Rifiuti, è polemica per la legge regionale sulla semplificazione. De Luca: biodigestori unica alternativa ai termovalorizzatori. M5S: regalo alle lobby della monnezza.

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La legge regionale sulla semplificazione discussa a Palazzo Santa Lucia spiana la strada alla costruzione di impianti trattamento rifiuti. Il Governatore De Luca avrà il potere di decidere in autonomia la costruzione dell’impianto se ritenuto di interesse strategico.

“Dobbiamo avere freddezza. Se possiamo avere una normativa che aiuta a prendere una decisione, che da un pò di coraggio ad amministratori convinti ma intimiditi dagli ideologismi, potrà avere una sua utilità. E’ un aiuto a respingere ideologismi idioti e irresponsabili. Abbiamo cambiato il piano regionale dei rifiuti non per ragioni ideologiche, abbiamo tolto i tre termovalorizzatori e non lo ritengo neanche giusto. Ma oggi i piani economici finanziari dei termovalorizzatori non reggono. Quando all’Europa abbiamo detto no a tre termovalorizzatori non ci hanno applauditi, ma ci hanno chiesto come si mantiene il nuovo piano per i rifiuti della Campania senza gli inceneritori. Abbiamo puntato sulla raccolta differenziata al 60%, la bonifica dei siti inquinati e la realizzazione spinta di impianti per la lavorazione dell’umido. Senza, il piano per i rifiuti non sta in piedi. Andiamo avanti con estrema decisione, per la raccolta differenziata ci stiamo avvicinando alla soglia del 60%. Per gli impianti di compostaggio, abbiamo 10-15 comuni che hanno dato disponibilità. Per una metà di questi comuni la regione si fa carico della progettazione, per l’altra metà registriamo marcia indietro per il processo di ideologizzazione del problema che è assolutamente fuori dal mondo.”

Feroci le critiche dall’opposizione, in particolare dal M5S, queste le parole della consigliera regionale Maria Muscarà:

“Un capolavoro di arroganza. L’articolo 8 contenuto nel testo di legge sulla Semplificazione non è niente altro che uno Sblocca Italia in salsa salernitana. Con questa legge si vogliono approvare opere definite di “pubblico di interesse strategico regionale”, esautorando la volontà dei comuni e delle comunità locali, senza prevedere la possibilità di opporre resistenza né aprire a un minimo di dialogo democratico sull’utilità o sull’opportunità o meno della stessa opera. Ci troviamo al cospetto di un vero e proprio inchino alle lobby della monnezza. E’ paradossale che si leghino lavori pubblici strategici alle procedure di infrazione comminate dall’Unione europea. Dunque, con lo spauracchio della multa, De Luca si riserva la possibilità di imporre discariche, inceneritori, impianti a biomasse senza che, di fatto, nessuno, a cominciare dallo stesso ente comunale, possa opporsi”.

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