Whirlpool, Palombella (Uilm): positivo incontro col ministro. Nappi: da Di Maio solo retorica.

Un momento della manifestazione dei lavoratori Whirlpool da piazza della Repubblica al Ministero dello Sviluppo Economico. Roma, 4 ottobre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI
“Positivo l’incontro con il ministro Patuanelli che ha dichiarato il sostegno del Governo ai lavoratori contro la chiusura dello stabilimento di Napoli. Mercoledì siamo stati convocati dal Presidente del Consiglio Conte e ci aspettiamo fatti concreti per salvaguardare l’occupazione, il futuro dello stabilimento e di un territorio già in difficoltà”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale della Uilm dopo incontro al Mise con il ministro Patuanelli.
 
“Ci sono le condizioni per far rimanere la produzione di lavatrici a Napoli – continua il leader Uilm – e i livelli occupazionali attuali importando commesse da altri stabilimenti europei”.
 
“Serve un acquirente credibile, con un progetto industriale solido e che dia reali e durature prospettive occupazionali ai lavoratori di Napoli e di tutta Italia. Questo non può essere una start up svizzera con 180 mIla franchi di capitale sociale” prosegue Palombella.
 
“Non arretreremo di un millimetro – conclude – finché non avremo un piano industriale serio e condiviso dai lavoratori”.

 

“Pieno sostegno alla lotta dei lavoratori della Whirlpool di Napoli. E’ ora che il Governo, invece di limitarsi a mettere il broncio con gli americani, faccia il suo lavoro  seriamente e pretenda il rispetto che il nostro Paese merita in questa vicenda. Perché la verità è che Whirlpool ha preso in giro l’Italia, non solo i suoi lavoratori, rimangiandosi impegni assunti ad un tavolo istituzionale”.

Così in una nota Severino Nappi, Presidente Associazione Nord Sud.  “La responsabilità politica di tutto quello che sta accadendo, però, ha nomi e cognomi e sono quelli di chi – a partire da Luigi Di Maio – hanno millantato di essere capaci di rappresentare una nuova politica rivelandosi solo degli incompetenti. Dignità e rispetto dei lavoratori non sono optional su cui fare retorica -sottolinea Nappi – ma sono il principale dovere di chi rappresenta una comunità ”.

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