Fellini, la dolce vita di Federico, il Balletto di Siena al Teatro Cilea il 17 e 18 ottobre.

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In occasione dei quarant’anni dalla morte di Nino Rota e degli imminenti cento anni dalla nascita di  Federico Fellini, il Balletto di Siena vuole celebrare il genio di queste due figure chiave del Cinema  e della cultura italiana.

Il Balletto di Siena con “Fellini, la dolce vita di Federico”  calcherà il palco del Teatro Cilea dal 16 al 17 Ottobre. à.

I biglietti saranno acquistabili su https://www.azzurroservice.net/biglietti/fellini-la-dolce-vita-di-federico/#.YTdle9_OPcs o direttamente al bottegino. Per gli studenti il costo del biglietto è di 10 euro ed è acquistabile solo al botteghino a tale prezzo.

Al centro la figura di Federico Fellini, narrata sulle musiche dei compositori  che maggiormente hanno musicato i suoi maggiori titoli, Nicola Piovani e, ovviamente, Nino Rota.

Filo conduttore del balletto saranno i personaggi principali dell’intramontabile La Strada del 1954,  nei quali la stessa Giulietta Masina, moglie e musa del regista riminese, affermò di rivedere Fellini:
Gelsomina, la sua giovinezza; il Matto e l’imperterrita volontà di intrattenere e divertire, infine
Zampanò, versione cinematografica e saturata di un Federico ormai adulto. Il primo atto si apre sulla  vita reale di Fellini, artista disincantato, osservatore delle particolarità di un genere umano reale, non  idealizzato.

Oniricamente ci ritroviamo nella “galleria” delle figure che compariranno nei suoi film,
ognuno con le proprie caratteristiche, quasi grottesche. Gelsomina, piccola e fragile, appare perfino  intimorita da un Federico che invece prova profonda corrispondenza verso di lei. Con Gelsomina il  regista rivive le emozioni della giovinezza e dell’adolescenza rappresentata nei ragazzini innamorati  di “Amarcord”.

É poi il turno del Matto, sfrontato e buffo, equilibrista tra l’intrattenimento e il
divertimento, il quale porterà il viaggio onirico di Federico a virare verso toni ironici e allegri.

Chiude  l’atto l’immagine romana de “La dolce vita”, dai toni un po’ glamour un po’ amari di Sylvia e  Marcello.

Nel II atto il viaggio ci porta dinnanzi alla rappresentazione, enfatizzata, di Zampanò, quasi protettore  della dolce Gelsomina: forte, rude, dagli atteggiamenti confusi.
“…forse ti vuole bene!” recita il Matto a Gelsomina, con toni fiduciosi e vagamente romantici.

Inizia  così la chiusura di quest’opera, del confronto di Federico, ormai anziano, con le tre proiezioni del suo  essere, caricaturali quanto i personaggi delle sue pellicole neorealiste.

Ultimo resterà Zampanò,  immagine del Fellini adulto, caricatura di sè stesso allo specchio.

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