (PDR) 125:2022”, prevista dal PNRR, per l’impegno nella diversity & inclusion;
– è stata oggetto di due audit, condotti con successo: un audit intermedio per il mantenimento della certificazione Gender Equality European & International Standard (GEEIS-Diversity) ottenuta nel 2021 e un audit annuale per la riconferma della Certificazione Nazionale sulla Parità di Genere;
– ha ricevuto il riconoscimento come “Best Improvement” con riferimento al Parks LGBT+ Diversity Index 2023;
• le persone del Gruppo sono la risorsa più importante:
– assunti circa 3.000 professional dal 2021;
– riqualificate circa 3.850 persone ed erogate circa 26,1 milioni di ore di formazione dal 2022;
– oltre 240 talenti hanno già completato il percorso di sviluppo nell’ambito dell’International Talent Program, tuttora in corso per altre circa 240 persone;
– individuate circa 470 key people soprattutto nell’ambito del middle management per iniziative dedicate di sviluppo e formazione;
– avviato il monitoraggio degli obiettivi di diversity & inclusion 2023 per ogni Divisione e Area di Governo; rafforzata la collaborazione con ISPROUD, la prima community di persone del Gruppo (attualmente oltre 1.000 persone LGBTQ+ e alleati);
– continua a crescere l’indice di soddisfazione delle Persone di Intesa Sanpaolo, che raggiunge il livello più alto degli ultimi dieci anni (84% nel 2023 rispetto a 79% nel 2021 e 66% nel 2013);
– Intesa Sanpaolo è stata riconosciuta Top Employer 2024 per il terzo anno consecutivo da Top Employers Institute e ha ricevuto il premio come Best Talent Acquisition Team nell’ambito dei 2023 LinkedIn Talent Awards;
– ruolo di forte promotore svolto per il rinnovo nel 2023 del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore creditizio e finanziario, dopo avere erogato nel 2022 un contributo economico straordinario di circa 80 milioni di euro alle persone di Intesa Sanpaolo – escludendo i dirigenti – per mitigare l’impatto dell’inflazione.

Nel 2023, per il Gruppo si registra:
● utile netto in crescita del 76,4% a 7.724 milioni di euro, da 4.379 milioni del 2022;
● risultato corrente lordo in crescita del 64,6% a 12.058 milioni di euro, da 7.325 milioni del 2022;
● risultato della gestione operativa in aumento del 31,4% rispetto al 2022;
● proventi operativi netti in crescita del 17,2% rispetto al 2022;
● costi operativi in aumento del 3,6% rispetto al 2022;
● elevata efficienza, con un cost/income al 45,1% nel 2023, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;
● costo del rischio del 2023 a 36 centesimi di punto, a 32 se si escludono gli stanziamenti effettuati nel quarto trimestre – pari a circa 150 milioni di euro – per favorire il de-risking (da 70 nel 2022, 30 se si escludono gli stanziamenti per l’esposizione a Russia e Ucraina, per overlay e per favorire il de-risking, al netto del rilascio a valere sulle rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19), con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro;
● qualità del credito (°):
– lo stock di crediti deteriorati a fine dicembre 2023 (°°), rispetto a fine dicembre 2022, diminuisce del 9,7% al netto delle rettifiche di valore e del 7% al lordo;
– l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari all’ 1,2% al netto delle rettifiche di valore e al 2,3% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,8% al lordo;
● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
– livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,8% a fine dicembre 2023, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 72,4%;
– robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine dicembre 2023;

● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2023, deducendo dal capitale (°) 2,6 miliardi di euro di acconto dividendi 2023 pagati a novembre 2023 e 2,8 miliardi di saldo dividendi 2023 proposto, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,7% (°°) (13,2% tenendo conto dell’impatto di circa 55 centesimi di punto del buyback che si intende avviare a giugno 2024 (°°°)) senza considerare circa 125 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA), di cui circa 25 nell’orizzonte compreso tra il 2024 e il 2025, rispetto a un requisito SREP – comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer e Countercyclical Capital Buffer (*) – da rispettare nel 2023 pari all’ 8,83% (**) e da rispettare nel 2024 pari al 9,33% (**). Impatti negativi regolamentari pari a circa 100 centesimi di punto nell’anno. Impatto negativo pari a circa 30 centesimi di punto della deduzione dal capitale volontaria riguardante il calendar provisioning effettuata nel secondo trimestre per i successivi riflessi positivi in termini di riduzione del requisito Pillar 2 e di minore costo del rischio nel 2024-2025 rispetto alle originarie previsioni del Piano di Impresa 2022-2025 (^);
● elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine dicembre 2023, attività liquide per 307 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 202 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti normativi di liquidità Liquidity Coverage Ratio (pari a 168% (^^)) e Net Stable Funding Ratio (pari a 121%). Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 31 dicembre 2023 a circa 45 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III;
● ampiamente rispettato il requisito normativo Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL): ratio, calcolato sui Risk Weighted Assets, a fine dicembre 2023 (#) pari a 39,8% per il totale e a 22,7% per la componente subordinata (a circa 39,3% e circa 22,2% tenendo conto dell’impatto di circa 55 centesimi di punto del buyback che si intende avviare a giugno 2024 (°°°)), rispetto a requisiti (##) pari rispettivamente a 25,9% e a 17,6% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4%;
● supporto all’economia reale: circa 60 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2023, con circa 40 miliardi in Italia, di cui circa 35 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 3.600 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2023 e 140.800 dal 2014, preservando rispettivamente 18.000 e 704.000 posti di lavoro;

● significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all’Assemblea di dividendi complessivi pari a 5,4 miliardi di euro (2,6 miliardi di acconto dividendi 2023 pagato a novembre 2023 e proposta di 2,8 miliardi di saldo dividendi 2023 da pagare a maggio 2024) e intenzione di eseguire un buyback pari a circa 55 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 Ratio da avviare a giugno 2024 subordinatamente all’approvazione della BCE e dell’Assemblea: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 15,20 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, come saldo dividendi (che si aggiunge a 14,40 centesimi di acconto pagato a novembre 2023) e l’esecuzione, subordinatamente all’approvazione della BCE, di un acquisto di azioni proprie da avviare a giugno 2024 per loro successivo annullamento, con dettagli che verranno resi noti nei termini previsti dalla normativa, pari a circa 55 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 Ratio al 31 dicembre 2023. Più precisamente, per quanto riguarda i dividendi, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 5.407.970.787,35 euro complessivamente a valere sull’utile 2023, corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato, che, tenendo conto dell’acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 2.628.985.341,02 euro (*), porta alla proposta di distribuzione di 2.778.985.446,33 euro (**) a saldo, corrispondente a un importo unitario di 15,20 centesimi di euro per ciascuna delle n. 18.282.798.989 azioni ordinarie; non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date. Tale distribuzione, se approvata dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 22 maggio 2024 (con stacco cedole il 20 maggio e record date il 21 maggio). Il dividendo per azione complessivo proposto per il 2023 è pari a 29,60 centesimi di euro (14,40 centesimi come acconto pagato a novembre 2023 e 15,20 centesimi come saldo proposto), quasi doppio rispetto a 16,39 centesimi corrisposti per il 2022. Rapportando l’importo unitario complessivo proposto di 29,60 centesimi di euro al prezzo di riferimento dell’azione registrato mediamente nel 2023, risulta un rendimento (dividend yield) pari a 12,1%.

Così Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo:

Intesa Sanpaolo nel secondo anno di realizzazione del Piano d’Impresa ha superato gli obiettivi previsti a fine 2025. Il nostro è un modello unico: la profittabilità elevata e sostenibile trae forza dalla consolidata leadership commerciale delle divisioni al servizio di famiglie e imprese; dalla significativa componente del Wealth Management and Protection, dall’offerta digitale tecnologicamente avanzata, dalla gestione delle attività internazionali improntata all’efficienza e dalla nostra condizione di Banca “Zero NPL”.

Nel 2024 proseguiremo nel disegnare le nuove strategie di leader europeo, mantenendo l’impegno verso il più importante progetto per la coesione sociale nel Paese, con rilevante beneficio per tutti gli stakeholders.

Un progetto reso possibile dalla solidità e dalla redditività della Banca: l’utile netto nel 2023 è stato di 7,7 miliardi, il migliore anno di sempre; considerando i 300 milioni impegnati nel 2023 nel progetto per il sociale, l’utile netto sfiora gli 8 miliardi di euro.

Le previsioni per il 2024 e 2025 sono di un utile netto superiore agli 8 miliardi.

Prevediamo un significativo ritorno cash per gli azionisti: la proposta alla prossima Assemblea sarà di 5,4 miliardi di euro di dividendi, cui si somma l’intenzione di eseguire un buyback pari a circa 55 centesimi di punto di CET 1 Ratio da avviare a giugno 2024, una volta approvato dalla BCE e dall’Assemblea.

La nostra banca risulta la prima in Europa quanto a dividend yield: è da sottolineare che circa il 40% dei dividendi è destinato alle famiglie italiane e alla Fondazioni nostre azioniste, consentendo importanti interventi di carattere sociale nei territori di appartenenza.

Le imposte dirette e indirette sostenute nel 2023 sono pari a 4,6 miliardi di euro, ciò comporta un aumento di 1,4 miliardi rispetto al 2022, con un incremento del beneficio apportato dai risultati di Intesa Sanpaolo al bilancio pubblico.

Il credito a medio e lungo termine erogato in Italia nel 2023 supera i 40 miliardi di euro; le aziende da noi sostenute nel ritorno da temporanee difficoltà alla normale operatività sono 3.600 nei dodici mesi, con beneficio nella salvaguardia dei posti di lavoro.

Siamo un’istituzione al servizio del Paese: sosteniamo con 1,5 miliardi di euro entro il 2027 – in aggiunta al miliardo del periodo 2018 – 2021 – e con mille professionisti della Banca, il principale progetto di coesione sociale del Paese, per promuovere una società più equa in modo strutturale e concreto.

L’impegno per il Paese nasce dalla comunità di Intesa Sanpaolo e dalle sue 100mila persone. In una situazione caratterizzata da un forte aumento del costo della vita, abbiamo avuto un ruolo guida nella definizione del nuovo contratto nazionale con un importante incremento retributivo. La tutela dell’occupazione rimane la nostra priorità assoluta, anche in questo contesto a forte spinta tecnologica.

Al centro delle nostre strategie e delle nostre capacità di crescita e sviluppo ci sono i clienti, la loro fiducia nella solidità della Banca e nella sua leadership tecnologica, il forte rapporto con i professionisti al loro servizio per il credito e la consulenza. La nostra priorità è l’ascolto delle loro esigenze.

L’innovazione tecnologica – fattore chiave del nostro successo – fornirà una componente aggiuntiva al risultato corrente lordo 2025 di circa 500 milioni di euro non previsti nel Piano di Impresa. I programmi di maggiore rilievo sono rappresentati da: la nuova piattaforma tecnologica nativa cloud isytech, con 2,8 miliardi di investimenti IT già effettuati e circa 1.550 specialisti IT già assunti; isybank, la banca digitale del Gruppo che porterà circa un milione di nuovi clienti entro il 2025; Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, che avrà 150.000 clienti nel 2025; l’intelligenza artificiale, con circa 150 App e 300 specialisti a fine piano.

Intesa Sanpaolo gode di una condizione unica per la crescita dei ricavi derivante dell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, in particolare in una prospettiva di tassi di interessi in riduzione: 1.300 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, oltre 16.000 professionisti dedicati, un’offerta digitale all’avanguardia, le società assicurative e dell’Asset Management di proprietà. Abbiamo identificato 100 miliardi di attività finanziarie dei clienti per dare impulso alla crescita del risparmio gestito del nostro Gruppo.

Tutto questo colloca Intesa Sanpaolo ai vertici del settore in Europa, con un ruolo di rilevanza unica nel nostro Paese, a beneficio della crescita economica e di una società più inclusiva.

La qualità professionale delle nostre persone è elemento determinante per raggiungere risultati solidi e sostenibili a favore di tutti gli stakeholder: a loro va il nostro grazie.

Advertisements