Pirandello e l’universalità dell’arte, martedì 26 al Salotto Treccani.

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Di Luigi Pirandello sono notissimi gli interessi letterari e ovviamente i tanti capolavori  che fanno parte della sua bibliografia, sia nell’ambito del teatro che della narrativa. Come tutti i classici è un autore con cui la critica non smette di misurarsi, tante e tali sono  le novità e le soprese che ogni lettura delle sue opere ci riserva.

Ma ci sono anche  altri aspetti dell’ attività creativa del grande agrigentino assai meno noti o addirittura ignorati del tutto come quello ad esempio  che riguarda la passione dello scrittore per la pittura o meglio la sua capacità di essere “anche”  pittore. Quando si parla di arte figurativa della famiglia Pirandello, il  pensiero corre ovviamente al figlio Fausto che è certamente uno dei protagonisti  indiscussi dell’esperienza pittorica del Novecento.

Ma ora scopriamo, è il caso di dire, che anche il papà Luigi si occupava in prima persona di pittura, nel senso che era solito impiegare parte del suo tempo per la  realizzazione di quadri e disegni. Di questa indagine preziosa in particolare  si  è fatto carico recentemente uno studioso napoletano, Carlo Di Lieto, che oltre ad essere un raffinato e profondo storico della letteratura ha compiuto per così dire un’ insolita incursione nel mondo pirandelliano  portando allo scoperto la produzione e l’attività figurativa dell’autore dei “Sei personaggi”.

A Pirandello pittore, ma anche poeta e raffinato cultore di musica, è dedicato il nuovo incontro de “I percorsi della creatività” promosso dall’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e dall’Istituto Culturale del Mezzogiorno, che si terrà martedì 26, nella sede della Treccani alle ore 18,00. Con lo stesso Carlo Di Lieto dialogheranno Cesare Azan e Antonio Filippetti, mentre Adriana Carli si occuperà della lettura di alcuni testi.

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