La studentessa della Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Eleonora Levrieri vince il Premio Sampaolesi – con una tesi sulle bambole del Museo di San Martino

Nell’ambito del convegno “ Incontro al Restauro  VIII Edizione – Giornata di studi in memoria di Davide Sampaolesi”, organizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti  e Paesaggio del Comune di Napoli e l’Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti a cura di Barbara Balbi e Rafaella Bosso è stato assegnato a Eleonora Levrieri allieva della scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli il Premio Sampaolesi.

Il Premio Davide Sampaolesi, promosso dai familiari del restauratore prematuramente scomparso nasce con l’intento di per conferire un riconoscimento alla migliore tesi di restauro discussa a Napoli negli anni accademici 2018/2019 e 2019/2020.

L’evento è parte del progetto Incontro al Restauro, curato dai funzionari della Soprintendenza con il coordinamento tecnico di Stefano Moscatelli, che dal 2016 vede la sezione storico-artistica della Soprintendenza impegnata in attività finalizzate allo studio e alla divulgazione dei grandi cantieri di restauro napoletani, e che si è svolto in partenariato con l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”, l’Accademia delle Belle Arti e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

La tesi vincitrice da titolo” Restauro di alcune bambole del XIX secolo provenienti della Certosa e Museo di San Martino. Considerazioni per una metodologia di intervento su beni polimaterici demoetnoantropologici.” le cui relatrici sono le docenti Annamaria Nocera e Giovanna Cassese dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha avuto come oggetto le bambole conservate nel Museo di San Martino ed è stata scelta dalla commissione composta da Annunziata D’Alconzo, Palma Maria Recchia; Raffaella Bosso; Laura Giusti; Barbara Balbi e Alessio Cuccaro per le seguenti motivazioni: “Anche quest’anno la lettura delle tesi ha rappresentato per la giuria un’occasione per conoscere da vicino le pratiche e le linee di ricerca adottate nelle scuole di restauro napoletane: ne è emerso un quadro vivace e stimolante. I beni sottoposti a interventi conservativi sono ascrivibili a un vasto orizzonte cronologico e culturale: ampio spazio viene dato al loro inquadramento storico-artistico e alle potenzialità conoscitive che ogni intervento di diagnostica e restauro porta con sé. Diversi elaborati propongono sperimentazioni di tecniche e materiali, o ridiscutono in modo critico prassi conservative invalse; aumenta tra gli studenti la sensibilità verso metodologie green o comunque poco impattanti, e per la prima volta abbiamo ricevuto una tesi relativa alle complesse attività connesse al restauro in ambiente subacqueo. In questo quadro di insieme, la tesi di Eleonora Levrieri sul Restauro di alcune bambole del XIX secolo provenienti dalla Certosa e Museo di San Martino è apparsa particolarmente meritevole alla commissione. La candidata ha recuperato dall’oblio e sottoposto a una rigorosa ricerca storico-culturale e archivistica un complesso di manufatti di interesse demoetnoatropologico, ricostruendone le vicende allestitive all’interno del Museo. Nella prima parte del lavoro di tesi viene ricostruita in modo brillante la temperie culturale della Napoli di fine Ottocento, e si getta luce sulle attività filantropiche sostenute dall’alta società cittadina, in particolare sulla pratica delle Cucine gratuite destinate a sfamare i ceti meno abbienti. La produzione “minore” delle bambole, realizzate per un evento di beneficenza, viene contestualizzata nel quadro dello sviluppo dell’artigianato (anche sacro) e dell’industria della moda a Napoli in quel torno di anni, e si propone con dovizia di confronti un’attribuzione del coordinamento della loro produzione al pittore Giuseppe De Sanctis.”