Ikos, il documentario autobiografico di Giuseppe Sciarra per far riflettere sul bullismo.

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Ex giornalista di Canale 21 e oggi regista cinematografico, Giuseppe Sciarra, ha deciso di denunciare attraverso un breve documentario ” Ikos“- parola greca che vuol dire fenice la sua esperienza col bullismo. Di madre napoletana, zona pigna secca e padre tarantino, Sciarra  ha vissuto nella provincia di Foggia, nonostante sua madre volesse per lui e le sue sorelle una vita a Napoli.
 
” Mia madre odiava il posto in cui ho vissuto per quattordici anni, abituata a una realtà come Napoli trovava quel piccolo centro di duemila anime limitante per noi e per lei. La vedevo sempre soffrire. Il suo amore per la sua città è sempre stato viscerale e mi ha contagiato.  Forse è anche per questo che non ci siamo mai abituati a vivere in quel paese”.
 
Ad aggravare la situazione di madre e figlio, l’inquietudine di Giuseppe Sciarra. ” Dagli otto anni  in poi molti miei coetanei del paese mi additarono come omosessuale perché ero un pò effeminato e tropppo gentile e per bene rispetto a loro. Iniziarono  a prendermi in giro, a minacciarmi, calunniarmi, picchiarmi. Non potevo più uscire di casa. Mi resero la vita un inferno. Ci fu chi mi consigliò addirittura di non uscire di casa perché volevano ammazzare il frocio. Furono anni terribili che mi spinsero a una forte depressione”. 
 
Sciarra tentò anche il suicidio. Fu allora che i suoi genitori si accorsero del suo problema. ” Cercai di nascondere a mio padre e mia madre quello che accadeva in paese. Me ne vergognavo. Davo la colpa a me di quella situazione. Ero io quello sbagliato,il diverso. Dinnanzi però all’evidenza di un tentativo di suicidio gli raccontai tutto. C’eravamo trasferiti in un’altra città quando tentai di togliermi la vita ingerendo delle pillole. Avevo quattordici anni.”.
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L’idea di realizzare Ikos e di raccontare le violenze subite dal regista dopo ventitré anni è scaturita dal covid-19. Lo scorso anno Sciarra si è ammalato durante il primo mese di pandemia ed è stato molto male. Ciò l’ha spinto a riflettere sulla sua vita e su quello che voleva essere come autore. ” Sentivo l’esigenza di mettermi a nudo come essere umano e come artista. Decisi che dovevo prendere coraggio e raccontare quel terribile periodo che avevo rimosso dalla mia vita.”
 
Con l’aiuto del regista e produttore di CinetikaAndrea Natale è entrato in contatto con l’attore  Edoardo Purgatori, figlio del giornalista di Andrea Purgatori  e gli ha proposto di far parte del progetto.  Purgatori è stato vittima di bullismo da ragazzino e ha deciso istintivamente di partecipare a Ikos per raccontare la storia del regista foggiano che purtroppo è la storia di molti.
 

Ikos intervista sulla vasca dei pesci tv con Ennio Trinelli, Andrea Natale e Giuseppe Sciarrahttps://www.youtube.com/watch?v=LVt8ZoepZN8
 
Il documentario uscirà prossimamente è puó contare sul supporto di partnership importanti come la p&g, l’agenzia napoletana 4dotdigital,  Gaiaitaliapuntocom notizieNapoli Cultural Classic, L’associazione culturale La svoltaFull Immersion.  La lotta di Giuseppe Sciarra al bullismo si estende anche alle scuole. Il prossimo autunno con lo scrittore Massimo D’Aquino Sciarra ha intenzione di portare in tutta Italia un progetto per sensibilizzare studenti, insegnanti e genitori su questo spinoso fenomeno.
Inoltre con D’Aquino c’è la volontà di creare un movimento come metoo per contrastare il bullismo, esortando al  coming out personaggi pubblici  che hanno subito violenze da adolescenti dai propri coetanei. L’attore Tiziano Mariani ad esempio, amico di Sciarra, ha dichiarato pubblicamente di essere stato anche lui bullizzato e ha deciso di sostenere la sua battaglia. A lui potrebbero aggiungersi in futuro tanti altri.
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