Agricoltura, il corteo dei trattori a Napoli

Sono arrivati in 100 da tutta la Campania, con tappa anche in piazza Municipio, nel cuore del centro di Napoli, tra l’apprezzamento dei cittadini napoletani e lo stupore dei turisti. La protesta dei trattori ha sfilato per le arterie principali del capoluogo campano.

Gli agricoltori si sono fermati dinanzi alla mensa dei poveri, che si trova in Via Marina, donando frutta raccolta questa mattina, a seguire il corteo itinerante di trattori ha indirizzato il suo percorso verso piazza Municipio. Si prevede che poi i mezzi agricoli percorreranno il lungomare.

Sui trattori sono esposte bandiere dell’Italia, oltre a diversi cartelli con le scritte “Gli agricoltori meritano rispetto”, “State distruggendo il nostro futuro” e “La nostra fine, la vostra fame”.

Sono diretti verso piazza Sannazaro, attraversando via Acton, piazza Municipio evia Caracciolo. Pesanti le ripercussioni attese per il traffico cittadino.

“Non ce la facciamo più” spiega Filippo Di Marco, rappresentante del presidio di Acerra degli agricoltori, che raggruppa i territori a Nord Est di Napoli, ultimi baluardi di quell’agricoltura che un tempo costituiva orgoglio e vanto della Campania Felix. Stritolati da una politica dei prezzi che non lascia margini, ma anzi spinge il bilancio delle aziende agricole costantemente in rosso, oltre che dall’atavica carenza di servizi e infrastrutture, “non siamo rappresentati da alcuna sigla sindacale – dice chiaro e forte Di Marco – anche Coldiretti ci ha lasciato soli. Chiediamo al Governo di far sedere le aziende agricole al tavolo dove si decide il loro destino. Siamo stanchi, amareggiati e sconfortati. In queste condizioni è impossibile andare avanti”.

“Tutelare la filiera agricola è essenziale” – spiega Antonella Piccerillo, consigliere regionale della Lega. “Da diversi decenni è in atto un’azione europea volta a umiliare il settore primario e soltanto un cambio di paradigma può risollevare le sue sorti» L’esponente d’opposizione è da anni impegnata nella salvaguardia del comparto bufalino, e non perde occasione per ribadire le difficoltà di migliaia di allevatori casertani. «Saremo sempre dalla parte dei lavoratori. Qui in Campania, soprattutto in provincia di Caserta, gli allevatori delle bufale sono allo stremo, grazie a una politica regionale che sta distruggendo gradualmente il patrimonio bufalino a causa di migliaia di abbattimenti per sospetta brucellosi, determinando la chiusura di centinaia di aziende, provate anche dalla crisi economica. Dai banchi dell’opposizione continuerò a battermi affinché le loro grida di aiuto non restino inascoltate e sia riconsegnata la dignità ai nostri allevatori bufalini, che per anni hanno lavorato per difendere l’oro bianco di Terra di Lavoro: la mozzarella, motore vitale per l’economia del Mezzogiorno e del Paese. Confidiamo nel pressing dei parlamentari di centrodestra per la nomina quanto prima di un commissario nazionale alla brucellosi che riveda il disastroso piano di De Luca”.