6 febbraio “Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili”: gli Stati Generali delle Donne, è una violenza che calpesta i diritti di bambine e giovani donne.

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Le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) rappresentano una delle più atroci forme di violenza contro le donne che colpisce oltre 200 milioni di donne e ragazze nel mondo. È una grave violazione dei diritti umani delle ragazze e delle donne, tra cui quello della non discriminazione, la protezione dalla violenza fisica e mentale, e il diritto stesso alla vita. È una pratica che costituisce una forma di persecuzione di genere!

La pratica, diffusa in gran parte dell’Africa, Medio Oriente e in alcune zone dell’Asia e dell’America Latina, è oggi un fenomeno che riguarda anche l’Europa e il nostro Paese, data la grande presenza di donne che provengono da quelle comunità dove si registrano tassi significativi di incidenza della pratica sulla popolazione femminile:

Gli Stati Generali delle Donne che da sempre si battono per la difesa e la salvaguardia dei diritti di tutte le donne del mondo condannando fortemente ogni forma di violenza alle donne, non può rimanere in silenzio di fronte ad una violazione dei diritti della persona, alla sicurezza, all’integrità fisica e all’essere libera da torture e trattamenti disumani. Violentare una donna e l’idea di libertà che questa porta con sé è un atto vile e disumano. Ci batteremo affinché la comunità internazionale, i governi e la società civile si mobilitino contro questa forma di violenza di genere e ci impegneremo per sviluppare strategie e piani d’azione che puntino alla prevenzione della pratica e ad abbattere gli stereotipi di genere. Per l’efficacia dei piani di azione, però, è necessario che siano previste risorse di bilancio dedicate ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, all’istruzione femminile, al welfare e ai servizi legali: i governi a tutti i livelli devono fare la loro parte!

Il contrasto alle “Mutilazioni Genitali Femminili” rappresenta una battaglia che non riguarda solo le donne ma l’intero genere umano e mostreremo sempre tolleranza zero nei confronti di tale fenomeno affinché non si pensi più che in alcuni paesi “nascere donna è già un grande atto di coraggio in un mondo spietatamente violento e maschilista”. Debellare questa atroce forma di violenza è un traguardo raggiungibile ma affinché questo impegno si traduca in risultati concreti e duraturi bisogna agire senza sosta per vincere una battaglia che è di civiltà e umanità insieme. Noi siamo con tutte quelle donne vittime di ogni forma di patriarcato – conclude Maria Lippiello, la Coordinatrice della Campania degli Stati Generali delle Donne.

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