Gazzetta di Napoli dà voce e riscontro ai borsisti del Concorsone della Regione Campania, intervista all’on. Casciello (FI).

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di Sara Esposito

Gazzetta di Napoli dopo le tante e protratte polemiche sul cosiddetto “Concorsone” della Regione Campania dà riscontro all’appello dei 1863 borsisti convolti.

In merito alla vicenda abbiamo voluto intervistare l’Onorevole Gigi Casciello: Deputato di Forza Italia, componente della commissione parlamentare cultura, istruzione, ricerca, università, spettacolo e beni culturali alla camera dei deputati e consigliere politico del Ministro del Sud, Onorevole Mara Carfagna.

Gigi Casciello è stato il primo parlamentare ad affrontare le problematiche del “Concorsone” regionale chiedendo l’intervento del Ministro della Pubblica Amministrazione, Onorevole Renato Brunetta.

“La situazione è molto semplice: se non ci fosse stata la norma semplificazione varata dal ministro Brunetta, il concorso non si sarebbe completato o comunque non adesso e voglio ricordare che questo è il Paese in cui appena 3 anni fa furono bloccate tutte le assunzioni delle persone che avevano sostenuto e vinto altri concorsi, tra cui quello per le autorità di bacino.

Dunque la “norma Brunetta” su cui abbiamo lavorato anche con il Ministro del Sud Onorevole Mara Carfagna, è stata decisiva tanto che il Presidente della Regione Vincenzo De Luca si è espresso in maniera lusinghiera, ringraziando il Ministro Brunetta per l’inserimento della norma nel decreto covid relativo alla semplificazione.

Questo è un concorso per accesso alla Pubblica Amministrazione con contratti a tempo indeterminato, in cui andavano sostenute due prove finali, ora invece i borsisti ne sosterranno una.

Le prove che hanno sostenuto i partecipanti non sono prove di concorso ma prove di accesso al tirocinio, questo è l’equivoco di fondo. Dico due cose che credo fondamentali: innanzitutto chi ha bandito questo concorso ha la responsabilità di aver pensato a una modalità decisamente farraginosa che ha determinato incertezze.

Ci sono persone che hanno svolto 10 mesi di tirocinio con rimborso, fra cui anche persone che avevano già un altro lavoro, che si sono messe in aspettativa rinunciando allo stipendio ecc. immaginando di iniziare un percorso migliore nella propria vita…

Il concorso è stato concepito male anzi malissimo: ora grazie alla nuova norma è stata eliminata una prova e questo costituisce già una sostanziosa semplificazione. Qualcuno però ha alimentato polemiche inutili invocando una prova finale con una semplice tesina sul tirocinio svolto, dando tra l’altro un’idea assolutamente sbagliata dei tirocinanti, che sono invece persone qualificate che hanno dato un contributo fondamentale alle amministrazioni presso le quali hanno sostenuto il tirocinio. Mi dispiace inoltre che i sindacati abbiamo soffiato sul fuoco spingendosi addirittura a chiedere una pre-iscrizione al sindacato ai tirocinanti coinvolti, una cosa fuori dal buon senso e se mi permette fuori dal garbo istituzionale.

In ogni caso è già stato fornito dal Formez in piattaforma, un elenco di argomenti dai quali saranno attinte le domande della prova finale e ho personalmente sollecitato, considerato che nonostante io sia stato il primo ad avanzare la proposta – è stata esclusa l’ipotesi di una banca dati – di rendere la prova finale quanto più possibile omogenea e organica rispetto al tirocinio e ai singoli profili.

E’ stata data una risposta seria e concreta: il concorso infatti si completerà in tempi brevissimi. Non è stato modificato il bando iniziale, mi auguro dunque che tutti superino la prova e sono particolarmente soddisfatto del fatto che per la graduatoria finale, saranno valutati i titoli: questo è un Paese che si rimette in piedi dal merito e non dalle sanatorie.

Abbiamo bisogno di personale estremamente qualificato ed è giusto che chi ha fatto un percorso importante di studi nella propria vita, non venga equiparato a chi questo percorso importante non lo ha fatto.

 

D: Cosa accadrà adesso?

R: Penso che il tutto si risolverà con lo svolgimento della prova scritta che verterà sugli argomenti indicati per i tirocinanti, già presenti dal 10 maggio in piattaforma. Chi ha fatto credere a possibili soluzioni diverse, ha la grande responsabilità di aver soffiato sul fuoco e questa è la cosa grave, perché non si strumentalizza l’attesa di tante persone che hanno lavorato con impegno.

 

D: Lei di questa situazione cosa ne pensa? Mi sembra di capire che sia dalla parte dei tirocinanti….

R: Quando nessuno sapeva che fine avrebbe fatto questo concorso e tutti lo avevano sottovalutato io mi sono interessato alla vicenda e ringrazio ancora una volta il Ministro Brunetta per il lavoro svolto. Inoltre ricordo che chi ha affrontato questo concorso ha sicuramente letto il bando e sapeva quindi benissimo di dover sostenere: sia le prove che ha sostenuto per accedere al tirocinio sia che in aggiunta successivamente avrebbe dovuto sostenere 2 prove finali una scritta e una orale.

Il concorso è stato sbloccato, si semplifica e si elimina una prova, mi pare che si possa essere ampiamente soddisfatti.

Il Pd, aggiungo, aveva presentato un emendamento al Senato per chiedere solo una prova orale semplificata. Aver ritirato l’emendamento ritengo sia stata una scelta di buon senso.

Alla Pubblica Amministrazione si accede per concorso non tramite tirocinio lo dice, anzi lo sancisce la Costituzione stessa. Ora bisogna rasserenare gli animi e permettere lo svolgimento della prova finale nel modo più equo possibile.”

 

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1 COMMENTO

  1. Tutto vero, i concorsisti sapevano di dover effettuare un’altra prova scritta ed un orale prima della semplificazione. Non sapevano, però che la prima prova fosse sola per accedere al tirocinio (perché non è vero, non è inserito nel bando e lo stesso Bonisoli lo definì concorso-corso) e la valutazione dei titoli era già prevista da bando. Ciò detto una prova in meno è meglio di niente, ma sia ben chiaro che NESSUNO negli ultimi 30 anni ha sostenuto una tale mole di attività per entrare nella PA.

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