I misteri, le ombre, i capolavori e le personalità che popolano il Pio Monte della Misericordia in un documentario curato dal critico dâarte Roberto Nicolucci, direttore del master in Impresa e organizzazione per la valorizzazione dei beni culturali dellâUniversità Mercatorum.
âVenti minuti di racconto di uno dei luoghi magici di questa città infinita entrando da piazza Riario Sforza dove la guglia di San Gennaro sembra vigilare sullâaccesso dellâantico istituto di beneficenza per il quale Caravaggio, lâartista che forse meglio seppe afferrare lâanima di Napoli, volle realizzare il noto dipinto âSette opere di misericordiaâ. Un capolavoro affiancato dalla âLiberazione di San Pietro dal carcereâ di Battistello Caracciolo che va a completare quel silenzio teso che allâinterno della chiesa fa da contrasto con il vociare del quartiere popolareâ, commenta Roberto Nicolucci.
Un viaggio tra Caravaggio, appunto, Francesco De Mura, Andrea Vaccaro, Luca Giordano che arricchiscono la Quadreria del Pio Monte della Misericordia. Il progetto, prodotto dallâUniversità Mercatorum, che segue altri due documentari dedicati al Complesso monumentale Donnaregina e al Museo e bosco di Capodimonte, nasce dallâesigenza di un racconto nuovo, destinato anche ai nuovi media e nato in questo periodo durante il quale tanti musei sono ancora chiusi a causa della pandemia. Un documentario che consente così di riscoprire tanti noti capolavori.
Il Pio Monte conserva una delle più importanti raccolte sei e settecentesche del paese ed è una miniera di opere poco note. Pensiamo, per esempio, al âSan Gerolamo col leoneâ dello spagnolo Jusepe de Ribera, âLa Pietà â di Andrea Vaccaro. Ma le sorprese non finiscono. Nella Quadreria è conservato uno dei capolavori della pittura neoclassica italiana: Il âGiuramento sul corpo di Lucreziaâ eseguito nel 1788 dal viterbese Domenico Corvi, una sorta di risposta al âGiuramento degli Oraziâ di David eseguito a Roma quattro anni prima e oggi conservato al Louvre. Câè poi Francesco De Mura che nel suo testamento lasciò un gran numero di opere allâistituto tra cui il ritratto di Anna Ebraù, la moglie di De Mura.
âNapoli non finisce mai: soprattutto se parliamo di Storia dellâArte. Camminare nel centro storico è una caccia al tesoro senza regole prestabilite o percorsi facilitati. Su questo ingorgo di sensazioni e immagini Pino Daniele ci fece una canzone. Un brano molto amato che contiene un verso rivelatore. âNapulâ è mille culureâ questo incipit datato 1977 funziona da avvertimento e noi intendiamo indagare e raccontare con questo documentario i mille colori dei capolavori nascosti nel Pio Monte della Misericordiaâ, ha concluso Roberto Nicolucci. âQuesto è il momento in cui dobbiamo riscrivere, con passione e amore, le regole del proprio viaggio in Italia. In questo autentico itinerario di formazione e di informazione la nostra Università telematica ha deciso di correre in prima linea, secondo una vocazione che, nei fatti, si legge già dalla stessa ubicazione delle nostre sedi. A metterle insieme, unendo i punti di unâideale cartina, viene fuori un ritratto del paese. Il cavallo alato della mitologia è partito da Napoli. Si è trattenuto nel Museo Diocesano; si è riposato nel bosco di Capodimonte trattenendosi tra i capolavori della pinacoteca. E ora, scendendo dalla collina, è planato nel centro storico diretto, speditamente, al Pio Monte di Misericordia. Ma il nostro viaggio è appena agli iniziâ, ha dichiarato Danilo Iervolino, presidente delle Università telematiche Pegaso e Mercatorum.
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