Poliziotto ucciso, arrestati altri due rom. Il cordoglio di politici e sindacati di Polizia.

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Sono stati rintracciati anche gli altri due componenti la banda di malviventi coinvolta nell’incidente in cui ha perso la vita l’agente scelto Pasquale Apicella. I due sono sotto interrogatorio.

Sono stati invece arrestati i malviventi bloccati ieri mattina: si tratta di due serbocroati, 27 e 40 anni, entrambi residenti nel campo rom di Giugliano in Campania (Napoli).

Gli investigatori della Polizia di Stato contestano ai due l’ omicidio volontario, lesioni personali dolose, tentativo di rapina aggravata e ricettazione.

Un poliziotto di 37 anni è morto ed un altro è rimasto ferito a Napoli nel tentativo di bloccare gli autori di un colpo in banca.

L’auto degli agenti della pattuglia del commissariato di Secondigliano, all’altezza di Calata Capodichino, ha cercato di frapporre un blocco alla fuga della vettura sulla quale si trovavano gli autori del colpo ma è stata travolta dagli uomini in fuga. I due rapinatori feriti nello scontro sono stati bloccati.

“L’UGL esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla Polizia di Stato e alla famiglia dell’agente scelto di 37 anni, Pasquale Apicella, che non ha esitato ad intervenire ed è rimasto ucciso nel tentativo di sventare un furto in banca. Le Forze dell’Ordine sono eroi quotidiani e silenziosi al servizio dei cittadini e mettono a rischio la propria vita per garantire la nostra sicurezza. Crimini del genere vanno puniti con la massima severità”. Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito all’uccisione di un agente scelto di 37 anni che ha perso la vita in uno scontro frontale con l’auto mentre era in servizio a Napoli, nel tentativo di sventare una rapina.  “Chiediamo giustizia per questa giovane vita spezzata e ci auguriamo che simili tragedie non si ripetano”.
“Col cuore gonfio di dolore esprimo la mia solidarietà alla famiglia di Pasquale Apicella, giovane poliziotto che ieri ha perso la vita a Napoli, dopo aver sventato, insieme ad un collega, una rapina ad una banca nella zona di Capodichino. Chiamerò il Questore Giuliano, al quale rappresenterò la mia vicinanza alla grande famiglia della Polizia di Stato, cui rinnovo il ringraziamento per il grande lavoro con cui garantisce quotidianamente la sicurezza degli italiani. Napoli merita ben altre attenzioni e provvedimenti. La speranza è che il ministro Lamorgese possa dedicarvi maggiore tempo, magari concentrandosi su quelle sacche di illegalità, come i campi Rom, colpevolmente tollerate. Occorrerà riprendere quel  lavoro, iniziato col ministro Salvini, che tendeva innanzitutto ad incentivare e rendere sicuro l’impegno di chi lotta in prima linea contro il crimine: quale componente della Commissione Difesa della Camera, continuerò a battermi in questa direzione”.
Lo dichiara la deputata campana della Lega Pina Castiello.

 

“Alla famiglia e al Corpo della Polizia di Stato esprimo il mio cordoglio per la morte in servizio dell’agente scelto Pasquale Apicella, che, questa mattina, è rimasto ucciso nel tentativo di bloccare gli autori di una rapina in banca a Napoli”.  Così il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli (FdI): “La nostra Patria perde un altro giovane eroe in divisa che si è sacrificato per tutelare la sicurezza di tutti noi e che merita giustizia. Ai responsabili, che certamente saranno persone pluripregiudicate e che in nessun’altra nazione sarebbero ancora in libertà, si spera venga contestato l’omicidio volontario e, come previsto dalla legge, applicata la pena dell’ergastolo. Al secondo agente rimasto ferito l’augurio di una pronta guarigione” conclude Cirielli.

Un’altra vita in divisa è stata spenta, spenta sempre per le stesse responsabilità di chi non doveva permettere ai “soliti delinquenti” di essere in strada e potere liberamente delinquere sapendo che la Giustizia in Italia è prossima a dissolversi completamente.

Un’altra vita, al pari di quelle di Giovanni Falcone e la sua Scorta, di Paolo Borsellino e dei tantissimi eroi la cui memoria viene continuamente e totalmente calpestata da Governi che non sanno come portare avanti la Repubblica Italiana e, come per le scarcerazioni eccellenti, sembrano timorosi di intraprendere iniziative atte a combattere micro e macro criminalità.

I “carnefici”, i Boss, chiunque calpesta la Legge, che ammazza gente innocente, che vìola tutti i diritti della gente onesta, sanno che saranno tutelati piu’ della gente onesta e che beneficeranno, come sempre, delle solite illimitate libertà perché l’Italia è, ormai allo sbando totale dove lo Stato è diventato il fantasma di se stesso.

Sono anni che stiamo protestando per la CERTEZZA DELLA PENA e del TRIPLICARE IL MINIMO EDITTALE DELLE PENE, ma i Governi sembrano assediati dalla paura e dal terrore, di tutto e di tutti, sempre pronti a piegarsi davanti a chi delle Leggi e della VITA UMANA se ne fa beffe.

Oggi piangiamo un’altra vita spenta da chi sa che in Italia si puo’ delinquere liberamente senza mai pagare lo scotto delle proprie azioni.

Tutto prevedibile, sempre la solita storia, ma i Governi anzichè accogliere le nostre richieste preferiscono che ci sia sempre il morto, che non puo’ difendersi e la cui memoria verrà, come al solito, calpestata e derisa.

Governi che si limitano ai soliti comunicati di cordoglio, alle solite passerelle politiche, alle solite solidarietà ma, nei fatti, ne sono l’autore materiale, il mandante, con la propria immobilità e la loro immensa paura.

Da quando Salvatore D’ADDARIO fu ammazzato, lanciammo il monito, ad oggi nulla è cambiato se non l’aumento delle vite in divisa spente, ed oggi è toccato a Pasquale APICELLA … ma sappiamo che ce ne saranno tanti altri di Pasquale Apicella, senza tutele, senza regole di ingaggio e senza gli strumenti normativi utili a poter svolgere il proprio lavoro al meglio… e  i loro carnefici saranno sempre liberi di potere tornare ad  ammazzare senza soste.

Nel corso della notte appena trascorsa  un giovane poliziotto è stato barbaramente ucciso da un gruppo di uomini, probabilmente di etnia Rom, che pur di assicurarsi l’impunità dopo un colpo in banca, non hanno esitato a speronare una volante della Polizia di Stato.

Di commozione  sono le parole  del Segretario Generale Provinciale partenopeo del Sindacato di Polizia Coisp Giuseppe Raimondi che afferma: ”  in questo momento la sensazione è solo di immenso dolore, di grande rabbia per la morte di un giovane poliziotto che ha avuto come sua unica colpa quella di svolgere il lavoro per cui è pagato e di farlo con la massima abnegazione e senso del dovere. Queste non sono parole vuote, ma racchiudono tutta l’essenza di essere poliziotti, uomini dello Stato che pur nella consapevolezza del rischio estremo  che corrono, non esitano a mettere in pericolo addirittura la propria vita per i diritti costituzionalmente preposti. Come uomo e come poliziotto, a nome mio e di tutto il Sindacato che rappresento, mi stringo forte alla famiglia ed agli amici che stanno vivendo questo terribile momento che purtroppo lascerà delle cicatrici insanabili.”

“ Questo è sicuramente il momento di piangere il caro Pasquale – prosegue sempre più duramente Raimondi – ma è anche il momento di fare delle riflessioni proprio per rendere onore all’eroe caduto ed a tutti quelli che come lui quotidianamente mettono a rischio la vita. Noi moriamo per metterli in galera, sacrifichiamo tutto, e poi dobbiamo assistere inermi a scelte, a mio parere, scriteriate che vedono delinquenti anche di grosso calibro , scarcerati e rimessi in libertà. E non mi riferisco solo ai fatti di questi giorni, ma più in generale.  Le indagini chiariranno ogni aspetto, ma sembrerebbe che i tre rapinatori fossero stranieri, probabilmente già espulsi o senza requisiti per restare in Italia, ed allora perché erano ancora liberi di delinquere? Perché non erano stati già cacciati via dallo Stato? A queste parole bisogna dare risposte, Pasquale lo merita e lo meritiamo tutti noi uomini e donne in divisa e tutti gli onesti cittadini che oggi siamo tutti Pasquale. “

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