Napoli città delle mille contraddizioni.

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di Anna Zollo

La città di Napoli, cantata, raffigurata dai più importanti cantanti, poesti scrittori è sempre stata un luogo pieno di immensa contraddizioni.

Amata dai turisti, bistratatta e denigrata dai cittadini stessi.

Chi descrive la città la vede come un organismo vivente che si genera e rigenera continuamente. Mai uguale a se stessa, sempre in movimento.

Dove è possibile leggervi una povertà assoltuta nei “quartieri” ma anche ricchezza in quello che viene definito il salotto “buono”.
Alla povertà materiale si lega però una ricchezza d’animo immensa. Dove tutti si aiutano, ” pe tirà a campà”.

La vivacità di Napoli si sente in quelli che sono definiti i quartieri poveri dove pullulano una miriade di persone tutte diverse, dove è facile assistere a scene di vita vissuta ( scippi, ma anche persone che offrono cibo a chi ne ha necessità).

Strade piene, di bancarelle di mercatini. Dove è possibile ascoltare storie che sembrano irreali, ma che invece sono vita vera.

Una città piena di sapori, colori, oltre che di saperi.

Una città decantata e sceta da tutti gli intellettuali del XVIII e XIX secolo per arricchire la propria cultura.

Il Cristo Velato, la cappella di San Gennaro, i decumani, Santa Chiara sono solo alcune delle opere che si possono ammirare, dove è possibile farsi coinvolgere da atmosfere mistiche e misteriose.
Ma Napoli oggi ha una grossa scommessa da vincere, quella di risalire il baratro in cui è caduta.

Una città che oggi è conosciuta anche come quella che sta cercando di scommettere sulla cultura, che è andata alla ribalta delle cronache per la meravigliosa e suggestiva metropolitana, meta scelta ammirata e fotografata da chiunque la fruisca.

Ma anche città dove uscito da questo gioello culturale, incappi in scen com quelle della metropolitana che passa da Piazza Dante, sporca abbandonata e insicura.

Fondamentale quindi priappropiarsi della propria identità e delle proprie radici.
Promuovere le bellezze non solo artistiche ma soprattuto identitarie.
Uno splendido esempio è questo che vi riproponiamo di seguito

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