La visita di Mattarella alla Reggia di Caserta

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto giovedì mattina a Caserta all’inaugurazione delle sale dell’ala nord ovest della Reggia di Caserta e del recupero alla fruizione museale della sala più grande di tutto il Palazzo, la cosiddetta Gran Galleria Sale, restituite al complesso monumentale dopo l’utilizzo da parte della Scuola specialisti dell’Aeronautica militare.

I lavori di restauro e di recupero sono stati presentati dalla direttrice della Reggia, Tiziana Maffei, e dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Il Capo dello Stato ha quindi visitato le sale espositive della Gran Galleria, la mostra temporanea ‘Visioni’, gli appartamenti imperiali e la sala multimediale.

 

Al suo arrivo a Caserta, Mattarella si è recato nella Chiesa di San Francesco di Paola dove sono conservate le spoglie dell’architetto Luigi Vanvitelli.

“Oggi stiamo offrendo al pubblico la possibilità di ammirare la bellezza di questi spazi, luoghi che trasudano storia, mito e grandezze, che vengono restituiti al loro destino originario, rendendo ancora più affascinante questo luogo”, ha detto il ministro Sangiuliano. Circa 3000 metri quadrati che, ha sottolineato il titolare del Mic, “vengono riconsegnati oggi alla dimensione artistica ed estetica”. Si tratta di “spazi riconsegnati innanzitutto alla collettività, a una fruizione pubblica che si esalta nelle possibilità espositive che prefigurano, permettono e promettono”. Spazi che fanno parte di un palazzo “iconico conosciuto in ogni parte del mondo come esempio della grandezza italiana”.

“L’arte – ha detto il ministro – è una forma di vissuto che coinvolge tutti i nostri sensi e chiama in causa la parte più intima di ognuno di noi. L’arte funziona perché tocca le nostre corde sentimentali. Ciò la rende un’esperienza priva di sovrastrutture dinnanzi alla quale siamo tutti quanti uguali, poiché le emozioni non contemplano differenze ma creano al contrario legami, suscitano empatia, fondono le differenze in un comune sentire, consentendo la nascita di una comunità”, ha concluso.

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