“Il gioco d’azzardo, lo Stato e le Mafie”, presentazione alla liberia Ubik

Venerdì 16 febbraio alle ore 11.00 alla libreria Ubik di Napoli (via Benedetto Croce 28) verrà presentato “Il gioco d’azzardo, lo Stato e le Mafie“. Il libro, promosso dal Comitato “Mettiamoci in Gioco Campania“, affronta il tema del gioco d’azzardo analizzando cosa voglia potenzialmente significare per le casse statali e per la malavita organizzata.

Nel rilanciare la battaglia contro i rischi da gioco d’azzardo ripartono i percorsi di sensibilizzazione itineranti, consapevoli che solo uniti si può debellare tale piaga sociale. La connessione tra le mafie e il mercato del gioco d’azzardo è una realtà di grande rilevanza e attraverso il libro si sottolinea l’importanza di sollevare la questione e di mantenerla al centro dell’attenzione e del dibattito pubblico.

A discuterne con l’autore Rocco Sciarrone ci saranno padre Alex Zanotelli, Denise Amerini (Mettiamoci in Gioco Campania), don Armando Zappolini (portavoce nazionale Mettiamoci in Gioco), l’assessore alla Legalità della Regione Campania Mario Morcone e il professor Isaia Sales (ordinario di Storia delle Mafie all’Università Suor Orsola Benincasa).

SINOSSI

Una posta di oltre centotrenta miliardi di euro all’anno: tanto vale il mercato italiano dei giochi d’azzardo, tra i più estesi e in crescita a livello mondiale. Il suo sviluppo è dovuto soprattutto alla progressiva espansione dell’offerta di giochi negli ultimi trent’anni, favorita da scelte politiche orientate a incrementare il prelievo fiscale a beneficio del bilancio dello Stato. Una liberalizzazione che ha inoltre prodotto ingenti profitti a vantaggio delle imprese concessionarie a cui è delegata la gestione del settore. Il mercato dell’azzardo genera rilevanti esternalità negative. Oltre ai problemi connessi al gioco patologico e quindi ai conseguenti costi sociosanitari da sostenere, emerge la sua vulnerabilità rispetto alla criminalità organizzata. Su questi aspetti critici si registra un dibattito pubblico e politico fortemente polarizzato, che assume spesso la forma di una contrapposizione tra proibizionisti e antiproibizionisti. In realtà, la questione della permeabilità criminale – proprio come quella relativa alla salute pubblica – solleva problemi riconducibili agli assetti istituzionali del comparto. Costruito a partire dai risultati di una vasta ricerca empirica, questo libro approfondisce i processi di regolazione del mercato dei giochi d’azzardo, analizzando in particolare il ruolo esercitato dalle mafie. L’indagine è basata su una duplice prospettiva: una orientata a capire come funziona concretamente il settore, ricostruendo le filiere di mercato e gli interessi economici in campo; l’altra focalizzata sulle strategie dei gruppi mafiosi, con riferimento sia al gioco su rete fisica sia al gioco online, in grande espansione negli ultimi anni. Rifuggendo da una prospettiva «mafiocentrica», incentrata cioè esclusivamente sull’attore criminale, lo studio mette in evidenza la porosità della dicotomia legale-illegale che sembra contraddistinguere il mercato dell’azzardo, contribuendo a una più precisa conoscenza del rapporto tra gioco e fenomeni mafiosi per offrire proposte di policy per il dibattito pubblico in corso.

GLI AUTORI

Rocco Sciarrone insegna Sociologia delle mafie e Processi di regolazione e reti criminali presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, dove è direttore di Larco (Laboratorio di Analisi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata) e condirettore del Centro «Luigi Bobbio» per la ricerca sociale pubblica e applicata.

Federico Esposito ha conseguito il dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II e attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.

Lorenzo Picarella ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata presso l’Università Statale di Milano e attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.