Opeerazione dei Carabinieri Forestali a tutela del Provolone del Monaco Dop.

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Provolone del Monaco Dop e Vitellone Bianco dell’appennino centrale igp: due eccellenze italiane che in questo luglio rovente sono stati al centro di importanti operazioni condotte dai Carabinieri Forestali. Azioni che hanno scongiurato danni ai consumatori consentendo di elevare pesanti sanzioni a chi è uscito fuori dai binari della regolarità. Carne non tracciata sequestrata, formaggio che ha seguito la stessa sorte in alcuni esercizi commerciali.

Provolone del Monaco Dop preincartato e privo di etichetta con loghi ministeriali ed europei afferenti la Denominazione di Origine Protetta, unitamente a confezioni preincartate e prive delle informazioni di cui all’articolo 9 del Disciplinare di Produzione sono stati rinvenuti nel banco dei formaggi. Violazioni che sono costate care ad una nota catena di supermercati dell’area nolana. Il titolare si è visto elevare una contravvenzione di importo ridotto pari a 6mila euro dai carabinieri forestali che hanno effettuato il controllo.

“Doveroso ringraziare i militari dell’arma che hanno condotto a termine l’operazione –spiega il presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop Giosuè De Simone– con questa azione si è messo fine ad un malcostume che sicuramente può arrecare danno al consumatore. La tutela ed il rispetto del cliente deve essere al primo posto di chi intende commerciare prodotti di grande eccellenza come il nostro e la garanzia dell’integrità e dell’autenticità non deve mai essere persa di vista”.

Nelle stesso periodo sono state condotte in porto operazioni analoghe che riguardano la carne del “vitellone dell’appennino bianco igp” meglio conosciuta dai consumatori con la denominazione di chianina, marchigiana e romagnola. Anche in questi casi i Carabinieri-Forestali hanno riscontrato l’assenza di tracciabilità ma soprattutto di assenza dei prodotti a denominazione dai registri di carico.

In questo caso è scattato il sequestro di tutta la merce oltre alla sanzione di 14mila euro. La grande popolarità e diffusione di questo prodotto ha fatto scattare un campanello d’allarme nei controllori che in questo caso hanno potuto accertare che il prodotto originale era presente soltanto nella pubblicità esposta.

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