Molière uanmensciò (o come volete voi), da venerdì 15 a domenica 17 in Sala Assoli

Arriva a Napoli Molière uanmensciò (o come volete voi), un’entusiasmante cavalcata dentro la vita del commediografo e attore francese Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière. Lo spettacolo di e con Fabrizio Falco, prodotto da Casa del Contemporaneo, sarà in Sala Assoli da venerdì 15 marzo fino a domenica 17 marzo (venerdì e sabato ore 20.30; domenica ore 18.00).

Falco, attore acuto e istrionico – già vincitore del premio Marcello Mastroianni alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e del Premio Ubu come miglior giovane attore – porta sul palco un originale assolo che attraversa con leggerezza e profonda ironia temi diversi: dal rapporto con i genitori alla scoperta del teatro, passando per gli amori, i successi e i dispiaceri.

Attraverso la vita di uno dei più grandi commediografi di tutti i tempi, l’attore messinese riflette sul nostro tempo, sulla condizione dell’artista oggi e sulla società in cui viviamo, accompagnato da un sarcasmo e un distacco ironico, che rendono contemporanei il tipico stile di Molière. Costo del biglietto per gli spettacoli: intero 18 euro; ridotto 14 euro Per info e prenotazioni: 345 467 9142 – assoli@casadelcontemporaneo.it

 

Dopo il recente successo al Teatro alla Scala di Milano al fianco di Roberto Bolle, con Madina, creazione di Mauro Bigonzetti su partitura di Fabio Vacchi, Fabrizio Falco porta in Sala Assoli una storia apparentemente lontana nel tempo e nello spazio, rendendola contemporanea: nel suo spettacolo la vita dell’artista Molière diventa spunto per parlare anche ai più giovani. Molière amava la commedia più di qualsiasi altra cosa, anche se la Francia dei suoi tempi preferiva le tragedie di Racine e Corneille. Si mette quindi in gioco, rischia. Vive il suo amore per il teatro diviso a metà, da un lato influenzato dalla Commedia dell’Arte italiana e dell’altro da quella francese. Nonostante siano passati più di 350 anni, nella performance di Falco, Molière sembra un artista di oggi: attribuisce grande importanza alle donne e critica aspramente gli uomini. Grazie ad una peculiare presenza scenica, l’istrionico Falco realizza un’attenta ricerca sui personaggi cui dà vita, cambiando abilmente registro vocale, rompendo la quarta parete e consegnando nelle mani del pubblico acutissimi e brillanti spunti di riflessione.

 

Fabrizio Falco (Messina, 20 agosto 1988) è attore e regista diviso fra teatro e cinema, cresciuto a Palermo e diplomato nel 2010 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico. A teatro è stato diretto, tra gli altri, da Mario Ferrero, Lorenzo Salveti, Massimiliano Farau, Walter Manfrè, Silvio Peroni, Francesco Saponaro, Andrea De Rosa, Roberto Andò, Valerio Binasco, Carlo Cecchi e Luca Ronconi, con cui nel 2015 partecipa all’acclamato Lehman Trilogy, ultimo progetto del regista.

Nel 2013 realizza il suo primo spettacolo da regista e interprete: Partitura P, uno studio su Pirandello. Dal 2015 inizia una collaborazione con il Teatro Stabile di Torino con la realizzazione di Ritratto d’Italia, da Giacomo Leopardi, Galois, di Paolo Giordano e L’illusione comica, di Pierre Corneille. Nel 2019 con Emilia Romagna Teatro realizza Arizona di Juan Carlos Rubio con Laura Marinoni. Dal 2020 al 2022 ricopre il ruolo di tutor della scuola di teatro del Teatro Biondo Stabile di Palermo, dove porta in scena Il misantropo di Molière, Closer di Patrick Marber e interpreta Don Giovanni involontario di Vitaliano Brancati con la regia di Francesco Saponaro. Al cinema è stato diretto fra gli altri da Marco Bellocchio e Daniele Ciprì, recitando al fianco di Toni Servillo e Isabelle Huppert.

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