I riti della scena negli scatti di Pino Miraglia in Sala Assoli la mostra “Il teatro e il suo doppio”.

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Dopo la mostra di Francesco Cito “L’isola al di là del mare”, riprendono gli appuntamenti del progetto “Riti” de Il sabato della fotografia in Sala Assoli. Giovedì 5 gennaio alle 18.30 si inaugura la mostra “Il teatro e il suo doppio” di Pino Miraglia, a cura di Giulio Baffi.

Il sottotitolo dell’esposizione è “Il teatro, dentro e fuori il suo habitat. Il teatro come rito, come azione e narrazione rituale, come espiazione” e si sposa con l’idea di un percorso espositivo, legato da un comune denominatore.

“Le immagini che produco, dentro e fuori dal contesto teatrale, sono imprescindibili dall’idea che ho del teatro stesso – afferma Miraglia -. Dalla pratica del teatro, al nero teatrale… Anche la personale percezione del quotidiano è fortemente influenzata da questo sentire…tutto ciò che vedo e vivo sento che è ‘rappresentazione’. La struttura del mio pensare ragiona in questi termini”.

Partendo da alcune messe in scena che trovano la propria matrice nelle opere di Antonin Artaud, Miraglia cerca i parallelismi visivi e le connessioni del rito dentro e fuori dal teatro.

Il culto della morte, le icone sacre, il gesto e la ritualità tra sacro e profano evidenziano quel concetto di teatro della crudeltà che come esperienza sensoriale rimane attaccata addosso anche quando conclude la sua funzione espiativa sul palco, per ritrovarla successivamente nei luoghi del quotidiano, nei sogni, nelle domande sulla fede e l’esoterismo.

Le sue immagini escono dal nero profondo dei piccoli e grandi teatri o da quei luoghi evocativi dove l’ossimoro tra fede e ragione, inconscio e consapevolezza cercano un punto d’incontro possibile ma forse non necessario.

Il fotografo e operatore culturale da circa 40 anni si aggira tra musica, teatro e sociale cercando di raccontarle al meglio attraverso il suo sguardo.

Si forma nel teatro di figura e di ricerca degli anni ‘80 con la cooperativa Lanterna Magica guidata da Francesco Silvestri e in quel piccolo, ma proficuo, laboratorio di sperimentazione teatrale che era il Teatro Nuovo rinato a Napoli a metà di quel decennio. Con Lanterna Magica si occupa del disegno luci degli spettacoli e recita in gran parte delle produzioni della compagnia. Alla fine degli anni ottanta si avvicina al linguaggio fotografico e ne fa il suo principale mezzo espressivo.

Molto attivo nella fotografia di scena teatrale e punto di riferimento a Napoli nella fotografia musicale, collabora con numerose compagnie teatrali; agenzie, festival e aziende legate alla musica.

Attualmente continua la sua indagine visiva sui linguaggi giovanili e l’underground musicale campano nonché sulla fotografia di ricerca.

Dedica una buona parte della sua attività a progetti di inclusione e formazione a favore dei giovani di Napoli e della sua periferia.

“Il teatro e il suo doppio” accompagna gli spettacoli-dedica di “We Love Enzo” presentati da Casa del Contemporaneo dal 4 al 29 gennaio.

“Il sabato della fotografia”, è un ciclo di incontri sul linguaggio fotografico e sulla cultura visiva anche in relazione con altri linguaggi artistici. La rassegna è nata nel 2013 come attività di “Movimenti per la fotografia”, è prodotta da Casa del Contemporaneo e realizzata precedentemente in collaborazione con diverse realtà culturali italiane e con il patrocinio di Enti e Istituzioni.

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