Comune, liquidata Net Service, dipendenti trasferiti ad Abc.

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Dopo un ampio dibattito, il Consiglio comunale ha approvato le due delibere riguardanti l’integrazione della revisione straordinaria delle partecipazioni e l’atto di indirizzo ad Abc perché valuti il passaggio diretto ad ABC dei lavoratori della Net Service a seguito della sua messa in liquidazione. Quest’ultimo atto è stato approvato a maggioranza, con appello nominale, e l’astensione dei gruppi di opposizione. I lavori proseguono.

Prima di passare alla trattazione delle delibere, sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle), che ha chiesto di trattare, a fine seduta, tre ordini del giorno non affrontati nella seduta dello scorso agosto. Sempre intervenendo sull’ordine dei lavori, il consigliere Andrea Santoro ha formulato gli auguri di buon lavoro al presidente Fucito per l’incarico, recentemente ricevuto in sede Anci, di coordinatore dei Consigli comunali italiani.

L’Aula è poi passata all’esame delle due delibere di proposta al Consiglio, approvate dalla Giunta il 3 agosto, riguardanti: l’integrazione alla revisione straordinaria delle partecipazioni – ricognizione delle partecipazioni possedute alla data del 23.9.2016 (delibera GC n.395) e 396, “Atto di indirizzo in merito al passaggio diretto del personale di net Service nella ABC Azienda Speciale a seguito della proposta di messa in liquidazione della Net Service” (delibera GC n. 396).

Entrambe le delibere sono proposte dall’assessore Panini, che le ha illustrate, spiegando che si tratta di atti in applicazione della legge Madia (L.175/2016), che prevede che gli Enti locali non possano avere partecipazioni in aziende non connesse a servizi di prima necessità. Panini ha ripercorso l’iter che ha portato alla revisione straordinaria delle partecipate del Comune di Napoli con la decisione, assunta a Luglio, di sospendere la decisione su Net Service, non più detenibile, per una più approfondita analisi dell’efficientamento di ABC e di completamento del ciclo integrato delle acque: di qui la delibera n. 395 che propone la liquidazione della Net Service. Con un atto distinto, la delibera 396 propone invece al Consiglio di dare indirizzo ad Abc di valutare il passaggio diretto dei lavoratori di Net Service nell’ottica del trasferimento ad ABC dell’intero ciclo integrato delle acque, e della candidatura dell’azienda speciale per la gestione del sistema idrico di tutti i 32 Comuni dell’ area metropolitana.

L’Assessore ha spiegato le ragioni per le quali si è proceduto con un atto di indirizzo all’azienda speciale che a sua volta dovrà compiere un atto gestionale per l’assunzione degli 87 lavoratori nell’ambito dell’efficientamento aziendale.

Nelle conclusioni, l’assessore Panini ha ringraziato tutti servizi del Comune, il presidente di ABC Sergio D’Angelo, l’ Amministratrice di Net Service ed i sindacati per il per il lavoro prezioso svolto nel rispetto assoluto delle norme.

Il dibattito è iniziato dopo gli interventi dei presidenti delle commissioni consiliari competenti che hanno preventivamente esaminato gli atti: il presidente della Commissione Lavoro Vincenzo Solombrino si è soffermato sulla indispensabilità e vantaggiosità del provvedimento dal punto di vista della conservazione di posti di lavoro; la presidente della Commissione Bilancio Manuela Mirra ha ripercorso gli approfondimenti svolti sulle questioni procedurali ed in particolare sulla non indispensabilità del parere dei Revisori; il presidente della commissione Infrastrutture, Nino Simeone, ha ricordato che Net Service lavora da 20 anni per ABC, e che l’assorbimento dei lavoratori e della loro professionalità consentirà un risparmio di 1,5 milioni all’anno che potranno essere reinvestiti per la manutenzione della rete idrica, consentendo la chiusura del ciclo integrato delle acque.

Nel dibattito, sono intervenuti molti consiglieri: per il consigliere Domenico Palmieri (Napoli Popolare) va sgomberato il campo da un equivoco, tenendo distinta la necessità di tutelare il lavoro di 87 persone, un punto sul quale nessuno obietta, dall’impianto deliberativo dei due documenti in discussione che presentano diverse criticità: la mancanza dei pareri di regolarità tecnica e contabile; l’anomalia di un documento sottoscritto solo dagli amministratori, un caso senza precedenti ed irrituale per un ambito così delicato; la scelta incoerente, rispetto ad altri atti di indirizzo simili, come la delibera 352 su Napoli Servizi, di non richiedere i pareri tecnici; l’effettiva entità del risparmio previsto di 1,5 milioni di euro; l’impatto effettivo sui conti economici dell’Ente.

Le molte perplessità sull’iter inedito seguito dall’amministrazione, anche contro le previsioni dello Statuto comunale (art. 79), e aspetti di merito, in particolare della delibera 396 e della poca chiarezza sul perché per l’assorbimento dei lavoratori non si sia proposta una procedura di evidenza pubblica, sono tutti aspetti che meritano risposte.

Il consigliere Federico Arienzo (PD), come già accaduto con la vicenda di Napoli Sociale, ha ricordato che oggi il tema non è una discussione tra chi è favorevole o contrario all’assunzione dei lavoratori ex Net Service – un aspetto sul quale il voto unanime all’ordine del giorno espresso dal Consiglio non lascia dubbi – ma la congruità degli atti così come sono stati predisposti; sul risparmio previsto di 1,5 milioni, non ci sono certezze sulla effettiva entità di queste cifre, e si poteva ben chiedere una verifica dei Revisori; il loro parere non è obbligatorio, ma neppure vietato, ed avrebbe potuto rasserenare sulla correttezza delle procedure ed evitare problemi che potrebbero sorgere in seguito, e ciò nell’interesse soprattutto dei lavoratori, così come un percorso condiviso, di Giunta e Consiglio, avrebbe consentito di prendere celermente le decisioni necessarie.

Il consigliere Brambilla (Mov. 5 Stelle) ha innanzitutto ripercorso le diverse tappe che, fin dal 2012, hanno prefigurato il futuro dei lavoratori della Net Service e le scelte amministrative per il completamento del ciclo integrale delle acque, percorsi che finora non sono stati completati, così come è stata disattesa la scadenza prevista dal decreto Madia sulla ricognizione delle partecipate (30 settembre 2017); ABC non è dunque ad oggi, ancora, il soggetto del ciclo integrato delle acque, perché non c’è ancora stato il passaggio di tutti gli impianti fognari ad ABC, e l’amministrazione ripropone la messa in liquidazione di Net Service, che il Consiglio aveva già approvato, e l’assunzione da parte dell’azienda speciale, invece che la fusione per incorporazione che dal primo momento era stata prefigurata; in conclusione, considerato anche che la scelta di indirizzo avrà comunque risvolti economici sulla vita dell’azienda speciale, il consigliere Brambilla ha annunciato l’astensione sulla delibera nella speranza che nel frattempo siano chiariti tutti gli aspetti critici.

Santoro (Misto Fratelli d’Italia) ha espresso la preoccupazione che la delibera in discussione possa aprire un nuovo calvario per i lavoratori; occorre interrogarsi sui motivi per i quali non è stata fatta la fusione che sarebbe stato un percorso più realistico e le ragioni vanno rintracciate nel fatto che ancora non è stato completato il ciclo integrato delle acque, nella prosecuzione della gestione straordinaria di ABC, nell’accumularsi di incarichi in capo al direttore generale dell’azienda; sulla questione del mancato parere, richiesto, da parte dei Revisori dei Conti sulla delibera, ha evidenziato la necessità di una più attenta valutazione dei costi dell’assorbimento che la delibera delinea in modo ambiguo. Se è da apprezzare lo sforzo di salvare posti di lavoro, tuttavia, vanno chiarite le questioni relative ai procedimenti giudiziari a carico di alcuni dei lavoratori per danni erariali (da parte della Corte dei Conti) per essere corretti e trasparenti nei confronti dei lavoratori e della città.

Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) ha sottolineato la sfida globale dell’acqua e un’operazione che mira a renderci più credibili verso i nostri competitor; vero che l’amministrazione aveva già assolto a degli atti, ma la normativa nel frattempo si è modificata; l’operazione nasce perché a dicembre scorso il Consiglio ha dato questa indicazione, di avere una strategia più ampia per candidarsi alla gestione dell’intero ciclo integrato delle acque; certo, questa operazione non basta, serviranno ulteriori passaggi, e questi garantiranno un risparmio di un milione e duecentomila euro per il cambio di contratto; dopo il consolidamento di questa operazione, quando il bilancio di ABC verrà in Consiglio, allora il collegio dei revisori si pronuncerà; la scelta è positiva, e va riconosciuto per questo lavoro il merito del Consiglio comunale.

Venanzoni (Partito Democratico) ha definito un atto di coraggio l’assunzione di responsabilità del commissario di ABC rispetto a questa operazione, mentre non è condivisibile quanto da lui detto in conferenza stampa a San Giacomo sul fatto che l’acqua sarà regalata a chi non può pagare, una frase che può prestare il fianco a cattive interpretazioni. Inoltre, non è condivisibile l’atteggiamento del Sindaco che dichiara di aver reso pubblico il servizio idrico: l’acqua è sempre stata pubblica, e si è solo operata una trasformazione societaria; i lavoratori di Net Service devono anche sapere che finora nessuno si è assunta la responsabilità di portarli in ABC, si chiede al Consiglio un voto unanime, mentre è giusto sapere delle pronunce della Corte dei Conti su alcune decisioni dell’azienda proprio rispetto alla Net Service; nelle commissioni era stato chiesto se vi fossero vie alternative e perché, rispetto a situazioni analoghe, ad esempio per Napoli Servizi, si erano adottate modalità diverse.

Per Andreozzi (Dema) è strano che, dopo quattro riunioni di commissione in cui è stato approfondito l’atto e sono stati forniti i chiarimenti dovuti da parte degli uffici, si continui a dire che non si comprendono i motivi della delibera; non vanno sottovalutati tutti i provvedimenti normativi nazionali che strozzano la città, e se la città non è fallita lo si deve alla responsabilità della maggioranza che finora ha sempre votato gli atti, anche senza la partecipazione dell’opposizione e a volte contro il parere dei revisori dei conti.

Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) ha ribadito che non è in discussione la natura pubblica del servizio idrico o la capacità professionale dei lavoratori della Net Service; oggi si discute solo delle procedure adottate dalla Giunta e della necessità di tutelare i lavoratori rispetto a scelte future da parte degli altri Comuni dell’ambito; alla luce di queste considerazioni, ha annunciato l’astensione.

Rinaldi (Dema) ha osservato che non è un onere solo dell’amministrazione produrre atti, per cui se le forze di opposizione avessero voluto produrre un’alternativa avrebbero potuto farlo; la difesa dell’acqua pubblica è stata adottata sin dal primo giorno della vita di questa amministrazione, e vanno messi in campo atti per efficientare l’azienda e questo atto si inserisce in questo solco, con il recupero di risorse; Napoli è l’unica città italiana che ha dato seguito al referendum sull’acqua pubblica ed è vero che non è questa delibera a salvare i lavoratori, perché si sta solo dando un indirizzo al commissario di ABC che dovrà vedere se è possibile il passaggio ad ABC in base alle norme vigenti.

Intervenuto sull’ordine dei lavori, il consigliere Venanzoni ha chiesto chiarimenti sul perché un articolo del Mattino on line desse già per approvato l’atto. Il dibattito è proseguito con Gaudini (Verdi Sfasteriati) che ha condiviso gli interventi sul rispetto del referendum sull’acqua pubblica e rilevato un eccesso di preoccupazioni rispetto all’approvazione dell’atto; nella relazione del commissario di ABC si fa riferimento ad un risparmio di risorse, risparmio su cui la Giunta dovrà vigilare e che dovranno essere finalizzati all’attuazione di efficientamento energetico e lotta agli sprechi.

Moretto (Prima Napoli) ha evidenziato l’importanza di tener presenti le trasformazioni che ha subito negli ultimi anni l’Arin e poi l’Abc, e ha ricordato la funzione di Net Service, la cui situazione ambigua andava approfondita in Commissione prima di arrivare in Consiglio. I presupposti della delibera non consentono di avere rassicurazioni su molti aspetti, e di fornire le giuste garanzie ai lavoratori.

Dopo l’ intervento per “fatto personale” del consigliere Rosario Andreozzi (Dema), che è intervenuto per replicare ad un passaggio dell’intervento del consigliere Nonno, è intervenuto l’assessore Panini per la replica al dibattito.

Nella replica, l’assessore Panini ha precisato che la decisione proposta con le delibere 395 e 396 corregge, alla luce delle intervenute modifiche legislative, la modalità della liquidazione mediante fusione per incorporazione, non più possibile, della Net Service, e pone un tassello decisivo nel completamento del ciclo integrato delle acque; si dà l’indirizzo all’azienda di valutare il trasferimento in ABC dei lavoratori che operano attualmente in Net Service, e così si scongiura la cassa integrazione altrimenti inevitabile. Si tratta, ha proseguito, di un’assunzione di responsabilità per il rafforzamento dell’acqua pubblica e il mantenimento di 87 posti di lavoro nel rispetto della legalità e della trasparenza. La lunga discussione sulle procedure appare paradossale alla luce degli atti proposti, ha concluso, ricordando che nel caso di Napoli Servizi il Consiglio si era espresso nei documenti di bilancio ed oggi è chiamato ad esprimersi con un atto di indirizzo al quale dovranno seguire atti gestionali dell’azienda che saranno sottoposto al controllo dei revisori dei conti di ABC. Scomparsa dell’IVA, passaggio a tipologia contrattuale diversa, trasferimento della tariffa di fognatura ad ABC sono, infine, le componenti essenziali del risparmio economico che si produrrà a seguito dell’approvazione delle due delibere.

Dopo aver verificato con l’appello il numero legale (presenti 22 consiglieri), il Consiglio ha approvato a maggioranza, con l’astensione dei gruppi di opposizione, la delibera n. 395 del 3.8.2018 per l’integrazione della revisione straordinaria delle partecipazioni. Subito dopo, è arrivata al voto anche la delibera n. 396, contenente l’atto di indirizzo ad Abc perché valuti il passaggio diretto ad ABC dei lavoratori della Net Service a seguito della sua messa in liquidazione. Dichiarato irricevibile un emendamento proposto dal consigliere Santoro – volto a sospendere il passaggio di quei lavoratori che abbiano procedimenti pendenti per danni erariali – con la motivazione, esposta dall’assessore, che il passaggio rientra nella responsabilità gestionale dell’azienda, lo stesso emendamento è stato respinto a maggioranza.

Dopo la dichiarazione di voto di astensione di Brambilla (Mov. 5 Stelle) che ha precisato i motivi di preoccupazione già esposti e non fugati dalla replica dell’assessore, di Nonno (Misto Fratelli d?Italia) che ha dichiarato che sarebbe rimasto in Aula, pur astenendosi, in considerazione dell’interesse dei lavoratori, di Arienzo (PD) che ha rimarcato l’assenza di risposte coerenti alle questioni sollevate nel dibattito, di Guangi (Forza Italia) che ha richiamato le perplessità in merito all’assenza del parere dei revisori, la delibera n. 396, infine, è stata votata con appello nominale ed approvata con 22 sì e 7 astenuti.
Subito dopo, il Consiglio ha cominciato l’esame delle altre delibere comprese nell’ordine dei lavori

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