Superbonus, pareri contrastanti tra Pmi. Cifa: giusto, ha drogato il mercato. Confapi: a rischio famiglie ed imprese.

“Condivido la decisione del governo di Giorgia Meloni di fermare il Superbonus 110% e lo sconto in fattura”: ad affermarlo il presidente dell’associazione di imprese Cifa Italia, Andrea Cafà, secondo cui “l’attuazione di queste misure, così come regolamentate in precedenza, ha drogato il mercato generando una lievitazione dei prezzi di beni e servizi tale da mettere in crisi il sistema della spesa pubblica.

Queste agevolazioni fuori controllo sono costate 2000 euro a ogni cittadino italiano”, aggiunge, chiedendo “un provvedimento immediato per sbloccare i crediti incagliati che ammontano a circa 15 miliardi”.

Per il futuro, conclude il presidente della confederazione delle Pmi, “mi auguro che la stessa tipologia di aiuti, voluta dal governo Draghi per migliorare l’efficientamento energetico delle abitazioni, possa essere riconfermata dal governo, previa una rimodulazione che la rimetta in pista con costi adeguati al mercato e con meccanismi di controllo efficaci e in tempo reale”, termina la nota.

«Siamo fortemente preoccupati per il colpo di mano del governo Meloni di bloccare, d’improvviso, la cessione dei crediti fiscali nell’ambito dei bonus edilizi».

Lo afferma Raffaele Marrone, presidente di Confapi Napoli, in relazione alla decisione del Consiglio dei ministri che ha approvato nuove regole per gli interventi in materia di recupero del patrimonio edilizio.

«Una scelta – sottolinea Marrone – che appare incomprensibile visto che gli incentivi hanno aiutato il comparto edilizio, e l’Italia tutta, a ripartire dopo l’emergenza Covid-19. Il Superbonus, con i crediti fiscali e lo sconto in fattura, ha spinto la riqualificazione di intere città, ha creato nuova occupazione e nuove aziende. Inoltre, se attuato nel modo giusto, in ottica futura avrebbe potuto aiutare i cittadini a rispettare i parametri della direttiva cosiddetta “Case green” in studio proprio questi giorni da parte dell’Unione europea. I proprietari immobiliari, invece, si ritroveranno da soli a combattere una “guerra” impari, visto che non tutti sono in grado di provvedere economicamente alle ristrutturazioni necessarie».

«Tutta la vicenda dei bonus edilizi, dall’inizio alla fine, è emblematica di come in Italia vengano gestite la politica e la burocrazia. Non ci si può lamentare dei giovani che decidono di lasciare il Paese o del calo delle imprese attive se poi cancelliamo le misure che incentivano l’economia. La schizofrenia dei vari governi, sui bonus edilizi, ha creato molta incertezza nelle aziende che praticamente ogni 15 giorni hanno dovuto affrontare cambi di direzione. Ma la decisione dello stop totale, ora, rappresenta la pietra tombale su tutta la vicenda. Vogliamo ricordare al governo e alla politica in generale che la programmazione è una delle basi fondamentali di ogni attività economica. Nessun imprenditore può pensare di crescere senza avere un progetto di lunga portata. Cosa che allo stato attuale nel nostro Paese non è possibile fare» conclude il presidente di Confapi Napoli.

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