Nappi (FI): dati Eurispes, Istat, Cgia, uno stillicidio per il Sud, servono fatti, non convegni, alternativa al malgoverno Pd-M5S.

“La retorica di PD e 5 Stelle sul loro essere “difensori delle ragioni del Sud” ha ricevuto oggi l’ennesima pesante smentita. I dati Eurispes  dimostrano infatti come siano proprio i loro governi ad aver aggravato in questi ultimi anni  il divario, che sta ora  toccando livelli di diseguaglianze nei trasferimenti e nella spesa che non erano mai stati raggiunti in precedenza. Tutto questo però è accaduto con la complicità di una classe dirigente meridionale inadeguata. Ecco perché la prima grande battaglia da vincere è quella del rinnovamento della rappresentanza politica. Le migliori energie del centrodestra sono impegnate in questa direzione dando vita ad idee, proposte e progetti che restituiranno finalmente dignità al Sud”.

“Le imprese italiane camminano col freno a mano tirato: 138 miliardi di tasse e burocrazia all’anno. La nostra economia parte da meno 8, cioè il peso di questo fardello sul Pil. I dati diffusi dalla Cgia  sono ancora più preoccupanti quando riguardano il Sud, dove le imprese fanno ancora più fatica e la pubblica amministrazione è meno efficiente. Ecco perché il governo ha il dovere di  puntare davvero al rilancio del Sud. Noi chiediamo la riduzione delle tasse sulle imprese che operano da sole in contesti difficili e sul lavoro, per sviluppare occupazione sana e non assistenzialismo e lavoro nero. Pretendiamo sicurezza per sconfiggere l’illegalità e sopratutto un intervento strutturale sulla pubblica amministrazione che, se profondamente rinnovata, può diventare volano alla crescita e non solamente un costo”.

“Il fallimento è nelle cose. E’ sotto gli occhi di tutti ed è certificato dai numeri: lo strumento reddito di cittadinanza  non riesce a dare le risposte necessarie e per di più blocca ingenti risorse. Non essendo inoltre in grado di garantire l’incrocio domanda- offerta di lavoro, non da risposte alla disoccupazione di lunga durata e non mette in campo neppure strategie di inclusione sociale”. Lo dichiara in una nota Severino Nappi, Il Nostro Posto. “ E così i dati Istat diffusi oggi del mese di dicembre mostrano la perdita più ampia di posti di lavoro: 79 mila occupati in meno tra novembre e dicembre, un tasso di disoccupazione, quindi, terzo più alto in Europa. Nel Mezzogiorno in particolare si è raggiunta una disoccupazione pari a +2,9% a cui si unisce una percentuale di inoccupati pari a +4,4%. Una strage -conclude Nappi- che nasce dall’incapacità di tutelare nuovi lavori e dare risposte ai lavoratori del futuro”.

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